Il presidio
Jsw, dopo la visita accelerata su nuovi incarichi e ripresa del lavoro
Ieri le riunioni per definire il consiglio di amministrazione, a fine agosto la prima nave e la ripartenza del treno rotaie
PIOMBINO. Il ciclone Jindal è passato. Adesso i lavoratori dello stabilimento di Piombino sperano che all’entusiasmo seguano i fatti e arrivino le prime tonnellate di acciaio da laminare. La prima visita ufficiale di Sajjan Jindal, numero uno di Jsw Steel, ha impresso un’accelerata importante all’operazione avviata con la firma dell’acquisto del 24 luglio scorso. Dopo Piombino, Milano Sajjan Jindal ha lasciato Piombino nel pomeriggio di martedì per raggiungere in aereo Milano. Ieri il tycoon indiano, accompagnato da Fausto Azzi e dalla delegazione indiana composta da Virendar Bubbar, Jayant Acharya, Narender Sharma ha incontrato alcuni istituti bancari nazionali per studiare la strategia finanziaria adeguata per l’apertura delle linee di credito necessarie a finanziare l’operazione europea di Jsw Steel. Nuova governance quasi pronta I tre giorni italiani di Sajjan Jindal sono serviti per imprimere un’accelerazione anche sul fronte della nuova governance destinata a far ripartire le attività dell’ex Lucchini.
Tra martedì e ieri, secondo quanto raccolto, si sono tenute numerose riunioni che sono servite a dare forma al nuovo assetto del presidio industriale piombinese, sia per la composizione del nuovo consiglio di amministrazione sia per gli incarichi operativi della nuova era Jsw Steel. L’ufficializzazione della governance, anche se provvisoria, è prioritaria per far ripartire le attività del gruppo, ferme nella fase di transizione appena conclusa e potrebbe arrivare già nelle prossime ore. In arrivo le prime navi Il riassetto societario è la testa di ponte obbligata per la ripresa delle produzioni.
I primi segnali tangibili del passaggio di proprietà negli impianti ex Lucchini dovrebbero concretizzarsi alla fine di agosto (il 25 è la data che circola ormai da giorni), con l’arrivo della prima nave carica di blumi che serviranno a far ripartire il treno rotaie per la lavorazione di una commessa “rimanente” con Rfi. Già ad agosto, quindi, torneranno in fabbrica i primi lavoratori che si occuperanno delle manutenzioni al Tpp, mentre non è chiaro quando ripartiranno Tve e Tmp. Buona impressione tra i lavoratori La visita di Jindal ha lasciato delle buone impressioni tra i lavoratori presenti al Metropolitan.
«Non ha promesso mari e monti, anche se ha speso parole importanti spiegando come il progetto Piombino non può fallire – ha spiegato Paolo Cappelli, coordinatore delle Rsu della fabbrica per la Fim-Cisl – Jindal ha tenuto un profilo basso. Questo è piaciuto molto ai lavoratori, che ricordano quanto avvenuto in passato. E adesso? Aspettiamo che il management rientri da Milano per chiedere un incontro. Vogliamo capire come ripartiremo con il lavoro».
Voci critiche Cautela. È la linea scelta invece dagli attivisti di Camping Cig: «Certo, c’è da dire che questa volta ci troviamo di fronte ad un personaggio di spessore decisamente superiore ai suoi predecessori nella storia dell’ultima crisi della siderurgia a Piombino – spiegano in una nota –. Ma è pur sempre di un padrone di una multinazionale, abituato a pensare esclusivamente agli interessi della sua società, pronto ad anteporli a qualsiasi altra considerazione ed in questa chiave ci parrebbe giusto che venissero poste alcune questioni: anzitutto, l’annosa questione della trasparenza: quando sindacati, lavoratori e cittadini potranno vedere un piano industriale ben articolato, con definizione di obiettivi, cronoprogramma, coperture finanziarie, strategie commerciali?».
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