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Euforia viola, è terzo posto Palladino: «Ma profilo basso»

di Francesco Gensini
Euforia viola, è terzo posto Palladino: «Ma profilo basso»

Il commento del mister dopo la vittoria conquistata contro il Genoa  Adli: «Tre punti in uno stadio che sarà complicato per tante squadre»

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GENOVA. Sedici punti nelle ultime sei partite, terzo posto in una classifica bella, bellissima, luccicante, lassù dove solo Napoli e Inter sono riusciti a fare meglio, ma non è ad azzurri e nerazzurri che guarda la Fiorentina. Lo assicura Raffaele Palladino che di sicuro la classifica l’ha invece guardata insieme ai suoi calciatori, anche solo per accertarsi che quello che stanno vivendo non è un sogno ma una solida realtà, giusto per fare il verso a un claim pubblicitario che imperversava negli anni Novanta. E siccome è tutto vero e tutto meritato, la squadra e i tifosi viola questa classifica se la godono tutti. «Davvero, non l’ho guardata e non ci ho pensato - ha detto il tecnico campano nel dopo-gara – mentre continuo a guardare la crescita dei miei ragazzi e dobbiamo mantenere questa mentalità. Sono segnali importanti di un gruppo che sta aggiungendo sempre qualcosa, ma non dobbiamo pensare di essere più forti di quello che siamo, perché la Serie A è complicata. Manteniamo questo profilo basso e questa determinazione che devono provenire anche dall’aver vinto una gara sofferta, sporca, difficile, contro un avversario a cui voglio fare i complimenti perché ci ha messo in difficoltà, ma questi appunto sono i successi che danno soddisfazione. Un successo da uomini veri che rafforzano morale e consapevolezza di un gruppo, ripeto, composto da uomini veri: Quarta ha rivolto un discorso ai compagni riuniti che mi ha fatto venire i brividi. Quello che ha detto rimane nel chiuso dello spogliatoio, ma mi ha fatto capire la vera forza di questa squadra. Si sta creando, nonostante i tanti cambi, una sorta di magia.

Ma ora pensiamo al Torino».. Intanto, queste sono serate che rimangono impresse nella memoria, che contano di più dei tre punti che alla fine la Fiorentina si è portata via da Marassi, che aggiungono certezze a certezze. Serate che possono avere un peso specifico in futuro ancora più rilevante di quello che già hanno: e Palladino, con la misura che gli è consueta e che se possibile allarga a dismisura conoscendo bene come vanno le cose nel calcio, se la gode tutta dispensando elogi e complimenti a destra e a manca, al gruppo e ai singoli. «Sottil è stato strepitoso in fase di non possesso, Quarta ha fatto una partita pazzesca, Beltran si è come liberato giocando da seconda punta e io sono felice perché ho sempre creduto in Lucas, chi è entrato come Adli e Mandragora è entrato bene, Rubino è un 2006 e ha debuttato in Serie A e per me che ho cominciato come allenatore nel settore giovanile è una gioia.

Mi dite sempre che aspetto risposte, ma io mi aspetto conferme e nessuno dei miei calciatori mi deve dare risposte». Concetto che ribadisce ai saluti di un Palladino contento come poche altre volte. «Sono contento perché la squadra ha raggiunto una grande solidità e nella Serie A di oggi bisogna difendere e attaccare tutti insieme: abbiamo raggiunto un ottimo punto di equilibrio e dobbiamo continuare così». Il punto ce l’ha messo Adli, decisivo con il suo ingresso concreto e di sostanza, caparbio nell’azione del gol decisivo quando ha difeso il pallone a tutti i costi per consegnarlo a Beltran e che poi è diventato l’assist per Gosens. «Sapevamo che ci aspettava una partita difficile, ma abbiamo lottato e sofferto e alla fine abbiamo conquistato tre punti in uno stadio che sarà complicato per tante squadre».

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