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Il pensiero di Lazzaretti al Castello Aldobrandesco
Filippo Bardelli
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Lazzaretti 2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. David Lazzaretti, "Profeta" dell'Amiata. Una figura ormai in simbiosi con l'identità sociale e storica della montagna, che ne ha riscoperto e rivisitato, negli ultimi trent'anni, i contorni di un'ideologia sempre più dibattuta, ma sorprendentemente attuale. In questi ultimi decenni si sono succeduti libri, tesi di laurea, convegni, dibattiti e tavole rotonde: tutti incentrati sulla figura del "santo" David e sulla sua opera sociale, religiosa e anche politica. Ogni intervento ha aperto nuovi orizzonti allo studio delle tematiche lazzarettiste. Tali e tante sono, infatti, le sfaccettature che caratterizzano la figura e l'opera del Lazzaretti, tante le ripercussioni che esse ebbero nella società civile, nel mondo religioso e in quello politico del suo tempo, e che fanno risuonare la loro eco fino ai nostri giorni. Nell'ambito degli eventi inseriti nell'ampio cartellone della Festa della castagna di Arcidosso, è in programma domattina un'interessante conferenza su "Cultura e Tradizione. Etica e comunità per una società diversa". L'appuntamento è organizzato dal Centro Studi David Lazzaretti e prende il via alle 9, nelle sale del castello aldobrandesco di Arcidosso. Intervengono al dibattito Franco Magnani, storico locale, su "La fratellanza giurisdavidica nel tempo"; Gianni Repetto su "Tradizione locale e culturale universale negli epigoni del lazzarettismo", Mauro Chiappini, storico e scrittore locale ed esperto conoscitore della figura di David, su "La fratellanza giurisdavidica oggi: attualità nel pensiero di Lazzaretti", e Sandro di Nomadelfia su "Comunità di Nomadelfia: testimonianza di un popolo fraterno.
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