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Calcio: Serie A

Fiorentina, il sogno ha il numero 8: così la Viola può entrare nella storia

di Francesco Gensini
La corsa di Kean dopo uno dei gol segnato contro il Verona domenica
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La corsa di Kean dopo uno dei gol segnato contro il Verona domenica

Il record di vittorie consecutive risale alla stagione ’59-60, il più recente è sei vittorie nel 2017-18 con Pioli: i prossimi impegni il 24 novembre a Como e poi l’Inter in casa

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FIRENZE. Numeri, che passione. Ma possono anche essere un sogno che diventa realtà per la Fiorentina, perché quelli (i numeri) che riguardano la squadra di Palladino adesso sono indizi, anzi prove, di un campionato da protagonista. Dodici giornate in archivio, 25 punti conquistati, terza miglior difesa con appena 10 reti al passivo, Kean 8 gol segnati e vice capocannoniere dietro solo a Retegui (11). Manca il più e il meglio: secondo posto in classifica.
Lassù nell’Olimpo 
È vero, insieme ad altre tre squadre (Atalanta, Inter e Lazio), ma a una sola lunghezza dalla capolista Napoli e, soprattutto, lassù dove veramente nessuno pensava di trovare la Fiorentina a questi giorni. E non era solo una questione di previsioni, di pronostici dopo il mercato estivo che tutto mette in moto, quanto a un certo momento di fatti evidenti, di non riuscire a fare quello che era nelle intenzioni. Dopo l’Atalanta (15 settembre) alla quarta, la formazione viola aveva tre punti in classifica frutto di altrettanti pareggi, di cui due in casa contro Monza e Venezia che ancora gridano vendetta. Aveva rischiato di essere eliminata al preliminare di Conference League per mano della sconosciuta Puskas Akademia, improvvisamente squadra di fenomeni per le mancanze viola come un fenomeno del calcio degli anni Cinquanta e Sessanta è stato Ferenc da cui prende il nome, e insomma l’orizzonte era tutto altro che luminoso: e a proposito di orizzonti, su quello alla visuale di Palladino si stavano addensando nubi scure e minacciose. Ma i dirigenti sono stati lungimiranti a indicare linee-guida e a non prendere provvedimenti, tenendo la barra dritta e ferma senza farsi travolgere dagli eventi come poteva essere, e l’allenatore è stato bravo ad aprirsi al gruppo, a confrontarsi e a scegliere una strada differente.
Numeri e scelte
Non sarà stato, ma più probabilmente sì, per il passaggio dalla difesa a tre alla difesa a quattro con tutto quello che ha interessato anche dal centrocampo in su, eppure dall’intervallo con la Lazio in avanti - quando tutto ciò è avvenuto - è stata un’altra Fiorentina. Ma un’altra davvero. Ha ribaltato la stessa Lazio dallo 0-1 del 45’ al 2-1 del 90’ con la doppietta di Gudmundsson che quel giorno debuttava in viola e con il 4-2-3-1 che da allora è diventato il sistema di gioco fisso e redditizio, e ha inanellato una serie clamorosa di risultati con ben 7 vittorie e un pareggio in 8 partite (significano 22 punti conquistati su 24), scalando la classifica una posizione dietro l’altro fino alla seconda sopra ricordata. Ancora: ha ottenuto 2 vittorie su 3 in Conference League e ora è attesa da due gare casalinghe consecutive al Franchi (contro Pafos e Lask) in Europa che possono essere più che sufficienti per compensare il brutto scivolone di Cipro e regalare la qualificazione gli ottavi di finale.
Il calendario
Ha insomma stravolto in meglio il proprio destino e ora sognare Firenze fa. Lo dicono e lo autorizzano i numeri sopra citati, tra cui spiccano chiaramente le 7 vittorie nelle ultime 8 giornate, di cui 6 consecutive che la Fiorentina non otteneva dalla stagione 2017-18 quando in panchina c’era Stefano Pioli e purtroppo la soddisfazione era stata nulla, al di là del dato statistico, a causa della tragica morte di Astori nel ritiro di Udine proprio in quel periodo. E a due soltanto dal record assoluto che è di 8 successi di fila e che risale addirittura alla stagione 1959-60: il calendario (24 novembre) ricomincerà dalla trasferta di Como per la Fiorentina, che poi se dovesse allungare la striscia a sette avrebbe la possibilità di tentare di eguagliare questo record assoluto ricevendo l’Inter (1° dicembre). Già è facile immaginare l’attesa che si creerebbe per la sfida ai nerazzurri di Inzaghi, una sfida da primato in classifica con tutto quello che ne consegue, ma serve un passo alla volta, un obiettivo alla volta: per costruirne cammin facendo uno di obiettivi che possa iniziare per Champions e finire per League.


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