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Viola 90 minuti per rinascere con l’Empoli serve rialzarsi
La prima mossa può essere il rilancio di Sottil con Nico Gonzalez a destra. Sulle corsie laterali Faraoni e l’ex Parisi dovranno costruire la superiorità
FIRENZE. Mai come adesso contano solo i fatti. Ovvero i risultati. Domani a Empoli la Fiorentina è chiamata a riscattare l’ennesimo passo falso di questo fin qui tribolato 2024 per non perdere ulteriore terreno dal gruppo Europa. Sarà il secondo derby di fila dopo quello dell’Appennino perso mercoledì a Bologna per 2-0, guarda caso (tutti faranno i debiti scongiuri) lo stesso risultato con cui la formazione azzurra all’andata ha sbancato il Franchi impedendo a Bonaventura & c. di centrare il record di punti. Quello di domani al Castellani, “invaso” da quasi 4000 tifosi viola, è un duello tutto toscano che peraltro, negli ultimi anni, poco arride alla Fiorentina visto che lo stesso Empoli ha vinto 3 delle ultime 5 sfide casalinghe perdendone appena una. Numeri che, sommati al buon stato di forma della formazione azzurra ancora imbattuta sotto la gestione di Davide Nicola, alla fame di punti e alla rivalità, rendono questo impegno l’ennesima trappola per Italiano e la sua truppa.
Ma, come detto, mai come adesso contano solo i fatti, ricominciare a fare risultato e a sfatare in questo inizio anno il tabù trasferta: l’ultimo successo lontano da Firenze risale al 22 dicembre, 1-0 a Monza, gol di Beltrán. Da allora sono arrivate tre sconfitte in altrettante gare esterne disputate in A: 1-0 a Reggio Emilia contro il Sassuolo, 3-2 sul campo del Lecce e 2-0 pochi giorni fa a Bologna nel recupero della 21esima giornata rinviata per la partecipazione alla Supercoppa di Riad. Per la cronaca pure allora, anche se in un contesto diverso, la Fiorentina perse contro il Napoli per 3-0. Un rendimento che richiede un immediato e efficace cambio di rotta. Al solito nel calcio, quando le cose non vanno, nel mirino finiscono l’allenatore e i giocatori più importanti e rappresentativi, nel caso dei viola trattasi di Nico Gonzalez, Bonaventura, Arthur, fra l’altro quest’ultimo di nuovo alle prese con problemi fisici che potrebbero costringerlo all’ennesimo forfait per domani (il futuro del brasiliano, in prestito dalla Juventus, comincia sempre più a far discutere). Il clima che aleggia dentro e attorno al gruppo è di tensione e delusione, ma anche di grande voglia di riscatto. Ed è su questo tasto che Italiano sta battendo in questi giorni. Indipendentemente da chi giocherà dal primo minuto o a partita in corso il tecnico s’appella allo spirito di gruppo, alla compattezza, alla ferocia agonistica (la stessa che invocò alla vigilia della sfida vinta 5-1 sul Frosinone, unico successo conquistato dall’inizio del nuovo anno). Non è la prima volta, sotto la sua gestione, che la Fiorentina attraversa un periodo delicato e avaro di soddisfazioni. È già accaduto e ogni volta, altro aspetto che il tecnico rimarca, la sua squadra è riuscita sempre a rialzare la testa. Ne sono consapevoli anche i tifosi della Fiesole che durante il confronto avuto una settimana fa con lo stesso Italiano e i giocatori hanno ribadito il proprio attaccamento e incitamento, esternati poi durante la gara di domenica scorsa con i cori dedicati ad Italiano e lo striscione critico verso la società e ribaditi anche mercoledì al Dall’Ara al termine del match perso con il Bologna, quando gli stessi sostenitori viola hanno chiamato sotto il settore ospiti Biraghi e compagni, per confermare il loro sostegno ma anche chiedere un’immediata reazione. In fondo nulla è ancora compromesso, gli obiettivi sono ancora alla portata e il primo a sapere è Italiano che per domani sta pensando a rilanciare Sottil, l’ex Parisi e Faraoni e riproporre Beltrán trequartista alle spalle di Belotti, con Gonzalez di nuovo a destra dove rende di più. Anche la società (ieri messaggio di cordoglio per la tragedia del crollo in via Mariti) nel frattempo dovrebbe cambiare qualcosa, iniziando ad aprire il bunker in cui ha rinchiuso la squadra allontanandola dal (necessario e stimolante) contatto con la gente e con i media. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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