Il Tirreno

Firenze

L’appuntamento è per il 18 maggio a Bellariva

Rari Nantes d’attacco Luca Minetti prepara l’assalto finale alla promozione

di Francesca Bandinelli
Rari Nantes d’attacco Luca Minetti prepara l’assalto finale alla promozione

Playoff al via: il primo ostacolo è la Lazio

14 maggio 2024
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FIRENZE. Ha chiuso, da imbattuta, il girone Nord della regular season e ora aspetta solo di scendere in vasca per sferrare l’assalto alla promozione in A1. La Rari Nantes Florentia, la società sportiva più titolata in Toscana, adesso punta a definire il suo capolavoro. L’appuntamento, a Bellariva, è per sabato 18: l’avversario di turno sarà la Lazio e non si potrà sbagliare niente. Firenze punta a tornare tra le stelle della pallanuoto e Luca Minetti, il tecnico della prima squadra maschile, non si nasconde. In acqua, i suoi ragazzi sapranno farsi valere, dice: «Il resto mi auguro lo facciano i tifosi dagli spalti, abbiamo bisogno della loro spinta».

Luca Minetti, come ci si approccia a un playoff?

«Siamo nella fase di costruzione dell’attesa, stiamo lavorando, cominciamo a studiare avversario, ma soprattutto sui nostri automatismi. Anche sulla condizione fisica. La cosa importante è controllare tutto, speriamo di recuperare Borghigiani: adesso, la differenza viene costruita sui dettagli. La discriminante, continuo a ripeterlo, è esserci con la testa. Abbiamo fatto un’ottima regular season, ma d’ora in avanti non conta niente. Dobbiamo goderci il momento, con calma e mente fredda, consapevoli della nostra forza, delle potenzialità, pronti a dare il massimo in questi playoff».

Dal passato, quando siete andati ad un passo dalla promozione in A1, che cosa avete imparato?

«Le sconfitte sono quelle che insegnano. Cosa si impara? Ad essere più freddi, più lucidi perché queste sfide sono diverse, dentro o fuori. Ogni episodio può essere quello chiave, non hai più il tempo di recuperare eventuali passi falsi commessi. Spero che i ragazzi si godano il momento: questa squadra è da tempo che sta lavorando bene, mi auguro che sia arrivato il tempo della raccolta».

La spinta del pubblico potrà essere il detonatore decisivo?

«Lo spero. Faccio un appello alla città, che merita di essere riportata in A1. Spero che i nostri tifosi possano riempire gli spalti della piscina. Questa è la società sportiva che ha ottenuto più successi nel corso della storia, siamo una realtà storica di Firenze che tutti conoscono. Adesso abbiamo bisogno della presenza di tutti, non lasciateci soli».

Da giocatore, ha conosciuto la ricetta perfetta per vincere. Quale l’ingrediente che secondo lei, a questo punto della stagione, non deve mancare?

«La testa e la mentalità. È questo il vero segreto per le vittorie: ti permette di essere lucido, tranquillo e freddo per arrivare a colpire al momento giusto».

Quale la qualità della Rari Nantes Florentia di cui lei, da allenatore, va fiero?

«Questi ragazzi rispecchiano molto il mio carattere, non mollano mai. Abbiamo “ammazzato” il campionato, ma ci sono stati momenti che hanno segnato il nostro percorso. A Savona con l’Arenzano, per esempio, eravamo sotto di 3-4 gol a inizio quarto tempo: non solo non abbiamo mollato, ma siamo andati a vincere una gara sulla quale non avrei scommesso. Arrivati a questo punto, dobbiamo fare l’ultimo step. Adesso conta tutto, anche l’espulsione in più o in meno può fare la differenza».

Questa lunga striscia di risultati utili consecutivi, oltre 20 solo in questa stagione, è un onere o un onore?

«Abbiamo cominciato la stagione coi favori del pronostico, li abbiamo mantenuti e ora vogliamo provare a mettere la ciliegina sulla torta. Un anno fa, questa squadra ha giocato senza pressione e ha reso molto bene: da inizio campionato ad oggi, pur etichettati come la squadra da battere, stanno reagendo come si deve. Dalla crescita personale e tecnica dei singoli decolla il gruppo».

Qual è l’emozione che si prova in questi momenti, arrivando a bordo vasca?

«In questi momenti più che mai vorrei poter scendere in acqua anche io, avere l’età dei miei ragazzi e giocare. Cerco di consigliarli da fuori. Sono consapevole di essere fortunato: ho un bellissimo gruppo, che volevo fin dalla campagna acquisti. Per questo ringrazio la società e Riccardo Tempestini che si è speso in prima persona per chiudere gli accordi».

Quali i talenti fatti in casa che possono aspirare a diventare simboli di questa squadra?

«Tanti, quasi tutti. Penso a Borghigiani, Calamai. Sordini è arrivato un po’ più grandicello, all’età di 16/17 anni, ma è stato protagonista di una stagione talmente importante da meritare la A1. Non vorrei dimenticare nessuno, nemmeno Chemeri che ha vinto con noi il campionato Under 15. Sono quasi tutti cresciuti nel vivaio, anche Cicali, rientrato alla base, era scuola Rari Nantes. Il successo più grande sta tutto qui, nel futuro che nasce in casa».  

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