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La Fiorentina sull’ottovolante
In Conference la squadra di Italiano vanta una striscia d’imbattibilità di sette partite Domani va a caccia dell’ennesimo risultato utile consecutivo e del passaggio del turno
FIRENZE. La Conference League come antidoto al dolore quasi fisico e all’amarezza provocati dal 2-2 subìto al 95’ contro la Roma, dopo aver fallito un rigore (il quarto su cinque in campionato dall’inizio del 2024) sul 2-1, il ritorno contro il Maccabi Haifa con mezzo per ribadire la superiorità dell’andata e rafforzare i pronostici che la vogliono tra le principali candidate alla conquista del trofeo, forse la principale con chi rimane in ballo tra Aston Villa e Ajax in un altro ottavo che somiglia molto ad una semifinale: la Fiorentina si rituffa in Europa con il piano preciso di continuare ad essere protagonista come lo è dallo scorso agosto. Anzi, da agosto 2022. Domani parte dal 4-3 di sei giorni fa sul campo neutro di Budapest e quindi ha due risultati su tre a disposizione, ma la squadra di Italiano giocherà solo per vincere che rimane sempre il modo migliore per non farsi venire strane idee in testa e rischiare di compromettere tutto con l’atteggiamento sbagliato. Cosa che la Fiorentina ha anche avuto proprio in Conference all’inizio dell’edizione passata, quando il problema grosso e per un paio di partite irrisolvibile (1-1 al “Franchi” con l’Rfs Riga al debutto della fase a gironi 2022-23 e successiva sconfitta 0-3 a Istanbul in casa del Basaksehir) era stato di mettere insieme la Conference League al campionato a distanza di tre giorni l’una dall’altro: trovata la soluzione, non ce n’è stato più per nessuno fino alla finale di Praga. Che ancora male fa. Per questo Italiano e i suoi ci stanno riprovando ad ottenere il pass per un’altra finale, forti di quell’esperienza allora impreziosita lungo il percorso anche da nove vittorie di fila e da ben 37 gol segnati che hanno fatto dell’attacco viola l’attacco più forte in assoluto della competizione, e guarda caso il tentativo-bis è sempre su quella linea lì: con 3 vittorie e 3 pareggi nella fase a gironi, più la succitata vittoria nell’andata contro gli israeliani (per un totale di 18 gol già all’attivo ad una media di 2,5 gol a gara), la formazione viola vanta una striscia d’imbattibilità di sette partite come soltanto Lilla e Viktoria Plzen sono riuscite a fare in questa Conference 2023-24, ed entrambe ovviamente sono ancora in corsa per accedere i quarti. Cosa che non riguarda la Fiorentina, perché non è il confronto a distanza che interessa. Interessa e molto, invece, il passaggio del turno che sempre la Fiorentina vuole ad ogni costo, meglio ancora se conquistato in modo perentorio, battendo il Maccabi Haifa anche al ritorno per dare forza ai numeri e al pronostico. Soprattutto per aumentare consapevolezza e certezze, facendo un altro passo verso la finale di Atene: l’appuntamento che mette in palio la Conference League e con esso la possibilità di riportare un trofeo a Firenze a distanza di ventitré anni dall’ultimo (Coppa Italia 2001). Il gruppo viola ha tutte le qualità e tutte le caratteristiche per riuscire nell’impresa di una finale-bis dopo appena dodici mesi e di sublimarla poi con un risultato differente da quello dello scorso 7 giugno, ma è consapevole di non poter sbagliare nulla già da domani perché con l’eliminazione diretta non è concesso appello. Ecco spiegato presto e bene il motivo della massima concentrazione e della massima attenzione richieste da Vincenzo Italiano subito dopo la conclusione della partita contro la Roma: la Fiorentina ha un ruolo in Europa e questo ruolo non ammette né cali di tensione, né tanto meno errori di superficialità. Il 4-3 firmato da Barak in pieno recupero alla Bozsik Arena rimane un vantaggio, piccolo e significativo, però non deve entrare in alcun modo nella testa dei calciatori: questo ha anche chiesto Italiano ai suoi, consapevole di dover fare il possibile per preparare la sfida senza condizionamenti e senza pensieri che non siano quelli di imporre la superiorità tecnica e tattica con un approccio giusto. Fatto questo, i rischi saranno ridotti al minimo e la Conference League potrà continuerà ad essere il terreno di caccia e l’obiettivo principale della squadra viola. Ormai da due anni a questa parte.
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