grosseto
Assenteisti nel mirino dell'Asl 9
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CONTROLLI IN CORSIA e negli uffici dell’Azienda sanitaria per verificare eventuali fenomeni di assenze illecite dal posto di lavoroAnche a Grosseto potrebbero arrivare gli 007 privati alle calcagna dei dipendenti della Asl. Dopo il caso degli impiegati dell'azienda sanitaria di Livorno raggiunti da un provvedimento disciplinare per essere stati pizzicati a farsi timbrare il cartellino senza presentarsi a lavoro
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GROSSETO. Anche a Grosseto potrebbero arrivare gli 007 privati alle calcagna dei dipendenti della Asl. Dopo il caso degli impiegati dell'azienda sanitaria di Livorno raggiunti da un provvedimento disciplinare per essere stati pizzicati a farsi timbrare il cartellino senza presentarsi a lavoro, anche a Grosseto si temono detective sguinzagliati in via Cimabue, Don Minzoni e al Misericordia. L'iniziativa livornese, infatti, è partita qualche mese fa da quello che poi è diventato l'attuale direttore dell'azienda sanitaria grossetana Fausto Mariotti, fino allo scorso aprile a capo della Asl di Livorno. C'è dunque da aspettarsi una linea dura contro gli assenteisti anche in Maremma?
«In realtà non c'è stata nessuna linea dura a Livorno - smorza i toni Mariotti - ma tutto è partito da due denunce, una di un privato cittadino e una dell'ufficio del personale, che segnalavano i comportamenti scorretti di alcuni dipendenti. Nel primo caso, tre di loro si alternavano alla macchina timbra-cartellino: uno timbrava per tutti e gli altri due non lavoravano. Nel secondo caso, il marito veniva a timbrare per la moglie che non si presentava a lavoro. Casi gravissimi, davanti ai quali non potevamo far finta di niente».
Rivolgersi a un'agenzia privata, spiega Mariotti, è stata una scelta obbligata: indagini di questo tipo non possono essere condotte dagli uffici interni né verificate con mezzi ordinari. E così la "Top secret", l'agenzia investigativa ingaggiata dall'Asl, ha iniziato a indagare e ha scoperto in tutto sei casi che hanno portato ad avviare altrettanti provvedimenti disciplinari. Tutto bloccato, però, dall'attuale direttore Monica Calamai in seguito alle contestazioni della Fials. Il sindacato ha infatti ravvisato una violazione dello statuto dei lavoratori perché i dipendenti non sarebbero stati avvisati delle indagini nei loro confronti, come invece previsto. Un'accusa ai vertici aziendali che Mariotti respinge. «Avevamo informato tutti e di fronte a comportamenti gravi come quelli contestati, l'atteggiamento della Fials mi lascia perplesso. Ma forse al sindacato - chiosa il direttore - hanno letto un altro statuto...».
Lasciate le vicende livornesi, dunque, anche a Grosseto potrebbero iniziare appostamenti e controlli?
«Spero che non sarà necessario - spiega Mariotti - ma, se dovessero arrivare segnalazioni di situazioni eccezionalmente gravi come quelle viste a Livorno, non saranno ignorate. Qui, infatti, non si tratta di allontanarsi qualche minuto per un caffè. Queste persone rischiano un'accusa di peculato».
Al momento, conclude Mariotti, non ci sono segnalazioni che richiedano l'intervento di agenzie esterne, ma solo ordinari controlli incrociati da parte dell'ufficio del personale. Nelle prossime settimane, però, il direttore della Asl 9 chiederà agli uffici competenti un report sulla situazione dell'assenteismo. E, in proposito, conclude: «Chiunque osservi violazioni da parte dei nostri dipendenti può segnalarcelo. In quel caso faremo i dovuti accertamenti».
Francesca Ferri
«In realtà non c'è stata nessuna linea dura a Livorno - smorza i toni Mariotti - ma tutto è partito da due denunce, una di un privato cittadino e una dell'ufficio del personale, che segnalavano i comportamenti scorretti di alcuni dipendenti. Nel primo caso, tre di loro si alternavano alla macchina timbra-cartellino: uno timbrava per tutti e gli altri due non lavoravano. Nel secondo caso, il marito veniva a timbrare per la moglie che non si presentava a lavoro. Casi gravissimi, davanti ai quali non potevamo far finta di niente».
Rivolgersi a un'agenzia privata, spiega Mariotti, è stata una scelta obbligata: indagini di questo tipo non possono essere condotte dagli uffici interni né verificate con mezzi ordinari. E così la "Top secret", l'agenzia investigativa ingaggiata dall'Asl, ha iniziato a indagare e ha scoperto in tutto sei casi che hanno portato ad avviare altrettanti provvedimenti disciplinari. Tutto bloccato, però, dall'attuale direttore Monica Calamai in seguito alle contestazioni della Fials. Il sindacato ha infatti ravvisato una violazione dello statuto dei lavoratori perché i dipendenti non sarebbero stati avvisati delle indagini nei loro confronti, come invece previsto. Un'accusa ai vertici aziendali che Mariotti respinge. «Avevamo informato tutti e di fronte a comportamenti gravi come quelli contestati, l'atteggiamento della Fials mi lascia perplesso. Ma forse al sindacato - chiosa il direttore - hanno letto un altro statuto...».
Lasciate le vicende livornesi, dunque, anche a Grosseto potrebbero iniziare appostamenti e controlli?
«Spero che non sarà necessario - spiega Mariotti - ma, se dovessero arrivare segnalazioni di situazioni eccezionalmente gravi come quelle viste a Livorno, non saranno ignorate. Qui, infatti, non si tratta di allontanarsi qualche minuto per un caffè. Queste persone rischiano un'accusa di peculato».
Al momento, conclude Mariotti, non ci sono segnalazioni che richiedano l'intervento di agenzie esterne, ma solo ordinari controlli incrociati da parte dell'ufficio del personale. Nelle prossime settimane, però, il direttore della Asl 9 chiederà agli uffici competenti un report sulla situazione dell'assenteismo. E, in proposito, conclude: «Chiunque osservi violazioni da parte dei nostri dipendenti può segnalarcelo. In quel caso faremo i dovuti accertamenti».
Francesca Ferri
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