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La Maremma, il Canonico Chelli e l'Unità d'Italia
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CANONICO CHELLI. La biblioteca comunale porta il suo nome Primo appuntamento del programma varato dall'Antica Società Storica e dalla Loggia Pacciardi
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GROSSETO. Molti hanno seguito, nella sala consiliare del Comune di Grosseto, per "La Maremma, il Canonico Chelli e l'Unità d'Italia", il primo dei 5 appuntamenti che fanno parte del programma varato dall'Antica Società Storica e dalla locale Loggia massonica del Goi "Randolfo Pacciardi n. 1339º per celebrare la memoria del 150º dell'Unità d'Italia. Comune e Provincia hanno concesso il loro patrocinio gratuito. Ad introdurre il tema Paolo Pisani. Pisani, a nome degli organizzatori, ha evidenziato lo spirito che guida questa articolata iniziativa che si svilupperà sino all'11 settembre 2011. In questa prima uscita, cui ha preso parte anche il Gran Maestro aggiunto Massimo Bianchi, i relatori sono stati il sindaco Emilio Bonifazi, Anna Bosco, filosofo e saggista, mons. Franco Cencioni. Uno scrosciante applauso è stato indirizzato all'indirizzo dei minatori cileni che, prigionieri da oltre due mesi nelle viscere della terra, sono stati salvati. Ricordo ripreso con commozione e passione da mons. Cencioni, figlio di minatore. Il primo intervento è stato del sindaco che si è è soffermato sulla figura di Chelli, creatore di quella Biblioteca Comunale che ha preso il suo nome. Bosco, che a due mani, con Luca Seravalle ha realizzato, per conto del Comune, un libro sul "carteggio Chelli", ha regalato al pubblico un'ampia, dotta ed articolata disamina sulla vita e l'operato del Canonico. Curiosità, accostamenti, commenti sui costumi ed i momenti storici di allora, honno conquistato il pubblico. Mons. Cencioni ha riconosciuto a Chelli un fare che, sebbene "sui generis" non mancò di vicinanza ed aiuto alla gente, oltre naturalmente ad una particolare partecipazione a certe vicende storico patriottiche. Cencioni ha citato, come esempi, anche Rosmini, Ugo Bassi, Giovanni Verità ed altri. Nel suo intervento, il Gran Maestro aggiunto del Goi, Massimo Bianchi, ha sottolineato come, certi eventi del passato riguardanti lo Stato Pontificio, abbiano, invece, aiutato lo Chiesa stessa, a trovare una sua più ortodossa identità e dignità di ruolo. «Non dimentichiamo poi - ha osservato Bianchi - che un massone non può essere ateo! Un ateo - ha ribattuto - non troverebbe posto in questa istituzione». Moderatore dell'incontro, all'insegna peraltro di un reciproco rispetto, Roberto Breschi. Nuovo appuntamento a febbraio del prossimo anno, quando sarà la volta di "Garibaldi narrato al popolo". La rivisitazione degli scritti di Epaminonda Provaglio che uscirono in dispense nel 1932, per conto della "Saloni Editore".
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