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Serie A

Questa è la Fiorentina dei record: mai 31 punti in 14 giornate. I numeri dei Viola

di Francesco Gensini

	L’esultanza con dedica a Bove di Cataldi e dei suoi compagni contro il Cagliari (foto Sestini)
L’esultanza con dedica a Bove di Cataldi e dei suoi compagni contro il Cagliari (foto Sestini)

Il tecnico e il club non scoprono le carte, ma la squadra è già entrata nella storia: ora c’è il Bologna

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FIRENZE. Tre numeri: 8, 31, 14. Non è un terno al Lotto uscito sulla ruota di Firenze che ha fatto felice e portato un po’ di soldi in tasca a chi l’aveva giocato (ma oggi nuova estrazione, hai visto mai) ed è invece il terno che ha reso la Fiorentina protagonista assoluta e facendo felici, loro sì, i tifosi viola. Tre numeri che rappresentano altrettanti record della squadra di Raffaele Palladino, lassù in classifica non per caso da dove nuovi orizzonti si aprono alla vista.

L’analisi

«Al giro di boa renderemo noto il nostro reale obiettivo»: lo diceva il tecnico campano settimane fa quando i record e la posizione stavano appena prendendo forma ed era prematuro trasformare i sogni in traguardi, e lo sta dicendo adesso che ci sono molte più prove per cambiare indirizzo e pensiero, ma non sarebbe coerente. Allora basta aspettare quattro partite, anche se la Fiorenitna alla fine del girone d’andata ne avrà disputate diciotto e non diciannove per l’interruzione e il rinvio di quella contro l’Inter, e sapremo. Già così, però, un’idea a Firenze e dintorni, e pure lontano da Firenze, se la sono fatta in tanti. E il merito è di quel terno lì: otto come le vittorie consecutive in campionato, 31 come i punti conquistati, 14 come le giornate in archivio. Tutto messo insieme, oplà, ecco la squadra viola terza dietro Atalanta e Napoli, e con la gara sopra citata da recuperare che se possibile potrebbe spostare l’apprezzamento (e l’orizzonte) ancora un po’ più avanti: intanto, basta e avanza così. Perché otto vittorie in fila la Fiorentina non le otteneva da sessantaquattro anni, una vita praticamente, tanto che si può tranquillamente affermare che il gruppo di Palladino ha riscritto la storia di questo club centenario ritagliandosi un posto in primissima fila che nessuno potrà più togliere.

I record

Anzi: da primissima fila a Olimpo il percorso è lungo, ma per De Gea e compagni può essere breve: un altro successo domenica a Bologna e la storia sarà aggiornata, stavolta come nessuno mai aveva fatto. Non sarà facile, ma ci proveranno e comunque vada nella storia ci sono già avendo pareggiato il record della Fiorentina 1959-60: non c’era riuscito più nessuno - e di "Fiorentine" forti ce ne sono state nel corso dei decenni - e solo questo dà la portata dell’impresa compiuta. Otto vittorie in cassaforte e, in attesa che Palladino "scopra" le carte, è ormai pensiero quasi unanime che la sua squadra possa competere almeno per un posto in Champions League, dove anche l’anno prossimo ce ne andranno cinque se l’Italia, grazie alla partecipazione qualificata delle sue rappresentanti in Europa, Fiorentina stessa compresa, riuscirà a mantenere questo ranking.

Per dire: sono 15 anni esatti che l’inno più famoso intorno a una partita di calcio non suona più al Franchi. E le otto vittorie di fila, che diventano nove nelle ultime dieci gare considerando anche il 2-1 sulla Lazio da cui tutto ha avuto inizio, hanno inevitabilmente aumentato il monte di punti, fino a raggiungere la quota attuale che fa sognare (progettare?) Firenze: esattamente 31 in totale. Tanti, tantissimi, il massimo mai conquistato dalla Fiorentina nelle prime 14 giornate da quando la vittoria stessa viene premiata con i tre punti. Stagione 1994-95: trent’anni esatti, non proprio ieri, utili a rinforzare spessore e valore all’altro record ottenuto dalla formazione di Palladino. Che, a differenza di quanto si creda e si dica a volte, non sono mai fini a se stessi (i record), ma esprimono la forza reale di chi li conquista: e anche se per gli obiettivi dichiarati e raggiunti si vedrà, che la Fiorentina sia forte, competitiva e possa puntare a traguardi di prestigio non ci sono più dubbi.

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