Il Tirreno

Grosseto

Il divano più trendy? È un'auto d'epoca

Elisabetta Giorgi
<b>AUTOSALOTTO </b>Lorenzo Tozzi accomodato sul Maggiolino A sinistra Mercedes-sof&agrave;
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AUTOSALOTTO Lorenzo Tozzi accomodato sul Maggiolino A sinistra Mercedes-sofà

Le originali creazioni di Lorenzo Tozzi, vetture storiche recuperate e trasformate in sontuosi pezzi d'arredo: ecco "Art Recycling"

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 GROSSETO. Seduti nella macchina-poltrona, basta allungare un braccio sul retro e cliccare sul pulsante della radio incorporata al vecchio bolide per far partire la musica e resuscitare la carcassa. Così il miracolo è compiuto: una Lancia Appia del '59, un maggiolino del '61, una Bmw del '75, tornano a vivere e si lasciano "suonare" ma soprattutto "abitare". Si accendono, si ascoltano, si spostano su e giù per il salotto di casa.  Si chiama Art recycling ed è un marchio creato da un imprenditore grossetano con la passione del recupero. Lorenzo Tozzi, 45 anni, fa il commerciante in centro storico. In via Paglialunga è titolare da anni, col fratello Marco, di un negozio di telericambi, televisori e radio - nuovo e d'epoca - ma soprattutto ha creato a tempo perso una sua personale filosofia del riciclo, ispirata vent'anni fa dagli studi in architettura. Abbandonata per mancanza di tempo e ora ripresa e brevettata, questa sua "arte del riciclo" è diventata una collezione vera, con marchio, catalogo e sito internet. Vetture dimenticate, raccattate dai fossi, sezionate e restaurate sono tornate a vivere grazie a lui, che con una mano di vernice e un restauro lungo e certosino, fatto in proprio o da restauratori esperti, trasforma i rottami in colorati divani, bauli, complementi d'arredo attrezzati di tutto punto con stereo, fanali originali e clacson sonante. Le sedute sono ricavate dalla parte anteriore dell'auto, svuotata e scorporata dal resto, che non serve più.  Risalgono a una ventina di anni fa i primi esemplari di "Seat cars", modelli di vecchie auto «di rara bellezza» - le descrive lui - ormai inutilizzabili come mezzi di trasporto ma adatti per essere rielaborati in complementi d'arredo. Poi, quel che era nato come un tentativo è diventata un'attività vera e propria: una collezione ancora modesta, ma che l'inventore sta ampliando di giorno in giorno. I "gioiellini" esposti in negozio sono creature ibride tra un nostalgico gusto del rétro e coraggiosa sfida al futuro: una reazione dichiarata allo smaltimento e alla distruzione delle cose, al tempo che scorre e che distrugge tutto, cui si oppone il "futuribile" gesto della creazione.  La vecchia Lancia Appia (anni 1959-1963) è diventata una scintillante poltrona singola con luci. Trovata per strada e riverniciata, spicca per il rosso squillante. Ha una "seduta in pelle monopezzo", il telaio è in legno foderato in sky marrone, gli accessori sono «luci di posizione funzionanti. Il lunotto luminoso originale riporta il logo Appia. Il lavoro di restauro è stato delicato, per restituire alla carrozzeria la forma migliore del design originale». Poi c'è la Mini gialla, «una delle auto inglesi più vendute della storia». E anche questo piccolo gioiello, dopo aver attraversato anni e chilometri, incontra l'inventiva del restauratore. Ora il vecchio esemplare semidistrutto è diventato una splendida poltrona «singola, con fanali funzionanti, stereo ad audiocassette». Accanto, una Bmw berlina si è trasformata in baule, una Fiat 600 D (terza serie) in divanetto con luci e stoffa fantasy, una Volkswagen Maggiolino è una poltrona appoggiata a una pedana girevole. Ora che l'idea si è compiuta, il marchio inventato, il catalogo stampato e il sito internet online (www.artrecycling.it), l'inventore spera di costruirsi un mercato nelle fiere, nei saloni del design, ma soprattutto nel cuore dei grossetani e non solo.

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