Il Tirreno

Firenze

Un mercato al contrario: peccato

di Andrea Bruno Savelli
Un mercato al contrario: peccato

Karma Viola Col frigo pieno possono andare a male le buone intenzioni

4 MINUTI DI LETTURA





Il commento a questo mercato di gennaio si esaurisce molto velocemente, non credo ci sia da spendere troppe parole, basta stare ai fatti: l’allenatore aveva chiesto un esterno alto che potesse giocare a sinistra. Ne è stato ceduto uno, Brekalo, e non è arrivato nessuno. Poi è stato preso in prestito un terzino dal Verona, ma è stato mandato in prestito un giocatore del vivaio tra i più promettenti, come Pierozzi. Ultimo innesto, sempre in prestito per sei mesi, Andrea Belotti. Scelta sicuramente sensata, ma che testimonia l’ennesimo fallimento nelle scelte dell’attaccante centrale. È stato infine ceduto Mina, che in questi sei mesi ha fatto riaffiorare a Firenze il fantasma di Benalouane.

Un mercato senza prospettiva, senza idee, senza rapporti e senza ambizioni. Vorremmo sapere qual è stato l’apporto di Burdisso, ma anche quello di Pradè, e questo perché c’è stima nei confronti di queste persone. La favola che non si può fare mercato a gennaio è stata smentita da tutte le altre squadre in corsa per i piazzamenti europei. Si sono rinforzate tutte, a parte la Lazio. Il ragionamento che la vicenda stadio, con i relativi abbassamenti di incassi nelle prossime stagioni abbia bloccato gli investimenti non regge. A Bologna stanno facendo un’operazione di restauro simile a Firenze, con la differenza che la proprietà canadese, parteciperà alle spese per il recupero del Dall’Ara e per la costruzione dello stadio temporaneo, ma contemporaneamente ha acquistato uno degli attaccanti di maggior prospettiva in Argentina per una quindicina di milioni, Castro. E poi se diminuiscono gli introiti dello stadio, si dovrebbe cercare più introiti dalle partecipazioni europee, non il contrario. Potremmo continuare a lungo citando tutta una serie di operazioni insensate portate avanti dalla nostra squadra del cuore: se volete tutto ebbe inizio con l’acquisto a parametro zero al posto di Chiesa di Callejon, quando l’allenatore giocava col 3-5-2. Ma da quelle equivoco in poi se ne sono susseguite di situazioni ai confini della realtà: Gattuso presentato e poi ripartito, Sabiri comprato a gennaio, lasciato fino a giugno alla Sampdoria e poi prestato in Arabia. Poi c’è la vicenda Kokorin. Anche l’operazione Brekalo è piuttosto curiosa, Castrovilli venduto e poi ritornato indietro, abbiamo avuto tra le nostre fila anche Cutrone. Potremmo cercare di capire le strategie di questa società che spende quasi 30 milioni per due terzini, di cui uno non è neanche titolare, Fabiano Parisi, e non spende per acquistare gli attaccanti.

Dovevamo dedicarci due parole invece ci siamo dilungati, perché siamo appassionati. Saremmo voluti andare ad accogliere Gudmundsson, ma ci abbiamo sperato poco. C’è sembrata un po’ la riedizione della trattativa per Berardi. Ma le cose più importanti venute fuori da questo mese di gennaio sono altre. Quali ambizioni sportive ha questa società? Perché mai come quest’anno, con il fallimento di tantissime avversarie, c’era la possibilità di competere per cambiare la storia. C’era da far crescere la credibilità e la visibilità della Fiorentina all’estero, ma la Fiorentina è stata invisibile in Supercoppa. In Italia, viene considerata una squadretta, buona al massimo per funzionare da fucina per i grandi club. Noi invece, a ragione o a torto, ci sentiamo un grande club. Vorrei sapere questo: la Fiorentina ha l’ambizione di tornare nel calcio che conta o la società crede che la nostra dimensione sia quella di lottare tra il quinto e l’ottavo posto? Non c’è più tanto tempo per provare a fare questo salto di qualità, se tra poco creeranno un circuito chiuso per le grandi squadre europee, sarebbe bene almeno provare ad entrarci. C’è anche una domanda più attuale: la Fiorentina crede ancora nel suo allenatore, perché a guardare quello che è successo la risposta sembrerebbe negativa. Chiudo con una confessione personale: io, come tantissimi tifosi viola, ho passato giorni attaccato alle App per avere buone notizie, nessuno è felice per quello che è successo, avrei voluto scrivere pieno di gioia per qualche acquisto, ma di gioia e di voglia di sognare se ne vede poca. E allora, visto che non riesco neanche a fare un po’ di ironia, vorrei che mi fosse risposto alla domanda più importante: per quali posizioni si vuole lottare quest’anno e i prossimi? Alle volte con i frigoriferi pieni si rischia che vadano a male anche le migliori intenzioni. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera