Fiorentina: chi parte e chi resta, sarà una mezza rifondazione
Il nocciolo duro dei viola è costituito da una dozzina di calciatori
PRATO. Ieri è finita ufficialmente la stagione della Fiorentina dopo nove mesi e mezzo e 58 partite, quindi oggi è come se fosse il primo giorno di scuola per i dirigenti viola a cui spetta il compito di costruire la nuova squadra e nuova non per modo di dire: via Italiano che ha chiuso il proprio triennio, dentro Raffaele Palladino e, a proposito di oggi, ogni giorno potrebbe essere quello giusto per l’annuncio dell’allenatore campano. Sempre salvo inversione di rotta di una o dell’altra parte che adesso sarebbe veramente clamorosa ed è anche per questo motivo che una bella accelerazione all’accordo fino alle firme non sarebbe affatto male.
Ma quello sarà solo il primo passo: ci si aspetta una Fiorentina 2024-25 abbastanza differente se non molto differente dalla Fiorentina 2023-24 e il ricambio comincerà a breve. Intanto, col rientro dei prestiti alle rispettive società di appartenenza: Arthur torna alla Juventus (20 milioni per il riscatto sono fuori budget per il club di Commisso, senza dimenticare i 4,5 milioni netti di stipendi del regista brasiliano fino al 2026), Maxime Lopez al Sassuolo (9 milioni per il francese idem come sopra), Faraoni al Verona (1 milione serve per tenerlo, però non sembra essere nei programmi) e Belotti alla Roma (800mila già pagati a gennaio per il prestito oneroso che è anche “secco”).
Poi ci sono quelli a cui il 30 giugno scade il contratto e sono quattro elementi non banali del gruppo stesso: Bonaventura (che non ha raggiunto il 70 per cento delle presenze personali su quelle totali della Fiorentina per far scattare il rinnovo di un altro anno), Castrovilli, Duncan e Kouame. Per i primi tre sono previsti a breve altri contatti tra i rispettivi procuratori e i dirigenti viola per capire se c’è margine di continuare ancora insieme, ricordando che la Fiorentina ha opzione a favore per spostare al 2025 il contratto del ghanese, ma non l’ha ancora esercitata, mentre l’ha fatto di recente per Kouame e non è detto però che l’ivoriano rimanga: è un fedelissimo di Italiano e il tecnico se lo vuol portare dovunque vada, con ogni probabilità a Bologna.
Offerte cercansi e offerte saranno valutate per Ikoné, Nzola e Infantino che non hanno un futuro viola, diverso invece il discorso relativo a Quarta (scadenza 2025) che piace a più d’uno, ma la Fiorentina lo vorrebbe tenere e a quel punto va affrontata la questione non semplice del rinnovo. In linea puramente teorica, ma con fondamenti concreti, i calciatori sicuri (parola grossa nel calcio) della conferma, tra contratti in essere e centralità nel progetto, sono: Terracciano, Dodô, Kayode, Milenkovic, Biraghi, Parisi, Mandragora, Ranieri, Beltran, Sottil e, nel loro caso aggiungendo forse, Barak e Christensen.
Non a caso, seppur partente e destinato a non occuparsene più, proprio Vincenzo Italiano nel dopo partita di Atene non ha mancato di sottolineare che «molti di questi calciatori rimarranno a Firenze», riferendosi ovviamente al gruppo allenato fino a ieri: e i dodici succitati sono una buona base di partenza per confermare le parole del tecnico.
Gruppo in cui, nessuna dimenticanza, c’è anche Nico Gonzalez, l’acquisto più costoso nella storia della Fiorentina con i suoi 27 milioni (23+4 di bonus) pagati da Commisso nel 2021 per prenderlo dallo Stoccarda: stavolta se un club arriva a mettere sul tavolo i 43 milioni proposti dal Brentford l’estate scorsa l’imprenditore italo-americano non dirà no come allora.
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