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La Viola si lascia ipnotizzare
Contro il Torino, nonostante l’uomo in più, la squadra di Italiano non trova il gol Milinkovic-Savic sbarra la strada a Bonaventura, ma i brividi sono davvero pochi
Alla fine, nonostante la superiorità numerica con cui la Fiorentina ha giocato tutto il secondo tempo (per l’espulsione di Ricci), il fortino del Torino, che in casa ha tenuto la porta inviolata in 9 su 14 partite disputate tra le mura amiche, non ha ceduto. I viola non riescono a dare continuità al successo conquistato, in rimonta contro la Lazio, non sfatando il tabù del successo esterno che manca dallo scorso dicembre, ma se non altro continuano a muovere la classifica,aspettando che il sipario della Conference League torni a sollevarsi, giovedì prossimo, nell’andata degli ottavi di finale contro il Maccabi Haifa. Peccato, perché, nonostante un Toro granitico in fase difensiva, alla fine, a trovare il possibile guizzo decisivo era stato il solito Jack Bonaventura, di testa, imbeccato da un cross millimetrico di Gonzalez, dalla destra. Milinkovic-Savic, invece, con un tuffo d’istinto – e impattando persino col montante – ha fatto gli straordinari, intercettando un pallone tanto complicato quanto velenoso e ripetendosi pure in pieno recupero, stavolta sul sinistro di Gonzalez. Le due squadre, alla fine, si sono dovute accontentare di un pareggio che, in buona sostanza, non accontenta nessuna delle due: i tre punti avrebbero permesso, da una parte e dall’altra, di mandare un messaggio chiarissimo in chiave europea, cominciando a disegnare qualche confine. Di fatto, così, nessuna delle due si autoesclude, pur essendo consapevole che per spiccare il volo servirà molto, molto di più.
Pronti via, Vincenzo Italiano conferma in blocco la formazione vista in campo contro la Lazio. Dopo 141 formazioni diverse, praticamente una per ogni partita diretta dalla panchina, il tecnico viola, stavolta non cambia niente, lasciando Beltrán alle spalle di Belotti, con Sottil e Gonzalez sulle fasce e, esattamente come lunedì scorso, con Arthur sulla mediana a cercare di dettare i tempi e disegnare geometrie. La Fiorentina mantiene il possesso palla, ma fatica a proporsi in avanti. Talmente tanto che, alla fine, ad avere l’occasione più nitida è Zapata. È lui, al 38’, a calciare dalle parti di Terracciano e a oltrepassarlo, con l’involontaria deviazione di Ranieri. Il direttore di gara Marchetti, però, viene richiamato per un check per il fallo in attacco dell’ex Atalanta, a causa della spinta a due mani su Milenkovic. Le emozioni, nel giro di un pugno di minuti, si rincorrono l’una con l’altra. Forse anche il lungo recupero del primo tempo (in tutto 10 minuti) esaspera l’agonismo e al 50’, nel giro di un paio di minuti, Ricci, subentrato al posto dell’infortunato Ilic, rimedia due gialli, uno per una gomitata a Gonzalez, il secondo per proteste. Nella ripresa, la Fiorentina rischia di restare frenata dalla ripartenza dei granata innescata da Gineidis, subentrato nella ripresa, che salta due uomini e disegna un filtrante perfetto per Bellanova, ma Terracciano non sbaglia niente e sventa il pericolo. Come detto, Bonaventura accarezza l’idea di tornare a segnare ancora una volta, ma il portiere serbo dice no. L’unica nota stonata, guardando al prossimo impegno, al Franchi contro la Roma, è l’assenza per squalifica di Beltrán: il giallo di ieri sera, da diffidato, gli costerà un turno di stop. Infine una nota tecnica: quasi non pervenuto Belotti. I fischi lo frenano e lui non reagisce. Peccato.
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