Università, Provincia pronta a uscire
Elisabetta Giorgi
Scheggi attacca il rettore Focardi dopo la diatriba sui coniugi Fusi
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GROSSETO. Università spaccata. O si chiariscono i rapporti tra Polo Universitario e Provincia o quest’ultima esce quanto prima, a luglio. Minaccia al vetriolo, ieri, da Palazzo Aldobrandeschi, ventiquattr’ore dopo l’incidente diplomatico sulla coppia di coniugi (Valerio Fusi per il Comune e Milvia Bruschi per la Provincia) proposti a capo della direzione amministrativa dell’Ateneo. Solo uno dei tanti mal di pancia sollevati nel bollente cda di lunedì mattina alla sede accademica di Grosseto, che ha riunito i soci davanti al rettore Silvano Focardi, scoperchiando un vaso di Pandora pieno di tensioni.
La ventilata nomina di una direzione composta da un triumvirato amministrativo - tre direttori espressione di Camera di Commercio, Provincia e Comune di Grosseto e due dei quali marito e moglie - ha sollevato borbottii in sala su presunti conflitti d’interesse, anche se il rettore Silvano Focardi ha risposto che la designazione è slittata per motivi estranei alle questioni casalinghe. «La nomina dei tre capi - dice Focardi - salta perché lo statuto e il regolamento universitari non prevedono ancora questa formula». L’ipotesi è quindi quella di modificare le norme. E a settembre si vedrà.
«Discussioni astratte», replica Lio Scheggi parlando di una situazione che rischia di mettere in stand-by prolungato un’università già alle prese con questioni irrisolte. Per Scheggi, il problema coniugale è inesistente e «sarebbe auspicabile che il professor Focardi favorisse un dibattito sull’università con valutazioni di merito, piuttosto che adombrate ma a nostro avviso inesistenti ipotesi di incompatibilità. Far passare in secondo piano le questioni di sostanza a favore del vuoto parlare ci sembra sbagliato». Il punto è questo. «Se per Focardi il triumvirato non è ammissibile, perché il 30 maggio lui stesso su mandato del Cda ha sollecitato ai tre enti la designazione dei rispettivi nominativi? Ci dica il presidente Focardi in quale punto lo statuto vigente impedisce la decisione».
Sulla propria nomina, la Provincia non fa passi indietro. Anzi va oltre e fa capire di voler guardare più a fondo tra i rapporti. Anche se il triumvirato non va bene, «la Provincia avanza nuovamente la proposta della dottoressa Milvia Bruschi come direttrice amministrativa del Polo Universitario, in questa fase transitoria. Anche in questo caso la collaborazione con gli altri funzionari indicati da Comune e Camera di Commercio non è in discussione. Se poi la Bruschi per motivi di merito o perché espressione della Provincia non è gradita, si abbia il coraggio di dirlo con chiarezza. Non comprendiamo il motivo per cui il presidente della Società Consortile, di fatto, procrastini una situazione di sostanziale blocco amministrativo della società. La Provincia ha più volte ribadito la disponibilità a rafforzare il proprio impegno anche finanziario, per la presenza universitaria a Grosseto, ma Focardi cosa intende fare per andare in questa direzione? Perché, invece di cadere in contraddizione con se stesso, non ha ancora trovato il tempo per affrontare temi relativi alla qualificazione dei corsi, ai servizi agli studenti, a una seria programmazione della logistica, alla valutazione e comunicazione delle dinamiche reali dell’università a Grosseto: iscrizioni, abbandoni, lauree? Perché il presidente del Polo universitario Focardi non ha ancora adempiuto a quanto indicatogli dal Cda sul Laboratorio di Ecologia lagunare di Orbetello, finanziato dal patto territoriale verde con ben 800 milioni di lire, nonostante due note di sollecito inviate dalla Provincia in qualità di soggetto responsabile del Patto? Ci sono domande a cui non sono state date risposte convincenti o nessuna risposta e tale clima d’incertezza e non chiarezza di obiettivi e contenuti non è più sostenibile».
