Il Tirreno

Grosseto

Grandi traslochi: la città cambia volto

Emilio Guariglia
Grandi traslochi: la città cambia volto

Università, Provincia, Comune... La metamorfosi è cominciata

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GROSSETO. Tutti gli uffici comunali accorpati in un'unica grande struttura che parte da via Ginori e arriva fino davanti al carcere di via Saffi. L'università - con tutte le sue aule e le sue funzioni - trasferita in via Porciatti, nell'attuale sede dell'istituto magistrale Rosmini. Il Rosmini, come tutte le scuole superiori della città con le loro migliaia di alunni, alla Cittadella dello Studente. La Provincia, con tutti i suoi uffici, in un gigantesco complesso su via Aurelia Nord. La Guardia di Finanza alla Cittadella, a fianco della nuova questura. La Camera di Commercio all'ex Foro Boario, in via Monterosa.
 Ecco a voi la Grosseto del futuro. E, piaccia o no, un futuro nemmeno troppo lontano. Perché tutte o quasi queste trasformazioni, dopo anni e anni di vita da "ipotesi" stanno progressivamente arrivando al momento della concretezza. A maggio sarà pronto e consegnato il progetto esecutivo per il completamento della cittadella dello studente, il gigantesco "campus" immaginato dalla Provincia già una decina di anni fa nella vasta area a sud della città che si stende fra le Quattro strade e via de' Barberi. La stessa Provincia ha già avviato l'iter per la costruzione della sua sede unica (parco mezzi compreso) in via Aurelia Nord. Il Comune, superata una paradossale serie di intoppi legali, è da qualche mese entrato nel pieno possesso dell'ex ospedale di via Saffi, e ha già attivato il confronto con la Soprintendenza per capire cosa e come potrà realizzare in quelle enormi cubature. La Camera di Commercio, dopo un decennio di attese e ritardi, dovrebbe vendere a breve la suo quota di terreni all'ex Foro Boario, raccogliendo la somma necessaria a costruire lì la sua nuova sede. Più lontano, per ora, appare solo il trasloco della Finanza da piazza della Repubblica. Ma in ogni caso la più colossale metamorfosi urbanistica e sociale della Grosseto moderna è - di fatto - cominciata.
 Cittadella dello studente. È il primo tassello di questo grande domino, ed è il tassello decisivo. A lungo l'Amministrazione provinciale guidata da Lio Scheggi aveva coltivato l'idea di realizzare in quest'area anche la sua nuova sede unica. Abbandonato questo progetto per ragioni logistiche, ora la cittadella sarà tutta per le scuole, con tanto di auditorium, grande palestra e ostello. A maggio, come detto, il progetto esecutivo per il centro polifunzionale a servizio del campus, in tempo utile tra l'altro per non perdere il cospicuo finanziamento erogato ad hoc dalla Fondazione Mps. L'operazione procede spedita ma non è stata e non è delle più semplici. Bisogna infatti tarare i nuovi edifici alle dimensioni reali degli istituti che vi si trasferiranno. Quando partì il progetto, per esempio, il magistrale Rosmini aveva 800 iscritti. La Provincia lavorò su aule per mille studenti, ma oggi sono già 1400 e da due lotti si è dovuti passare a tre. C'è dunque in corso un costante e febbrile dialogo con le dirigenze scolastiche per non sbagliare i dimensionamenti.
 Rosmini e Università. Proprio il trasloco del Rosmini aprirà una serie di novità a catena. L'edificio di via Porciatti, di proprietà del Comune ma tenuto "come un chicco" dalla Provincia che lo gestisce, è da più parti indicato come la futura sede più adatta per il polo universitario grossetano. Se ne parla da tempo, ora si è passati all'azione. I nodi da sciogliere non mancano, a cominciare dagli accordi con la confinante scuola media Pascoli, che vorrebbe riprendersi una serie di spazi prestati a suo tempo al magistrale. Il dialogo fra tutti i soggetti interessati è molto avanti, e già questo è un segnale preciso di scelte ormai compiute.
 Rivoluzione Comune. Il trasferimento dell'Università cambierà radicalmente l'assetto del centro storico. Il Comune infatti intende rientrare in possesso pieno non solo degli edifici di via Ginori, ma anche dell'ex Convento delle Clarisse e del Cassero Senese, oggi in gran parte in uso all'ateneo. Un patrimonio importante, sul cui futuro è già in campo una doppia strategia.
 Un solo Palazzo. Il primo obiettivo, speculare a quanto sta facendo la Provincia, è chiudere l'intera macchina comunale in un'unica struttura. Come Palazzo Aldobrandeschi per la Provincia, così l'attuale Municipio a fianco al Duomo resterà sede di rappresentanza, con gli uffici del sindaco e la sala consiliare. Tutto il resto si vorrebbe concentrarlo tra via Ginori (dove ora c'è l'università) e via Saffi, dove oggi hanno sede l'anagrafe e la cultura. In mezzo a questi due estremi per adesso c'è un immenso buco nero, l'ex ospedale. Diecimila metri quadri tutti da reinventare, e la volontà è di portare qui tutti gli uffici comunali oggi sparsi per il centro storico.
 Spazi per la cultura. Ma il valzer cittadella - Rosmini - Università porge al Comune un'altra grande opportunità: riappropriarsi di preziosissimi spazi storici oggi occupati dal polo. Primo fra tutti l'ex convento delle Clarisse, che il sindaco Bonifazi da tempo vede come sede ideale per la tanto attesa pinacoteca comunale; un gioiello, nel quale un giorno potrebbe essere accolta anche la straordinaria collezione dell'antiquario Gianfranco Luzzetti, il quale ha da sempre subordinato il lascito post mortem all'esistenza di una collocazione degna per il suo inestimabile tesoro d'arte. Ma oltre alle Clarisse si libererà anche il Cassero Senese. E qui si sta facendo strada un'idea precisa: affidarlo in gestione a un raggruppamento di associazioni del volontariato, capaci di riempirlo di attività culturali e sociali per l'intero arco dell'anno.

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