Grosseto, auto “clonate”: in quattro finiscono nei guai
Gli agenti della polizia stradale hanno ricostruito la filiera di ogni singolo veicolo
GROSSETO. La polizia di Viterbo e Grosseto ha eseguito quattro misure cautelari dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria emesse nei confronti di altrettante persone che adesso dovranno rispondere dalle accuse di ricettazione di autovetture, falso e favoreggiamento.
Gli agenti delle sezioni di polizia stradale di Viterbo e Grosseto hanno concluso un’articolata attività investigativa iniziata la scorsa estate, quando i poliziotti, su segnalazione dei colleghi di Agrigento, avevano proceduto al sequestro di una macchina di grossa cilindrata che sarebbe poi risultata “clonata” e nazionalizzata nella motorizzazione civile in Sicilia.
Il prosieguo dell’attività investigativa, coordinata dalla procura di Viterbo, ha poi consentito di sequestrare ulteriori mezzi e documentazione falsa e intercettare un flusso di macchine di provenienza ritenuta illecita che, secondo la ricostruzione degli agenti, dalla Sicilia – attraverso intestazioni fittizie a società di prestanome – venivano rivenduti a Viterbo attraverso concessionari auto o tramite siti web specializzati, oppure vi transitavano, per poi essere esportati nei paesi dell’est europeo.
Gli agenti hanno ricostruito la filiera di ogni singolo veicolo, ricostruendo anche episodi di truffa a danno di compagnie assicurative che sarebbero avvenuti tramite simulazione di sinistri stradali in realtà mai accaduti.
All’interno dell’attività dei poliziotti sono “caduti” anche un autodemolitore del grossetano e una concessionaria “multimarche” di Viterbo e altre tre persone, denunciate a piede libero.
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