Il presidio
Influenza suina, paura per un bimbo grossetano
Il piccolo era stato in Messico. Le analisi hanno escluso il contagio
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GROSSETO. Influenza suina. Paura anche in Maremma per un bambino che, da poco rientrato, con i suoi genitori, da un viaggio in Messico, mostrava sintomi che, visto il Paese dal quale proveniva (è in Messico che si è sviluppata la malattia), hanno indotto, correttamente, il pediatra ad approfondire questo caso. Familiari col fiato sospeso. Poi i risultati. Niente influenza suina. È lo stesso assessore regionale, Enrico Rossi, a sottolineare, infatti, che non c’è da preoccuparsi affatto, in quanto le analisi, effettuate sul bambino, hanno dato esito del tutto negativo. In parole semplici, il piccolo non ha contratto la nuova influenza che tanto spaventa. Il suo è un malessere del tutto normale e, altrettanto, facilmente curabile. Oltre al bimbo maremmano, ci sono stati altri due casi sospetti in Toscana. Si tratta di un giovane e di un adulto ad Arezzo e a Massa Carrara (anche loro erano rientrati da poco da viaggi in Messico). Solo per il caso massese - si legge in una nota - si attende un ulteriore risultato per oggi, anche se il paziente non desta preoccupazione.
L’assessore Enrico Rossi invita, quindi, a non fare allarmismo. «In Toscana - sottolinea ancora il responsabile della sanità - non si è registrato alcun caso di influenza suina e, comunque, abbiamo già a disposizione, grazie ad un ordine effettuato negli anni scorsi per l’emergenza aviaria, 9.000 dosi di farmaci antivirali a largo spettro e altre stanno arrivando. Sono immediatamente curabili 600 pazienti, che saliranno a 2.000 nei prossimi giorni». Tranquillizza anche sul fronte veterinario. «La La carne di suino, sia cotta che cruda - dice - è perfettamente sana». L’assessorato ha già diramato una circolare alle Asl e oggi è prevista la riunione dell’unità di crisi. La direzione generale dell’ Asl 9 ha attivato in questi giorni le procedure di controllo per la febbre suina, come indicato dai protocolli ministeriali e dalla Regione, che invitano ad alzare il livello di attenzione, alla luce delle ultime indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
«Benché, infatti, non ci sia nessun allarme, è bene che il personale sanitario e le strutture ospedaliere siano preparate e pronte ad affrontare eventuali casi - spiega il direttore de reparto di malattie infettive del Misericordia, Mario Toti -. Noi, in questo momento, non facciamo altro che applicare procedure già sperimentate negli anni scorsi con la Sars, secondo le quali il reparto di malattie infettive, se dovessero manifestarsi casi sospetti, è il punto di riferimento per gli accertamenti diagnostici, la sorveglianza attiva o il ricovero, senza passaggi intermedi in altri reparti o in altre strutture». Ricordiamo a questo proposito che in tutte le camere di malattie infettive, di cui 8 con posto letto singolo, è possibile procedere al totale isolamento. Già da ieri, inoltre, sono state inviate note informative ai direttori dei distretti e degli ospedali, oltre che ai responsabili di tutti i reparti e le unità operative che possono essere coinvolte nelle procedure di emergenza, compreso l’ambulatorio dei viaggiatori.
L’obiettivo è fare informazione capillare sul territorio, in particolare ai medici di base e ai pediatri di libera scelta, e adottare procedure comuni di sicurezza e controllo per i casi sospetti. Intendendo come tali le persone che, recentemente rientrate da viaggi nelle zone colpite, manifestano sintomi di influenza o di patologie respiratorie. Per quanto riguarda gli allevamenti di suini presenti sul territorio provinciale, la Regione Toscana ha dato disposizione al dipartimento di prevenzione di intensificare i controlli, con particolare attenzione alle norme igieniche del personale.
L’assessore Enrico Rossi invita, quindi, a non fare allarmismo. «In Toscana - sottolinea ancora il responsabile della sanità - non si è registrato alcun caso di influenza suina e, comunque, abbiamo già a disposizione, grazie ad un ordine effettuato negli anni scorsi per l’emergenza aviaria, 9.000 dosi di farmaci antivirali a largo spettro e altre stanno arrivando. Sono immediatamente curabili 600 pazienti, che saliranno a 2.000 nei prossimi giorni». Tranquillizza anche sul fronte veterinario. «La La carne di suino, sia cotta che cruda - dice - è perfettamente sana». L’assessorato ha già diramato una circolare alle Asl e oggi è prevista la riunione dell’unità di crisi. La direzione generale dell’ Asl 9 ha attivato in questi giorni le procedure di controllo per la febbre suina, come indicato dai protocolli ministeriali e dalla Regione, che invitano ad alzare il livello di attenzione, alla luce delle ultime indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
«Benché, infatti, non ci sia nessun allarme, è bene che il personale sanitario e le strutture ospedaliere siano preparate e pronte ad affrontare eventuali casi - spiega il direttore de reparto di malattie infettive del Misericordia, Mario Toti -. Noi, in questo momento, non facciamo altro che applicare procedure già sperimentate negli anni scorsi con la Sars, secondo le quali il reparto di malattie infettive, se dovessero manifestarsi casi sospetti, è il punto di riferimento per gli accertamenti diagnostici, la sorveglianza attiva o il ricovero, senza passaggi intermedi in altri reparti o in altre strutture». Ricordiamo a questo proposito che in tutte le camere di malattie infettive, di cui 8 con posto letto singolo, è possibile procedere al totale isolamento. Già da ieri, inoltre, sono state inviate note informative ai direttori dei distretti e degli ospedali, oltre che ai responsabili di tutti i reparti e le unità operative che possono essere coinvolte nelle procedure di emergenza, compreso l’ambulatorio dei viaggiatori.
L’obiettivo è fare informazione capillare sul territorio, in particolare ai medici di base e ai pediatri di libera scelta, e adottare procedure comuni di sicurezza e controllo per i casi sospetti. Intendendo come tali le persone che, recentemente rientrate da viaggi nelle zone colpite, manifestano sintomi di influenza o di patologie respiratorie. Per quanto riguarda gli allevamenti di suini presenti sul territorio provinciale, la Regione Toscana ha dato disposizione al dipartimento di prevenzione di intensificare i controlli, con particolare attenzione alle norme igieniche del personale.
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