Infine, «la giunta provinciale ritiene che, entro luglio, debbano essere condivisi e sottoscritti lo statuto della fondazione, la convenzione con l’università di Siena, il programma di breve e medio periodo del polo universitario su didattica e ricerca, logistica e servizi agli studenti. In caso contrario la Provincia, una volta destinate le risorse attualmente disponibili e quelle che auspicabilmente saranno messe a disposizione dalla fondazione Mps sul bando 2007, riterrà esaurito il proprio ruolo all’interno del Polo Universitario e si sentirà libera di garantire in altre forme la presenza universitaria in Maremma preoccupandosi, in primo luogo, del futuro dei giovani senza dimenticare i lavoratori dipendenti della Società consortile».
La ventilata nomina di una direzione composta da un triumvirato amministrativo - tre direttori espressione di Camera di Commercio, Provincia e Comune di Grosseto e due dei quali marito e moglie - ha sollevato borbottii in sala su presunti conflitti d’interesse, anche se il rettore Silvano Focardi ha risposto che la designazione è slittata per motivi estranei alle questioni casalinghe. «La nomina dei tre capi - dice Focardi - salta perché lo statuto e il regolamento universitari non prevedono ancora questa formula». L’ipotesi è quindi quella di modificare le norme. E a settembre si vedrà.
«Discussioni astratte», replica Lio Scheggi parlando di una situazione che rischia di mettere in stand-by prolungato un’università già alle prese con questioni irrisolte. Per Scheggi, il problema coniugale è inesistente e «sarebbe auspicabile che il professor Focardi favorisse un dibattito sull’università con valutazioni di merito, piuttosto che adombrate ma a nostro avviso inesistenti ipotesi di incompatibilità. Far passare in secondo piano le questioni di sostanza a favore del vuoto parlare ci sembra sbagliato». Il punto è questo. «Se per Focardi il triumvirato non è ammissibile, perché il 30 maggio lui stesso su mandato del Cda ha sollecitato ai tre enti la designazione dei rispettivi nominativi? Ci dica il presidente Focardi in quale punto lo statuto vigente impedisce la decisione».
Sulla propria nomina, la Provincia non fa passi indietro. Anzi va oltre e fa capire di voler guardare più a fondo tra i rapporti. Anche se il triumvirato non va bene, «la Provincia avanza nuovamente la proposta della dottoressa Milvia Bruschi come direttrice amministrativa del Polo Universitario, in questa fase transitoria. Anche in questo caso la collaborazione con gli altri funzionari indicati da Comune e Camera di Commercio non è in discussione. Se poi la Bruschi per motivi di merito o perché espressione della Provincia non è gradita, si abbia il coraggio di dirlo con chiarezza. Non comprendiamo il motivo per cui il presidente della Società Consortile, di fatto, procrastini una situazione di sostanziale blocco amministrativo della società. La Provincia ha più volte ribadito la disponibilità a rafforzare il proprio impegno anche finanziario, per la presenza universitaria a Grosseto, ma Focardi cosa intende fare per andare in questa direzione? Perché, invece di cadere in contraddizione con se stesso, non ha ancora trovato il tempo per affrontare temi relativi alla qualificazione dei corsi, ai servizi agli studenti, a una seria programmazione della logistica, alla valutazione e comunicazione delle dinamiche reali dell’università a Grosseto: iscrizioni, abbandoni, lauree? Perché il presidente del Polo universitario Focardi non ha ancora adempiuto a quanto indicatogli dal Cda sul Laboratorio di Ecologia lagunare di Orbetello, finanziato dal patto territoriale verde con ben 800 milioni di lire, nonostante due note di sollecito inviate dalla Provincia in qualità di soggetto responsabile del Patto? Ci sono domande a cui non sono state date risposte convincenti o nessuna risposta e tale clima d’incertezza e non chiarezza di obiettivi e contenuti non è più sostenibile».
Infine, «la giunta provinciale ritiene che, entro luglio, debbano essere condivisi e sottoscritti lo statuto della fondazione, la convenzione con l’università di Siena, il programma di breve e medio periodo del polo universitario su didattica e ricerca, logistica e servizi agli studenti. In caso contrario la Provincia, una volta destinate le risorse attualmente disponibili e quelle che auspicabilmente saranno messe a disposizione dalla fondazione Mps sul bando 2007, riterrà esaurito il proprio ruolo all’interno del Polo Universitario e si sentirà libera di garantire in altre forme la presenza universitaria in Maremma preoccupandosi, in primo luogo, del futuro dei giovani senza dimenticare i lavoratori dipendenti della Società consortile».
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