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La Procura indaga su dieci anni di delibere
La polizia giudiziaria ha acquisito tutti i fascicoli sulla pratica dell'Ipercoop
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GROSSETO. Nella guerra del commercio scende in campo il quarto incomodo. Fin qui lo scontro sui grandi centri commerciali del futuro ha visto contrapposti i piccoli negozianti - rappresentati da Ascom e Confesercenti - a Unicoop Tirreno, con l’amministrazione comunale in mezzo al fuoco incrociato dei duellanti. Ora sulla scena irrompe la magistratura. La Procura della Repubblica ha infatti aperto un’inchiesta sulla delicata questione. E nel mirino, per ora, ha messo proprio il Comune. O meglio, tutti gli atti partoriti negli ultimi dieci anni da giunte, consigli e dirigenti comunali, in forza dei quali si è arrivati alla situazione attuale. L’altro giorno la polizia giudiziaria si è presentata negli uffici dell’urbanistica del Comune e ha richiesto tutti i fascicoli relativi alla lunghissima e controversa pratica Ipercoop. Documenti che vanno dal 1999, anno nel quale l’amministrazione Antichi avviò il percorso per realizzare l’ipermercato a marchio Coop nell’area dell’ex Fornace Chigiotti, al Casalone; e arrivano perlomeno al febbraio 2009, quando l’attuale consiglio comunale approva la variante anticipatoria al regolamento urbanistico che consente a Unicoop di far partire progetti e lavori per la costruzione dell’Iper dalla parte opposta della città, al Commendone.
Di mezzo, in quei dieci anni anni convulsi e segnati da roventi polemiche, ci sono gli atti con i quali la stessa amministrazione Antichi - ripensandoci - trasferiva l’Ipercoop al Commendone; quelli con i quali (ancora giunta Antichi) il Piano strutturale destinava l’area ex Chigiotti ad artigianato e commercio all’ingrosso; quelli con i quali la giunta del prosindaco Gabriele Bellettini avviava la variante anticipatrice per l’Ipercoop al Commendone; e infine quelli con i quali l’amministrazione Bonifazi ha approvato la variante stessa. Ma non finisce qui. Perché la stessa polizia giudiziaria, dopo aver acquisito questi voluminosi carteggi, ha annunciato il suo ritorno a breve per prelevare i fascicoli in cui si racconta l’altra metà di questa storia. Ovvero gli atti relativi proprio all’ex Chigiotti, dove in queste settimane fervono i lavori per la costruzione di un grande centro commerciale concorrente all’Ipercoop. Chi costruisce qui, al Casalone (Barghi srl), un tempo era proprietario di buona parte dei terreni sui quali Unicoop costruirà al Commendone.
Fra il 2002 e il 2003 vi fu una sorta di “scambio”, nel quale Unicoop - prendendo l’area di via Senese - cedeva a sua volta l’area ex Chigiotti con tanto di permesso a costruire e licenza per commercio al dettaglio. In seguito il Piano strutturale sancì che lì il commercio al dettaglio non si poteva più fare, ma misteriosamente («per una strana alchimia che io stesso oggi non riesco a comprendere», commenta l’attuale sindaco Emilio Bonifazi) quella licenza non fu mai revocata. In barba alle previsioni di Piano strutturale, insomma, permesso e licenza sono ancora validi, almeno fino al febbraio 2010. Ed è per questo che Barghi srl accelera i tempi e costruisce a ritmi serrati, per aver pronto il centro commerciale entro quella data. Anche se, spiegano dagli uffici comunali, non vi è alcuna certezza “tecnica” - ad oggi - che poi non si creino inghippi con un’attività di fatto negata dal Piano strutturale. Insomma, l’intreccio è fitto. Ma su cosa vuole veder chiaro, la Procura? Di certo, sul fronte Ipercoop al Commendone, a stimolare la “curiosità” dei pm ci sono alcune notazioni contenute nel ricorso al Tar che Ascom e Confesercenti hanno depositato lo scorso 6 aprile contro il progetto Unicoop.
Il ricorso è stato girato, per conoscenza, anche alla Procura, e in esso vi sono alcuni rilievi a carico delle procedure seguite dalle amministrazioni comunali che potrebbero travalicare il confine amministrativo per sconfinare nel penale. Sul fronte ex Chigiotti, invece, il nodo sembra proprio quello della licenza di vendita al dettaglio mai revocata. In tanta confusione sono stati commessi reati? E se sì, da chi? Ai magistrati la scomoda sentenza.
Di mezzo, in quei dieci anni anni convulsi e segnati da roventi polemiche, ci sono gli atti con i quali la stessa amministrazione Antichi - ripensandoci - trasferiva l’Ipercoop al Commendone; quelli con i quali (ancora giunta Antichi) il Piano strutturale destinava l’area ex Chigiotti ad artigianato e commercio all’ingrosso; quelli con i quali la giunta del prosindaco Gabriele Bellettini avviava la variante anticipatrice per l’Ipercoop al Commendone; e infine quelli con i quali l’amministrazione Bonifazi ha approvato la variante stessa. Ma non finisce qui. Perché la stessa polizia giudiziaria, dopo aver acquisito questi voluminosi carteggi, ha annunciato il suo ritorno a breve per prelevare i fascicoli in cui si racconta l’altra metà di questa storia. Ovvero gli atti relativi proprio all’ex Chigiotti, dove in queste settimane fervono i lavori per la costruzione di un grande centro commerciale concorrente all’Ipercoop. Chi costruisce qui, al Casalone (Barghi srl), un tempo era proprietario di buona parte dei terreni sui quali Unicoop costruirà al Commendone.
Fra il 2002 e il 2003 vi fu una sorta di “scambio”, nel quale Unicoop - prendendo l’area di via Senese - cedeva a sua volta l’area ex Chigiotti con tanto di permesso a costruire e licenza per commercio al dettaglio. In seguito il Piano strutturale sancì che lì il commercio al dettaglio non si poteva più fare, ma misteriosamente («per una strana alchimia che io stesso oggi non riesco a comprendere», commenta l’attuale sindaco Emilio Bonifazi) quella licenza non fu mai revocata. In barba alle previsioni di Piano strutturale, insomma, permesso e licenza sono ancora validi, almeno fino al febbraio 2010. Ed è per questo che Barghi srl accelera i tempi e costruisce a ritmi serrati, per aver pronto il centro commerciale entro quella data. Anche se, spiegano dagli uffici comunali, non vi è alcuna certezza “tecnica” - ad oggi - che poi non si creino inghippi con un’attività di fatto negata dal Piano strutturale. Insomma, l’intreccio è fitto. Ma su cosa vuole veder chiaro, la Procura? Di certo, sul fronte Ipercoop al Commendone, a stimolare la “curiosità” dei pm ci sono alcune notazioni contenute nel ricorso al Tar che Ascom e Confesercenti hanno depositato lo scorso 6 aprile contro il progetto Unicoop.
Il ricorso è stato girato, per conoscenza, anche alla Procura, e in esso vi sono alcuni rilievi a carico delle procedure seguite dalle amministrazioni comunali che potrebbero travalicare il confine amministrativo per sconfinare nel penale. Sul fronte ex Chigiotti, invece, il nodo sembra proprio quello della licenza di vendita al dettaglio mai revocata. In tanta confusione sono stati commessi reati? E se sì, da chi? Ai magistrati la scomoda sentenza.
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