Il Tirreno

Firenze

Nzola. È l’occasione migliore

di Francesco Gensini

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M’Mbala Nzola
 

L’angolano pare il candidato ideale con cui archiviare la pratica Maccabi Haifa. La Conference League deve diventare il trampolino di lancio per l’attaccante ex Spezia

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FIRENZE. Quarantadue: sono i minuti giocati da Mbala Nzola nelle ultime cinque partite disputate dalla Fiorentina e il dato basta e avanza per avere idea di quanto il centravanti ex Spezia sia finito indietro nelle scelte di Italiano. Ovviamente 42 minuti sempre subentrando: 17 contro il Frosinone, 19 contro il Bologna, mai alzato dalla panchina nel derby di Empoli, un minuto nel 2-1 alla Lazio, 5 minuti sabato scorso a Torino. Due settimane a cavallo tra febbraio e marzo “da brividi” per lui, ma il posto Nzola l’aveva perso da tempo e non è un caso che l’ultima da titolare sia stata a Lecce, giorno e gara sia del debutto di Belotti in maglia viola all’inizio del secondo tempo e sia, soprattutto, della prestazione individuale forse più negativa da quando è a Firenze anche se non favorito dal suo impiego sulla fascia deciso dal tecnico siciliano (e senza dimenticare l’assist al contrario per Piccoli nel gol giallorosso del 2-2 che ha dato il via al clamoroso ribaltone). Lungo preambolo per dire la cosa più importante: domani l’attaccante angolano potrebbe avere l’occasione perfetta per dare un bel colpo di spugna a tutto ciò e cominciare a ricostruirsi un ruolo preciso in questo finale di stagione, in cui la Fiorentina e Italiano avranno bisogno davvero di tutti nella caccia agli obiettivi prefissati in estate (piazzamento da Europa League in campionato, scalare la vetta di Coppa Italia e Conference League sulla scia delle due finali perse).

L’occasione è l’andata degli ottavi di Conference League, a Budapest contro il Maccabi Haifa, in un turno dal pronostico tutto dalla parte viola che però va confermato sul campo: la cosa più difficile da fare e anche l’unica che conta.
Un bivio della stagione per la Fiorentina, un crocevia personale per Nzola se, come tutto lascia presupporre, tornerà nell’undici di partenza a distanza di oltre un mese: Belotti, che a differenza sua le cinque partite sopra ricordate le ha giocate tutte da titolare e con un minutaggio quasi completo, ha bisogno di tirare il fiato anche in vista della sfida per lui non uguale alle altre di contro la Roma. E allora tutti gli indizi portano appunto a Nzola, anche in considerazione del fatto che Beltrán è ormai insostituibile o quasi nel ruolo da trequartista che Italiano gli ha ritagliato. Perché l’argentino a Budapest ci sarà di sicuro, dovendo poi scontare la giornata di squalifica domenica in campionato, ma questo non dovrebbe comportare comunque il ballottaggio proprio per le ragioni appena specificate: l’argentino alle spalle dell’ex Spezia è la formula che ci si immagina contro il Maccabi e alla rifinitura odierna prima della partenza per l’Ungheria spetta il compito di confermarla. Nzola ci spera e ci crede, altrimenti se non dovesse essere alla fine così, significherebbe che per lui gli spazi di riconquistarsi un futuro che al momento è lontano dalla Fiorentina si ridurrebbero ancora. Lo sa, come è consapevole di dover sfruttare l’opportunità tra andata domani e ritorno tra otto giorni al “Franchi” per provare a migliorare altri numeri (a proposito): 2 gol in campionato (contro Cagliari e Udinese), un gol in Conference League (su rigore nell’1-0 della Fiorentina in casa del Cukariki) e un gol anche in Coppa Italia (al Parma negli ottavi) dentro 35 presenze complessive nelle tre competizioni. Ben lontano da quanto immaginato e preventivato all’arrivo a Firenze: ecco perché, se Italiano gli darà l’occasione giusta, Nzola non la può fallire. 
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