GROSSETO
Vigilantes con la merce rubata
Enrico Giovannelli
Pagati per difendere i beni altrui, in realtà li... ricettavano. Ma sono stati fermati dai carabinieri. Succede nella notte fra sabato e domenica: è quasi l'alba. Ore 4, strada provinciale del Padule all'altezza di Macchiascandona. Una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Castiglione è in servizio
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Sulla strada c'è il transito di chi si è messo in viaggio per gustarsi in anticipo le meritate vacanze, e anticipare di qualche ora l'arrivo della massa.
E soprattutto sulla provinciale c'è il rientro dei tanti ragazzi verso Grosseto, che sono andati a ballare il venerdì sera nelle discoteche della costa.
Così ogni tanto i militari fermano qualche automobilista per un controllo di routine.
Una Citroen C2 però, proveniente da Castiglione non si ferma all'alt: anzi, accelera e si dirige verso Grosseto, forzando fra lo stupore degli stessi Carabinieri il posto di blocco.
I militari non ci pensano su e si gettano immediatamente all'inseguimento. Pochi chilometri, con la Citroen che imbocca la strada per Barbaruta e poi la pattuglia riesce a bloccare la fuga della piccola utilitaria. Difficile, del resto, sfuggire a una gazzella con una C2...
Sul momento i Carabinieri pensano alla classica ragazzata, di chi magari ha alzato il gomito e non vuole farsi beccare alticcio alla guida rischiando un salato verbale e i punti della patente.
A bordo dell'auto infatti ci sono due giovani: uno di 32 anni C.C. le sue iniziali, e uno di 38 L.S.
Ma per i militi arriva subito una sorpresa. I due non sono ubriachi, sono fin troppo sobri e lavorano per due ditte specializzate in sorveglianza fra le più note della provincia. Sui sedili posteriori ci sono tre forni a microonde e due piccoli frigoriferi da incasso, di quelli in uso sui camper. E fra i sedili fa capolino anche un coltello.
Ai Carabinieri basta poco per capire che c'è qualcosa che non va.
La fuga al posto di blocco aveva già messo nei guai i due occupanti, ma ad aumentare le perplessità c'è poi quella roba più che sospetta.
I due uomini rimangono completamente muti quando i militari domandano da dove provengano quei tre forni a microonde e i due frigoriferi. I vigilantes non sanno dare spiegazioni convincenti. I due vengono così fermati e portati in caserma
. E nella mattina di sabato le indagini si arricchiscono di particolari. Il "bottino" infatti non è rintracciabile, probabilmente frutto di qualche rapina, e i due sono di fatto dei ricettatori, che dopo aver acquistato in qualche modo gli oggetti, avrebbero cercato di piazzarli.
Il giudice li denuncia per ricettazione e li rilascia a piede libero.
L'inchiesta nei prossimi giorni potrebbe riservare ulteriori sorprese: la vita dei due uomini, con il particolare lavoro che svolgono tra l'altro uno dei due pare che fosse stato anche in malattia in questi giorni, sarà passata al setaccio.
E non sono da escludere ulteriori coinvolgimenti di terzi. Insomma, i Carabinieri potrebbero aver messo le mani dentro un malaffare, gestito invece da chi di mestiere dovrebbe vigilare.
E soprattutto sulla provinciale c'è il rientro dei tanti ragazzi verso Grosseto, che sono andati a ballare il venerdì sera nelle discoteche della costa.
Così ogni tanto i militari fermano qualche automobilista per un controllo di routine.
Una Citroen C2 però, proveniente da Castiglione non si ferma all'alt: anzi, accelera e si dirige verso Grosseto, forzando fra lo stupore degli stessi Carabinieri il posto di blocco.
I militari non ci pensano su e si gettano immediatamente all'inseguimento. Pochi chilometri, con la Citroen che imbocca la strada per Barbaruta e poi la pattuglia riesce a bloccare la fuga della piccola utilitaria. Difficile, del resto, sfuggire a una gazzella con una C2...
Sul momento i Carabinieri pensano alla classica ragazzata, di chi magari ha alzato il gomito e non vuole farsi beccare alticcio alla guida rischiando un salato verbale e i punti della patente.
A bordo dell'auto infatti ci sono due giovani: uno di 32 anni C.C. le sue iniziali, e uno di 38 L.S.
Ma per i militi arriva subito una sorpresa. I due non sono ubriachi, sono fin troppo sobri e lavorano per due ditte specializzate in sorveglianza fra le più note della provincia. Sui sedili posteriori ci sono tre forni a microonde e due piccoli frigoriferi da incasso, di quelli in uso sui camper. E fra i sedili fa capolino anche un coltello.
Ai Carabinieri basta poco per capire che c'è qualcosa che non va.
La fuga al posto di blocco aveva già messo nei guai i due occupanti, ma ad aumentare le perplessità c'è poi quella roba più che sospetta.
I due uomini rimangono completamente muti quando i militari domandano da dove provengano quei tre forni a microonde e i due frigoriferi. I vigilantes non sanno dare spiegazioni convincenti. I due vengono così fermati e portati in caserma
. E nella mattina di sabato le indagini si arricchiscono di particolari. Il "bottino" infatti non è rintracciabile, probabilmente frutto di qualche rapina, e i due sono di fatto dei ricettatori, che dopo aver acquistato in qualche modo gli oggetti, avrebbero cercato di piazzarli.
Il giudice li denuncia per ricettazione e li rilascia a piede libero.
L'inchiesta nei prossimi giorni potrebbe riservare ulteriori sorprese: la vita dei due uomini, con il particolare lavoro che svolgono tra l'altro uno dei due pare che fosse stato anche in malattia in questi giorni, sarà passata al setaccio.
E non sono da escludere ulteriori coinvolgimenti di terzi. Insomma, i Carabinieri potrebbero aver messo le mani dentro un malaffare, gestito invece da chi di mestiere dovrebbe vigilare.
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