Calcio, la Fiorentina gioca a poker col Benevento (4-1) – Il mercato: due nomi caldi, Fagioli può partire
Nel primo match stagionale un Franchi strapieno ha applaudito la vittoria viola: a segno Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour per la squadra di Fabio Grosso
FIRENZE. Poco contava che fosse la vigilia di Ferragosto: oggi (14 agosto), per la prima gara ufficiale dei viola, uno stadio strapieno ha accolto il debutto in coppa Italia contro il Benevento. Una cornice di pubblico che fa intuire le aspettative che i tifosi ripongono nella squadra costruita da Paratici (non a caso accolto dal grande applauso dei sostenitori viola).
Partita dominata
Una fiducia che è stata subito ripagata, con il pronti, via e l’1-0 firmato Gudmundsson mette la gara in discesa, con la Fiorentina che controlla, fa giocare un buon Benevento, ma quando affonda fa male. E al 35° è il solito Kean a trovare il 2-0 con un gran gol. All’inizio del secondo tempo, si chiude la pratica passaggio del turno, con l’uno-due firmato da Ranieri e da Ndour, poi è accademia, col gol ospite di Lamesta e la serie di cambi (tra cui l’atteso ingresso di Mastantuono).
Il mercato
Lasciando il campo per l’aspetto societario la Fiorentina, regina indiscussa del mercato in entrata, è impegnata in questi giorni a far quadrare i conti delle uscite, ma, tra esuberi che non hanno richieste, e la tattica attendista delle società che hanno messo nel mirino i “top”, le trattative non decollano. I calciatori fuori dal progetto tecnico di Fabio Grosso si allenano già a parte, quindi, non si tratta di un problema di gestione, ma di stipendi: finché il giocatore rimane in quota viola, lo stipendio lo paga il club. E nel caso di Riccardo Sottil, Mbala N’Zola e Antonin Barak, è un ingaggio pesante. Al momento, non si registrano interessamenti da parte di altre società, tanto meno offerte. Giorni intensi per Paratici e Goretti alle prese con questa grana ma anche con altre trattative dove l’imperativo è capitalizzare, che si parli di un’iniezione di denaro fresco o di una contropartita tecnica che porti al raggiungimento di altri obiettivi. È per questo che i sondaggi della Lazio per Giovanni Fabbian non hanno portato a niente (per ora): i biancocelesti vorrebbero il calciatore in prestito, la Fiorentina ha in mente altre opzioni. Intanto prende quota, sempre per quanto riguarda il centrocampista, l’ipotesi di un ritorno a Bologna. Il 4-3-3 di Tedesco sarebbe un fattore così come l’ambiente e la centralità nel progetto. Lazio e Bologna sono piazze che hanno chiesto informazioni anche su Marco Brescianini.
Il nome caldo
Il centrocampista, classe 2000, è stato più volte indicato come possibile contropartita tecnica per portare in viola il norvegese Kristian Thorstvedt ma nelle ultime ore sembra essere Nicolò Fortini la pedina di scambio ideale per vincere le ultime resistenze del Sassuolo (assieme a un paio di milioni come conguaglio). Quanto è vicino lo sbarco a Firenze del centrocampista? Le parti, la Fiorentina e il calciatore, sarebbero già d’accordo sulla durata del contratto (2031) e per sbloccare definitivamente la trattativa mancherebbe solo l'assenso da parte del club neroverde. Intanto i quotidiani nazionali danno credito al rinnovato interessamento di Paratici per Armand Laurientè, uno dei famosi esterni cui il club ha dato la caccia a inizio mercato, per poi rallentare dopo la “virata” di Grosso verso un possibile 4-3-2-1. Anche Laurientè riabbraccerebbe il tecnico che lo ha valorizzato nelle ultime due stagioni, tra serie B (stravinta) e serie A. Tutta da definire la disponibilità all’affare di chi detiene il cartellino e cioè, ancora una volta, il Sassuolo.
Fagioli può partire
E Fagioli? La situazione del regista viola è paradossale. Da punto di forza a potenziale partente in caso di un’offerta congrua (almeno 30 milioni, recuperabili presumibilmente da qualche squadra di Premier). L’arrivo di Oulai, con la disponibilità dell’ivoriano a giocare centrale nel centrocampo a tre, ha messo in discussione gerarchie che sembravano acquisite. Situazione Fagioli a parte, la famosa offerta “adeguata” potrebbe far chiudere la valigia anche agli eterni partenti Gudmunsson e Dodò, oltre a mettere in crisi la società nel caso fosse Kean a voler prendere il volo. Per quanto riguarda l'attacco Paratici si è cautelato con un gran colpo (Pellegrino) e in tempi anche più turbolenti di questi ha confermato formalmente il centravanti come leader del reparto avanzato, ma è prevedibile che le voci su quotidiani e siti specializzati continueranno a tener banco fino a fine mercato. Il Como avrebbe la disponibilità per formulare l’offerta congrua ma tra rallentamenti e depistaggi non ha ancora fatto il passo decisivo. E forse mai lo farà, con grande gioia dei tifosi viola, entusiasti di fronte alle potenzialità dell'organico affidato dalla società a Fabio Grosso.
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