Il Tirreno

Firenze

Viola verso un Torino infido c’è Kean ma manca anche Cataldi

di Brunella Ciullini
Viola verso un Torino infido c’è  Kean ma manca anche Cataldi

L’ex Juve dovrebbe essere al centro dell’attacco sostenuto da Colpani e Bove

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FIRENZE.  La Fiorentina non vuole svegliarsi ma continuare a tenere viva la magia di stare lassù, nel gruppo di vertice che gioca, lotta e sogna in grande. Sei vittorie di fila fra campionato e Conference, quattro consecutive in Serie A. Un poker che l’ha proiettata in alta classifica e trasmesso fiducia e entusiasmo a tutto l’ambiente. Oggi però, in casa del Torino, c’è un’altra sfida da affrontare. Perché se da una parte la squadra di Vanoli, al contrario di quella viola, sta attraversando un momento di difficoltà certificato da 4 sconfitte nelle ultime cinque partite dopo un brillante inizio di stagione, dall’altra i confronti con i granata non sono mai una passeggiata, e lo dimostra anche il fatto che in campionato siano rimasti imbattuti in 11 delle ultime 12 gare casalinghe contro la Fiorentina il cui ultimo successo nel loro stadio risale al 18 marzo 2018 con il punteggio di 2-1. Ecco perché Raffaele Palladino, rimasto in silenzio anche sui canali del club, appena dopo la combattuta ma pesantissima vittoria di giovedì ha dichiarato di non voler farsi distrarre dalla classifica e di pensare già all’impegno contro Ricci e compagni. A dimostrazione di come il tecnico viola, al di là dello stato di forma del gruppo che nella circostanza ritrova Moise Kean ma non ancora Danilo Cataldi rimasto ai box, non si fidi di questo Torino e soprattutto voglia mantenere alta la concentrazione. Di sicuro però i risultati conseguiti nell’ultimo mese e mezzo, dalla sconfitta di metà settembre subita sul campo dell’Atalanta per 3-2 (la prima e per adesso unica nell’attuale stagione, Palladino farà gli scongiuri) stanno premiando il lavoro dello stesso allenatore e la crescita costante della sua squadra che dopo un inizio in salita sta trovando identità, solidità difensiva grazie al cambio di modulo e ad un De Gea sempre più determinante, incisività offensiva e appunto continuità di rendimento. Quella di oggi (inizio ore 15) sarà la seconda trasferta di fila per la Fiorentina in attesa di quella in programma giovedì prossimo di Conference sul campo dell’Apoel. Come detto, un nuovo impegnativo esame che Palladino, finora mai vittorioso contro i granata (due pareggi e una sconfitta ai tempi in cui guidava il Monza) affronterà senza ancora Gudmudsson, Pongracic e Cataldi sempre alle prese con un problema muscolare, ma recuperando il proprio centravanti: dopo la doppietta realizzata alla Roma stringendo i denti e lottando come un leone e dopo aver saltato il Genoa per smaltire i postumi della distorsione alla caviglia sinistra rimediata a Lecce Kean è stato convocato e nel pomeriggio di ieri è salito in treno, destinazione Torino, insieme ai compagni. Sul suo impiego dall’inizio o a gara in corso il tecnico viola deciderà soltanto all’ultimo minuto, ma salvo imprevisti l’ex bianconero – attuale capocannoniere della Fiorentina con 7 reti fra campionato e coppa – dovrebbe essere al centro dell’attacco sostenuto da Colpani (in ballottaggio con Ikoné) e Bove favorito su Sottil a meno che l’ex romanista non venga utilizzato trequartista al posto di Beltran. Per il resto, a centrocampo insieme ad Adli dovrebbe giostrare inizialmente più Mandragora, ex di turno, che Richardson, mentre in difesa Comuzzo, Ranieri e Quarta lottano per due maglie. A sinistra dovrebbe toccare ancora Gosens, decisivo a Genova, a meno che Palladino non decida di far rifiatare il tedesco e inserire Biraghi.


 

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