Il presidio
La riforma della legge «salva suicidi»: un convegno per spiegare le novità
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E’ noto come dal 2008 la grande crisi abbia causato profonde trasformazioni nel tessuto economico
e sociale del nostro paese, generando un grave aumento dell’indebitamento e delle insolvenze dei soggetti non fallibili, che sono le famiglie e i consumatori, le imprese agricole, le piccole imprese commerciali, i professionisti, gli enti privati no profit, i quali hanno dovuto attendere il 2012 con la legge sul sovraindebitamento per disporre finalmente di nuovi strumenti utili per comporre e superare le crisi da sovraindebitamento.
La legge n. 3/2012 ha rappresentato, quindi, una novità epocale per il nostro paese, che è stato uno degli ultimi al mondo a dotarsi di una disciplina dell’insolvente civile, attesa - infatti - da oltre un secolo.
Grazie ad essa oggi è possibile risolvere innumerevoli situazioni disperate di famiglie e di piccoli imprenditori, quelli come si dice “alla canna del gas”, che, lasciandosi alle spalle il vecchio indebitamento, possono intraprendere un nuovo inizio. Non a caso è stata anche denominata “legge salva suicidi” o anche come la “legge per gli ultimi”. In pratica, però, applicare tale legge non è stato - e non è - per niente facile, come testimoniano i molti casi non andati a buon fine.
Nel 2019 è stato approvato il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in vigore dal 15 agosto 2020, che dovrebbe avere risolto i dubbi e le incertezze applicative, superando le critiche mosse alla originaria disciplina del sovraindebitamento.
Si aprono, dunque, nuove opportunità per chi è in difficoltà, per cui occorre uno sforzo collettivo per pubblicizzare il nuovo codice della crisi e le sue soluzioni, diffondendone i principi tra cui - primo tra tutti - quello che dal sovraindebitamento è oggi possibile liberarsi, così come da un male è possibile curarsi.
Per questo l’Ordine dei commercialisti di Pistoia ha organizzato un convegno nazionale il 29/30 novembre sul tema “insolvenze minori e procedure concorsuali: aspettando il codice della crisi”, per spiegare le novità più rilevanti in tema di sovraindebitamento.
I commercialisti ed il piano impresa 4.0: crescita e sviluppo
La trasformazione digitale che stiamo vivendo è ormai comunemente definita come una quarta rivoluzione industriale, dopo quelle della macchina a vapore, dell’energia elettrica e dell’informatica e telecomunicazioni.
Questo ulteriore sovvertimento economico esplica i propri effetti attraverso la rete, l’intelligenza artificiale, i robot ed i big data, arrivando a pervadere tutti gli aspetti della nostra vita personale e lavorativa, imponendo un altrettanto sostanziale mutamento culturale.
Le imprese si trovano oggi ad affrontare questo processo di trasformazione; esso rappresenta un rischio enorme per chi non sarà in grado di adattarsi al cambiamento ed al contempo una straordinaria opportunità di crescita e di sviluppo per chi saprà coglierne le utilità. Per favorire tale processo il legislatore ha introdotto, a decorrere dal 2015, una serie di misure di stimolo agli investimenti delle imprese; misure che sono confluite in un piano unitario, l’ormai famoso
Piano Industria 4.0, poi Impresa 4.0, all’interno del quale vi è una serie di misure fiscali di stimolo alla crescita, quali un credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo, un vantaggio tributario per gli ammortamenti di nuovi beni materiali altamente tecnologici, un regime fiscale agevolato per le imprese che utilizzano beni immateriali quali brevetti, know-how e software (il c.d. Patent Box Regime), nonché sgravi fiscali per le nuove imprese altamente tecnologiche (le c.d. start-up innovative). L’innovazione di prodotto e di processo sonopertanto sempre più cruciali per la crescita ed il successo delle imprese; conseguentemente, sempre più importante è la capacità di cogliere le opportunità esistenti per favorire questo processo di trasformazione
tecnologica.
In questo contesto un ruolo fondamentale possono e devono svolgerlo i professionisti, ed in particolare i Commercialisti, poiché in questa professione si concentrano competenze trasversali tali da poter rappresentare un valido affiancamento per l’imprenditore nell’affrontare la rivoluzione digitale. Non più solo una figura che supporti l’impresa negli adempimenti, peraltro sempre più numerosi ed onerosi, di carattere fiscale e non solo, ma un consulente di business, che possa accompagnarla in questo processo di trasformazione assistendo nel massimizzare i benefici e ridurre nel contempo i rischi connessi ad una non corretta o superficiale applicazione di normative agevolative; queste ultime, infatti, basandosi su principi ed essendo soggette a verifiche di carattere fiscale, richiedono una sensibilità ed una conoscenza di tali ambiti che solo i Commercialisti possiedono. Questo può e deve rappresentare una delle linee guida per lo sviluppo della professione del domani, sempre più specializzata ed integrata. Citando Spencer Johnson in “Chi ha spostato il mio formaggio”, “Il Formaggio non lo ha spostato nessuno. È semplicemente finito. Occorre mettersi le scarpette, correre, esplorare nuove gallerie e cercarne altro. Magari migliore, magari più abbondante”.
Il cambiamento non può essere fermato ed i Commercialisti sono pronti ad affrontarlo, ponendosi come traghettatori nell’evoluzione e nell’adattamento delle imprese del territorio.
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