La finta notaia tradita dal troppo zelo
Investigatori maremmani insospettiti dai documenti «perfetti»
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GROSSETO. Alla concessionaria Opel Vivarelli di via Siria si è presentata come Emilia Puliatti, 56 anni notaio di Manciano e voleva comprare una Opel Corsa. Qualche giorno dopo da Ercolani Auto, zona industriale, si è trasformata in Concetta Capano, anche lei notaio residente a Manciano, con l’idea di acquistare una Suzuky Swift. Infine, sempre nel settembre dell’anno scorso, ha visitato l’Autocenter Renault nelle vesti di Ernesta Enrica Grimaldi pure lei notaio residente sempre a Manciano e ha messo gli occhi su una Renault Twingo in esposizione. Queste sono solo le tre facce maremmane di Giovanna Perrotti, 59 anni, napoletana di Scampia, accusata dalla polstrada di Grosseto di truffa continuata aggravata in concorso ai danni di una sessantina di numerosi autosaloni. Il raggiro che la donna stava progettando in Maremma ammonta a trentanovemila euro, vale a dire la somma dei finanziamenti richiesti dalla maestra elementare attraverso le concessionarie grossetane. Per acquistare la Opel Corsa la Santander Consumer Bank di Arezzo aveva già approvato un finanziamento di 14mila euro dopo aver visionato tutta la documentazione presentata dalla donna: tessera sanitaria, busta paga, bolletta dell’Enel.
Lasciando 500 euro di caparra e un recapito telefonico che usava solo per ricevere le chiamate della concessionaria. Ammonta a 12,500 euro il prestito che la Rci Banque Sa di Roma ha erogato a Enrica Grimaldi per l’acquisto di una Renault Twingo all’Autocenter. Sempre con la stessa tecnica anche la Finanziaria Ducato era caduta nel tranello di Concetta Capano, alias Giovanna Perrotti, concedendole il prestito, anche questo pari a 12,500 euro. Secondo gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Stefano Pizza, dopo Grosseto la donna accompagnata da un complice era già pronta a visitare Faenza. È scivolata in un controllo a campione effettuato dagli agenti della Polstrada di Grosseto negli autosaloni della provincia. Durante un accertamento avvenuto a settembre gli agenti hanno notato che l’acquisto della Opel Corsa era sospetto. Il motivo? «Difficilmente - spiegano gli inquirenti - un acquirente si presenta la prima volta in concessionaria con tutta la documentazione per accendere immediatamente il finanziamento». Ecco perché gli agenti hanno effettuato dei controlli più approfonditi, hanno lasciato che la signora completasse la compravendita dopodiché sono intervenuti l’hanno bloccata prima che la macchina sparisse nel nulla.
Così hanno scoperto che tutta la documentazione era falsificata. Inserita la foto nel sistema sono saltate fuori truffe simili a Lucca, Arezzo e Firenze e nel resto dell’Italia settentrionale. Mettendo sotto controllo il cellulare della donna è stato possibile ricostruire il percorso della maestra dalla Campania fino all’uscita di Grosseto nord, avvenuto nel settembre scorso. Infine dalle indagini è anche emerso che la Perrotti è verosimilmente inserita in una vera e propria organizzazione criminale dedita alla commissione di delitti contro il patrimonio. Un sistema che, almeno per ora, si è inceppato a Grosseto
Lasciando 500 euro di caparra e un recapito telefonico che usava solo per ricevere le chiamate della concessionaria. Ammonta a 12,500 euro il prestito che la Rci Banque Sa di Roma ha erogato a Enrica Grimaldi per l’acquisto di una Renault Twingo all’Autocenter. Sempre con la stessa tecnica anche la Finanziaria Ducato era caduta nel tranello di Concetta Capano, alias Giovanna Perrotti, concedendole il prestito, anche questo pari a 12,500 euro. Secondo gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Stefano Pizza, dopo Grosseto la donna accompagnata da un complice era già pronta a visitare Faenza. È scivolata in un controllo a campione effettuato dagli agenti della Polstrada di Grosseto negli autosaloni della provincia. Durante un accertamento avvenuto a settembre gli agenti hanno notato che l’acquisto della Opel Corsa era sospetto. Il motivo? «Difficilmente - spiegano gli inquirenti - un acquirente si presenta la prima volta in concessionaria con tutta la documentazione per accendere immediatamente il finanziamento». Ecco perché gli agenti hanno effettuato dei controlli più approfonditi, hanno lasciato che la signora completasse la compravendita dopodiché sono intervenuti l’hanno bloccata prima che la macchina sparisse nel nulla.
Così hanno scoperto che tutta la documentazione era falsificata. Inserita la foto nel sistema sono saltate fuori truffe simili a Lucca, Arezzo e Firenze e nel resto dell’Italia settentrionale. Mettendo sotto controllo il cellulare della donna è stato possibile ricostruire il percorso della maestra dalla Campania fino all’uscita di Grosseto nord, avvenuto nel settembre scorso. Infine dalle indagini è anche emerso che la Perrotti è verosimilmente inserita in una vera e propria organizzazione criminale dedita alla commissione di delitti contro il patrimonio. Un sistema che, almeno per ora, si è inceppato a Grosseto
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