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Consiglio provinciale a Grosseto, il centrodestra vince per 6 a 4: cambia la maggioranza

Massimiliano Frascino
Consiglio provinciale a Grosseto, il centrodestra vince per 6 a 4: cambia la maggioranza

Il presidente Limatola governerà con una maggioranza diversa da quella che lo ha eletto nel 2021. Fratelli d’Italia ne chiede le dimissioni

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GROSSETO. Alla fine, è andata come un po’ tutti si aspettavano. La lista “Per la nostra provincia” (centrodestra) ha battuto 6 a 4 “La Provincia in Comune” (centrosinistra), per cui Francesco Limatola nei prossimi due anni governerà l’ente con un consiglio provinciale espressione di una maggioranza diversa da quella che nel dicembre 2021 ha eletto lui.

Tutto sommato il centrosinistra tira un sospiro di sollievo, perché poteva anche finire 7 a 3, considerato che il centrodestra governa Grosseto, Orbetello e Monte Argentario, ovverosia tre dei quattro comuni sopra ai 10.000 abitanti, che esprimono un voto ponderato molto alto per ciascun avente diritto al voto.

La battaglia vera, più che tra le due liste, c’è stata al loro interno. Dentro quella dei vincitori per la sopravvivenza politica della Lega di Salvini in termini di rappresentanza provinciale, contro lo strapotere dei Fratelli d’Italia che hanno eletto tre consiglieri. A pagare dazio alla scissione di Nuovo orizzonte civico proprio la Lega, che non ce l’ha fatta a leggere Walter Capitani. All’interno di quella del centrosinistra sconfitto sembrava dovessero lottare le due componenti minoritarie: la sinistra radicale e i centristi. E invece entrambe hanno eletto Gianfanco Chelini, civico sindaco di Capalbio, e Valentino Bisconti, consigliere comunale di sinistra italiano a Orbetello. Due gli eletti del partito democratico, Ciro Cirillo di Grosseto e Monica Fanciulli di Santa Fiora. È rimasta fuori, invece, la dem gavorranese Francesca Mondei. Probabilmente sacrificata per eleggere Gianfranco Chelini.

Il recordman di preferenze (9.377 voti ponderati) nel centrodestra è stato un po’ a sorpresa il consigliere comunale grossetano Amedeo Gabbrielli, di Forza Italia, che a Grosseto ha preso i voti di Rita Bernardini, ex piddina, e di un altro consigliere comunale, probabilmente il presidente del consiglio Fausto Turbanti. «Non è una vittoria personale - dichiara a caldo Gabbrielli - ma dell'intero partito che mi ha sostenuto lealmente e con un grande impegno, Fra gli altri ringrazio Luca Agresti, per Roberto Berardi, Alessandro Ulmi, Massimo Ussia e Giorgio Signori dell’Udc».

Molto bene, secondo (8.493), è andato anche Alfiero Pieraccini, esponente degli scissionisti dalla Lega di Nuovo orizzonte civico. I Fratelli d'Italia portano a casa ben tre consiglieri provinciali grazie a una sapiente suddivisione delle precedenze. «Faccio le mie congratulazioni a consigliere e consiglieri eletti che ho già contattato – dichiara il presidente della Provincia, Francesco Limatola – Il risultato elettorale fotografa quella che era la valutazione fatta sulla base dei voti ponderati nei singoli comuni. D’ora in poi sarà mia premura cercare il coinvolgimento di tutti i membri del consiglio nella logica di fare le migliori scelte a servizio della comunità. E conoscendo gli eletti, sono sicuro non ci saranno problemi».

Dall’altra parte della barricata esulta Fratelli d’Italia, con il deputato Fabrizio Rossi e il presidente provinciale Luca Minucci che lodano anche l’unità del centrodestra: «E’ davvero un risultato storico, quello ottenuto oggi da Fratelli d’Italia in provincia di Grosseto, che elegge in consiglio provinciale, con quasi 55 Mila voti ponderati di tutto il centrodestra, tre consiglieri: Guendalina Amati, Danilo Baietti e Michele Vaiani, su sei che sono toccati al centrodestra». E chiedono le dimissioni di Limatola, adesso che non può più contare su una maggioranza.

I 372 “grandi elettori” – 28 sindaci e 344 consiglieri comunali - sono andati a mettere diligentemente la scheda nell’urna, tanto è vero che alle 20 di domenica 17 marzo l’affluenza era arrivata 89,5 per cento. Con 38 sindaci e consiglieri che non hanno partecipato alle elezioni. Cinque le categorie di aventi diritto al voto, dai sindaci e consiglieri comunali dei Comuni al di sotto dei 3.000 abitanti fino a quelli da 30 a 100mila, con pesi ponderati del voto modulati crescenti al crescere del numero degli abitanti rappresentati.

(nella foto di Agenzia Bf l’inizio delle operazioni di spoglio)

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