Italia
Fiorentina, ora servono i leader. La rinascita passa dai loro guizzi
Italiano si affida ai suoi pezzi pregiati, da Jack Bonaventura a Nico Gonzalez
FIRENZE. Ora più che mai è questione di carisma. Per uscire dal guado, dal pallore in cui la Fiorentina sembra essere rimasta prigioniera in questo 2024, servono soprattutto le mosse dei leader. Tocca a loro dare lo scacco matto, trovare la chiave per spazzare via tutto, tossine e critiche. Jack Bonaventura, che nella prima parte della stagione era riuscito a risolvere diverse partite con giocate d’autore e gol uno dietro l’altro (tanto da riguadagnarsi, dopo diversi anni, pure la convocazione in Nazionale), è il primo che punta a farsi largo. Un po’ perché è il suo Dna, quello di indicare la strada, e poi pure perché, al di là di quello che sarà il futuro, non ha mai sopportato troppo stare a guardare lo scorrere delle cose. Il suo prolungamento di contratto, fino al 2025, scatterà in automatico al raggiungimento di diverse presenze, ma in questo momento non è la priorità. A lui interessa la Fiorentina, inteso quello che accade in campo: è l’unica cosa che conta. Delle difficoltà nate alla scrivania e raccontate dal suo entourage, se ne sta occupando il procuratore. Quel che è certo è che Jack punta a riaccendere la luce.
Esattamente come Arthur. Il fastidio muscolare lo ha frenato e ora tocca a lui tornare ad essere l’ingegnere della manovra viola, l’uomo capace di far girare il pallone coi tempi giusti per mandare fuori giri l’avversario. E l’obiettivo è tornare a farlo, in maniera efficace, il prima possibile, senza accontentarsi dell’ordinaria amministrazione. Certo, il riscatto del suo cartellino, a fine stagione, pare quantomeno complicato, ma ci sono ancora troppi mesi davanti. E per rimanere attaccati al treno delle squadre in lotta per l’Europa in campionato, oltre che per puntare alla conquista di un trofeo, servono anche le sue geometrie. Il resto, dovranno farlo gli attaccanti, da una parte Gonzalez, a digiuno da troppo tempo, dall’altra il Gallo Belotti, arrivato in prestito secco dalla Roma, e Beltrán, l’attaccante argentino che si sta mostrando diabolico anche partendo dalla trequarti. Sono queste le tre “armi” a disposizione di Vincenzo Italiano, quelle che devono tornare ad affinare la mira e a riprendere la giusta confidenza con i gol. Gonzalez, per esempio, pur avendo festeggiato il ritorno al gol col Frosinone, non intende accontentarsi. Sa di cosa è capace e non aspetta altro se non riuscire a lasciare il segno, magari davvero contro la Lazio, nel posticipo di lunedì prossimo al Franchi.
L’obiettivo è quello di rifare il pieno di entusiasmo, di cominciare a cancellare anche solo il ricordo dei fischi piovuti sulla testa della squadra dopo il pareggio nel derby con l’Empoli, domenica scorsa, e rimettersi in carreggiata contro una diretta concorrente per un piazzamento internazionale diventerebbe la risposta migliore, quella capace di zittire tutto, critiche e polemiche. La squadra, anche per questo, da oggi tornerà in campo, con la missione di correggere gli errori commessi e trovare le soluzioni più efficaci per rivedere la Fiorentina di qualche mese fa, quella che, forse a discapito di un pizzico di bellezza, aveva imparato a farsi cinica, sfruttando ogni occasione. In fondo c’è solo da riavvolgere il nastro e Italiano sa come si fa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
