Il Tirreno

Grosseto

Sos dall’associazione

Torniella, l’allarme: «Un lupo tra le case»


	L'animale a Torniella da un fermo-immagine del video condiviso su Facebook da un cittadino 
◗
L'animale a Torniella da un fermo-immagine del video condiviso su Facebook da un cittadino 

L’ultimo avvistamento nella frazione di Roccastrada: domani vertice in prefettura sul tema delle predazioni con una delegazione di allevatori e di Coldiretti

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO.  Il lupo “bussa” alla porta di casa. Si moltiplicano gli avvistamenti nei centri abitati. A lanciare l’appello è direttamente Coldiretti Toscana che in una nota spiega: «Gli ultimi casi di cronaca ci portano a Castiglione della Pescaia con la “passeggiata” notturna di un lupo nella zona del porto e a Torniella, frazione di Roccastrada, ancora nel grossetano, dove un esemplare dopo aver attraversato la strada di prima mattina (ieri, lunedì 5 giugno, ndr) si è diretto verso un gruppo di case per fortuna senza incontrare nessuno». L’avvistamento di Torniella è stato documentato, con un video social su Facebook, da un cittadino.

«Ritrovarsi un lupo davanti alla porta di casa sta diventando una pericolosa abitudine. È evidente che, come per i cinghiali, l’equilibrio è saltato. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – Nel 1973 il lupo era una specie gravemente minacciata, gli esemplari censiti erano solo 100; l’ultimo censimento dell’Ispra, nel 2022, ha contato 3.300 animali nelle regioni della zona peninsulare con una probabilità di presenza molto elevata in Toscana dove ha colonizzato quasi la totalità degli ambienti idonei. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura non è più una specie vulnerabile e questo è un risultato straordinario e significativo di un progetto di ripopolamento che ha funzionato. Ma questa crescita ora va riequilibrata».

I numeri 

Per Coldiretti, sono quasi 2.500 gli eventi di predazione in regione a danno delle aziende zootecniche in un quinquennio: 500 all’anno. 7.405 i capi predati, quasi 1.500 ogni anno, il 95% sono pecore secondo lo studio dell’Ispra. «Gli allevatori, sin dai tempi dei tempi, hanno convissuto in pace con i lupi. Ma oggi ci troviamo ad affrontare un fenomeno che non viene gestito. Le predazioni sono la principale causa della chiusura di molti allevamenti nella nostra regione al pari dei cinghiali per le aziende agricole tradizionali con gravi ripercussioni sulla biodiversità, sull’occupazione e sulla manutenzione del territorio. Dobbiamo ritrovare un equilibrio sostenibile».

Nel frattempo, a Grosseto una delegazione di allevatori e di Coldiretti incontra domani, mercoledì 7 giugno (alle 12), il Prefetto di Grosseto proprio sul tema delle predazioni. «In provincia di Grosseto sono 500 gli allevamenti chiusi in dieci anni a causa dei lupi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani