Fiorentina Obiettivo vittoria Ecco il piano di mister Palladino
L’attaccante Albert Gudmundsson
FIRENZE. Cambiare poco per cambiare tanto. È ciò che ha deciso di fare Raffaelle Palladino per battere la Lazio, rompere il ghiaccio con le vittorie dopo cinque pareggi e una sconfitta dall’inizio della stagione, rilanciare la classifica e avviare finalmente il nuovo corso della Fiorentina: anche perché il tempo scorre, gli impegni incalzano e i risultati finora sono stati quelli che sono stati. Insomma, serve una svolta bella decisa e per imprimerla il tecnico campano si affida alle proprie certezze: cambiare poco per cambiare tanto, tatticamente e dentro la formazione.
Così sarà se oggi nella rifinitura avrà le risposte che cerca. Risposte definitive in scia a Bergamo e all’Atalanta: da lì, città e avversario, ripartirà Palladino che domenica scorsa aveva elogiato la prestazione della sua squadra, minimizzando volutamente tutti gli errori che avevano prodotto la sconfitta. Cosa che, si può essere certi, non ha invece fatto al chiuso delle stanze al Viola Park nell’analisi al video prima e in campo poi nelle riprove che devono consegnargli una Fiorentina diversa. Diversa nell’atteggiamento, nell’interpretazione di ogni singola azione, nelle prestazioni individuali: e tutto questo, sempre al netto delle conferme odierne, lo affiderà in larghissima parte agli undici che sei giorni fa ha cominciato la partita in casa dei nerazzurri di Gasperini. Di sicuro, salvo ripensamenti dell’ultima ora che non sono al momento da mettere in conto, l’allenatore ex Monza riparte dalla difesa a tre che tanto ha fatto discutere in questo primo mese: siccome nella sua interpretazione – che è quella che conta – gli errori sono stati fatti dai singoli, ecco che sarà ancora 3-5-2 con una linea arretrata che ritroverà Pongracic, a sua volta alla chiamata d’appello dopo un avvio largamente insufficiente, tra Quarta (in vantaggio su Comuzzo) e Biraghi (davanti a Ranieri). La rifinitura servirà a risolvere le parentesi. Forse le uniche due del possibile undici di partenza, forse no, e comunque la grande novità sarà rappresentata dal debutto di Gudmundsson: subito o subentrando? Intanto, la composizione del centrocampo che nei piani di Palladino avrà un doppio compito fondamentale: schermare il giro-palla della Lazio e proporre ripartenze veloci e verticali. Piano semplice e complicato insieme, ma la Fiorentina avrà buone per non dire ottime possibilità di superare i biancocelesti se i cinque nel mezzo riusciranno a metterlo in pratica con una certa continuità. Quali cinque? Dodô, Bove, Cataldi, Mandragora e Gosens se vale l’assioma di partenza, ma occhio ad Adli la cui qualità potrebbe essere assai utile per far saltare equilibri e banco degli uomini di Baroni. E siamo all’attacco: riferimento Moise Kean e non c’è un dubbio che sia uno dopo aver visto all’opera l’ex centravanti della Juventus in queste prime sei gare con quattro gol all’attivo tra campionato e playoff di Conference League, mentre si torna al discorso relativo su Gudmundsson per individuare il partner del vercellese classe 2000 in un 3-5-2 che può diventare anche 3-5-1-1, sia con Colpani a sostegno (com’è stato infatti a Bergamo) e sia con uno tra Sottil e Ikoné nell’intento di dare un po’più di profondità.
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