Ruba il cellulare al portiere di albergo
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La reception di un albergoUn rumore proveniente dalla reception e l'addetto, che in quel momento stava rifornendo i frigoriferi del bar dell'albergo San Lorenzo di via Piave, era tornato indietro. Dietro una colonna aveva scorto un giovane. «Cosa fai?». «Niente, volevo prenotare una camera».
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GROSSETO. Un rumore proveniente dalla reception e l'addetto, che in quel momento stava rifornendo i frigoriferi del bar dell'albergo San Lorenzo di via Piave, era tornato indietro. Dietro una colonna aveva scorto un giovane. «Cosa fai?». «Niente, volevo prenotare una camera». Una frase che non risulta convincente.
Perché la cassetta metallica custodita sul banco, contenente gli incassi dell'albergo, era a stata spostata: era a terra, senza chiavi. «Dammi un documento». «Lo prendo in macchina qui fuori». E si era allontanato mentre telefonava al padre (o fingeva di farlo) per protestare la propria innocenza. Allora il portiere di notte aveva chiamato la polizia. Nel frattempo si era accorto che era sparito il proprio cellulare Nokia. Trovato nell'auto dalla polizia, che aveva poi recuperato su un balcone le chiavi della cassetta con il denaro.
Furto (come se fosse in abitazione) con l'aggravante di averlo commesso in orario notturno l'accusa per la quale Carmine Acampora, 24 anni, originario di Torre del Greco, è stato condannato (rito abbreviato) a 5 mesi e 20 giorni, più 200 euro di multa. Il pm Navarro aveva chiesto 8 mesi e 400 euro. Il giudice Pietro Molino non gli ha sospeso la pena. Tra l'altro, Acampora è già conosciuto alle forze dell'ordine per altri furti: quello di un portafogli da un negozio di via Legnano (venne visto gettare il portafogli da un passante che si improvvisò detective), quello di due portafogli di altrettante dipendenti Inps, quello negli spogliatoi della palestra dell'Istituto agrario (venne sorpreso dal professore che prese poi targa e modello dell'auto della fuga). Tutti nel 2008.
E comunque il giudice dell'udienza preliminare ha individuato l'aggravante delle circostanze di tempo (di notte è ridotta la vigilanza pubblica, ci sono minori possibilità di sorveglianza, il dipendente dell'albergo era solo a controllare l'intero piano terra dell'edificio). Le uniche attenuanti riconosciute sono il modesto valore del bene sottratto e la formale incensuratezza dell'imputato.
Perché la cassetta metallica custodita sul banco, contenente gli incassi dell'albergo, era a stata spostata: era a terra, senza chiavi. «Dammi un documento». «Lo prendo in macchina qui fuori». E si era allontanato mentre telefonava al padre (o fingeva di farlo) per protestare la propria innocenza. Allora il portiere di notte aveva chiamato la polizia. Nel frattempo si era accorto che era sparito il proprio cellulare Nokia. Trovato nell'auto dalla polizia, che aveva poi recuperato su un balcone le chiavi della cassetta con il denaro.
Furto (come se fosse in abitazione) con l'aggravante di averlo commesso in orario notturno l'accusa per la quale Carmine Acampora, 24 anni, originario di Torre del Greco, è stato condannato (rito abbreviato) a 5 mesi e 20 giorni, più 200 euro di multa. Il pm Navarro aveva chiesto 8 mesi e 400 euro. Il giudice Pietro Molino non gli ha sospeso la pena. Tra l'altro, Acampora è già conosciuto alle forze dell'ordine per altri furti: quello di un portafogli da un negozio di via Legnano (venne visto gettare il portafogli da un passante che si improvvisò detective), quello di due portafogli di altrettante dipendenti Inps, quello negli spogliatoi della palestra dell'Istituto agrario (venne sorpreso dal professore che prese poi targa e modello dell'auto della fuga). Tutti nel 2008.
E comunque il giudice dell'udienza preliminare ha individuato l'aggravante delle circostanze di tempo (di notte è ridotta la vigilanza pubblica, ci sono minori possibilità di sorveglianza, il dipendente dell'albergo era solo a controllare l'intero piano terra dell'edificio). Le uniche attenuanti riconosciute sono il modesto valore del bene sottratto e la formale incensuratezza dell'imputato.
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