Il Tirreno

Grosseto

Un accordo da 70 milioni di euro

Enrico Pizzi
<strong>ACCORDO.</strong> Salvestroni con alcuni industriali e i vertici della Bpn
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ACCORDO. Salvestroni con alcuni industriali e i vertici della Bpn

«I soldi ci sono e non sono nemmeno pochi». È un messaggio controcorrente, quello emerge dalla convenzione stipulata tra l'Associazione Industriali di Grosseto e la Banca Popolare di Novara che ha messo a disposizione un plafond di 70 milioni di euro per sostenere il bisogno di liquidità e gli investimenti delle imprese maremmane.

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GROSSETO. «I soldi ci sono e non sono nemmeno pochi». È un messaggio controcorrente, quello emerge dalla convenzione stipulata tra l'Associazione Industriali di Grosseto e la Banca Popolare di Novara che ha messo a disposizione un plafond di 70 milioni di euro per sostenere il bisogno di liquidità e gli investimenti delle imprese maremmane. A parlare, accanto al neopresidente provinciale di Confindustria, Mario Salvestroni, è il numero uno operativo della banca, l'amministratore delegato Domenico De Angelis che ha sottolineato la straordinarietà dell'impegno dell'istituto di credito che in Maremma ha solo sette sportelli, ma un radicamento che risale alla fine dell'800, visto che la Banca popolare di Novara è l'erede diretta di quella Banca popolare della Maremma cui subentrò nel 1974.
«Abbiamo fatto una scelta di campo imprenditoriale - ha detto - in un territorio che conosco molto bene: ne conosco la qualità della gente, persone serie, con i piedi per terra, che ci hanno sempre dato soddisfazioni». De Angelis ha detto di credere molto nelle potenzialità dell'imprenditoria grossetana, meno toccata di altre da questo momento di crisi e, soprattutto, «un territorio in cui il livello di rischiosità è relativamente molto contenuto». Insomma, prestare soldi in Maremma, sembra essere meno rischioso che altrove.
«Reagire alla crisi attraverso gli investimenti»: questa la strategia del nuovo presiedente di Assindustria, Salvestroni. L'obiettivo è far sì che le imprese siano pronte a reagire - e non decotte - quando la crisi passerà e ci sarà la ripresa.
Il plafond di 70 milioni di euro potrà essere utilizzato sia per affrontare problemi di liquidità, ma anche di accesso al credito e di capitalizzazione delle imprese. In parte - 50 milioni - sono destinati a interventi nel breve periodo, a sostegno della liquidità delle imprese, e 20 milioni, invece, sono a disposizione per sostenere investimenti di medio-lungo periodo.
Salvestroni spiega che sono allo studio anche prodotti per la ricapitalizzazione delle aziende, come prestiti partecipativi o capitalizzativi, che dovrebbero vedere l'istituto di credito affiancare l'imprenditore nell'azienda. Un modo anche per migliorare i rating delle aziende interessate, renderle più affidabili dunque, consentendo di superare anche le rigidità dei parametri di Basilea II.

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