Gioco, entusiasmo e Kean: c’è un posto Viola al tavolo delle big. Cosa dicono i numeri e qual è stata la svolta
Dopo cinque successi consecutivi in campionato la Fiorentina adesso fa sognare
FIRENZE. Campionato, aggiungi un posto al tavolo delle grandi, perché c’è un’invitata non prevista e si chiama Fiorentina. Se poi ci rimarrà fino alla fine questo è un altro discorso e comunque riguarda tutte le squadre che per riuscirci devono confermarsi, oppure recuperare posizioni e credito lungo le 38 giornate, mentre adesso siamo solo all’11esima appena andata in archivio, ma quella viola il posto se l’è conquistato di diritto intanto a suon di vittorie, prestazioni e capacità di fare la partita giusta ogni volta. Ed è forse questa la qualità più importante di tutte per stare lassù.
La classifica e i dati
Lassù in classifica dove ci puoi stare solo se hai conquistato 22 punti appunto in 11 gare (ed era dal 2015-16, quando di punti ne aveva messi insieme 24 nello stesso periodo con Paulo Sousa in panchina, che la Fiorentina non iniziava così bene), se hai vinto le ultime cinque partite di fila, di cui tre in trasferta segnando otto gol senza subirne nemmeno uno, se le vittorie sono sei nelle ultime sette (più il pareggio per 0-0 a Empoli), e allora quella classifica l’hai scalata passo dopo passo, posizione dopo posizione fino a issarti al terzo posto ad appena tre punti (una vittoria, guarda un po’) dalla capolista Napoli.
Questo ha fatto la Fiorentina di Palladino che il posto al tavolo delle grandi se l’è guadagnato di diritto. Se adesso viene il difficile (confermarsi) non è dato sapere, ma di sicuro viene il bello comunque: sono per momenti come questi che i tifosi sognano, trepidano, gioiscono e si disperano (ma mai disamorano) anno dopo anno, stagione dopo stagione, e allora l’entusiasmo che si respira a Firenze e tra i tifosi viola sparsi in Italia e nel mondo con testimonianze precise via social, ad esempio, va coltivato e non lasciato lì.
Le sfide
È quello buono e sano delle occasione inattese ma tanto attese e non è una controsenso nei termini. Milan (2-1), Lecce (6-0), Roma (5-1), Genoa (1-0) e Torino (1-0) in un crescendo di prestazioni ora e di consapevolezza dopo che ha portato la Fiorentina al terzo posto con il primo nel mirino, posizioni e visuale del tutto impronosticabili quando la striscia positiva è iniziata, arricchendosi in cima e cammin facendo dei due successi su New Saints (2-0) e San Gallo (4-2) per dare subito forma alle ambizioni viola anche in Conference League.
E non è un caso che tutto sia cominciato praticamente contro il Milan, nella serata dei due rigori parati da De Gea a Theo Hernandez e Abraham. La serata perfetta. A cui poi hanno fatto seguito altre serate straripanti (la cinquina ai giallorossi) e pomeriggi d’autore (Genoa e Torino) per portare la squadra viola ad un livello che infiamma la passione di Firenze e “spaventa” gli avversari, che per lottare per i traguardi di spicco dovranno fare i conti con una concorrente inattesa.
Tattica e schemi
A proposito di punti di partenza: a livello tattico è stato nel cambio di sistema di gioco dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 – con precedenza su tutto alla difesa – nell’intervallo di Fiorentina-Lazio del 22 settembre e non a caso quella svolta fondamentale ha dato subito la rimonta da 0-1 del primo tempo al 2-1 del 90esimo, mentre a livello di costruzione del gruppo bisogna senza dubbio fissare nell’acquisto di Moise Kean il passaggio decisivo. Come dimostrano gli otto gol segnati dal centravanti classe 2000 (cinque in campionato e tre in Conference League), il cui contributo è andato ben oltre il già consistente numero di reti personali (solo Retegui con undici in Italia ha fatto meglio). Gioco, risultati, entusiasmo, Kean: aggiungete un posto al tavolo delle grandi che ora c'è da fare i conti con la Fiorentina.
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