Il Tirreno

Firenze

Calcio Serie A

«Sono arrivato qui per mia madre». Comuzzo sogna al raduno azzurro

di Brunella Ciullini
Un’azione con Comuzzo a destra
Un’azione con Comuzzo a destra

La donna è scomparsa un anno e mezzo fa e il giocatore l’ha ricordata a Coverciano. Ora è uno dei tre volti nuovi scelti da Spalletti per le sfide contro Belgio e Francia

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. È uno dei tre volti nuovi dell’ultimo raduno azzurro del 2024, in preparazione per le ultime sfide di Nations League contro Belgio (domani a Bruxelles) e Francia (domenica a Milano) . Ma non solo: Pietro Comuzzo con i suoi 19 anni è anche il più giovane del gruppo azzurro assemblato da Luciano Spalletti. Quando lo ha abbracciato, gli ha detto che non si aspettava fosse così...possente. Le qualità del centrale della Fiorentina nato in Friuli però sono anche altre e non riguardano solo la sua indubbia fisicità. Se è arrivato nell’Italia maggiore dopo aver transitato nell’ultimo mese nell’Under 20 e nell’Under 21 è anche per altre doti, di sicuro per lui è un sogno che si realizza e ha una dedica speciale e toccante, per la mamma scomparsa un anno e mezzo quando lui era appena maggiorenne. «Essere qui è una grande soddisfazione anche per lei, se sono arrivato qui è per lei» dice parlando nell’Aula Magna di Coverciano. «È stato difficile ma l’ho superata grazie alla mia famiglia: siamo rimasti uniti e siamo riusciti a essere forti come avrebbe voluto lei per andare avanti» raccontò a suo tempo. Un pensiero che è riemerso più che mai in occasione di questa prima chiamata nella Nazionale dei grandi per cui non c’è stato alcuna festeggiamento particolare («Siamo una famiglia riservata») ma ha provocato comprensibilmente un sentimento di orgoglio e la consapevolezza di aver imboccato la strada giusta, di essere riuscito a ripartire da quel dolore immenso. Da inizio stagione Comuzzo è diventato un punto fermo della Fiorentina che sta volando in campionato e anche per questo adesso è in azzurro. «Non è la prima volta che varco questi cancelli, ma stavolta l’emozione è stata più forte – rivela – quando un bambino comincia a giocare a calcio e guarda la Nazionale il sogno è arrivarci. Essere qui è il sogno che si realizza». Non l’unico ovviamente. Dalla Champions al Mondiale il gigante Pietro sogna in grande come è giusto che sia.

Intanto guarda ai modelli di ispirazione Giorgio Chiellini e Virgil Van Dyck e a quelli che ha per compagni di Nazionale: «Dicono che ho le caratteristiche di Vierchowod? Mi sento a mio agio nella marcatura, la mia qualità migliore è restare concentrati, credo sia fondamentale, la testa comanda tutto, per un difensore vale ancora di più. Ma lavoro per essere completo, devo migliorare dal punto di vista tecnico e in fase di costruzione, quindi guardo a Bastoni e a Calafiori, per imparare e colmare le mie lacune».

A chi gli chiede quando si è accorto di essere diventatogrande dice: «Quando ho esordito in A la scorsa stagione, e quando da gennaio sono rimasto in prima squadra». Palladino gli ha dato una maglia da titolare affiancandolo all’altro prodotto del vivaio viola Luca Ranieri. Risultato, la difesa della Fiorentina è ora la terza migliore della A (10 gol subiti) dopo Juventus (7) e Napoli (9) . «Mister Palladino mi dà tanti consigli, siamo un bel gruppo e questa è la forza della Fiorentina, siamo lassù con pieno merito» evidenzia Comuzzo, già a 10 presenze stagionali. «Si dice sempre che arrivare in alto è forse la cosa più semplice, il difficile è restarci. Mio padre però mi ha sempre detto di costruire le basi pian piano per avere fondamenta solide» aggiunge. Un insegnamento che gli sarà utile anche in Nazionale. «Mi ha emozionato assistere a tutte le gare dell’Europeo e vedere Chiellini alzare il trofeo. E poi per me l’inno di Mameli è il più bello del mondo, mi dà i brividi cantarlo in campo». Chissà se Spalletti lo farà debuttare anche solo per qualche minuto. Una certezza però Comuzzo ce l’ha: si terrà stretta la prima maglia azzurra. «Ma se giocherò sarò ancora più felice – sorride – Sarebbe emozionante debuttare contro la Francia a San Siro ma anche sfidare Lukaku».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il lieto fine

Livorno, fratello e sorella di 6 e 4 anni rischiano di annegare: salvati dal bagnino – «Un minuto in più e non ce l’avrebbero fatta»

di Francesco Turchi