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Viola. Vento di riscatto in Arabia. Col Napoli la posta in palio è doppia
Sfumato Ngonge, a un passo dagli azzurri, l’obiettivo è guadagnarsi la finale
FIRENZE. Voglia di riscatto perché, dopo due prove generali, sfumate sul più bello, adesso c’è da rimettersi in corsa per alimentare un altro sogno. A Riyad, è tutto pronto per un nuovo appuntamento con la storia. Il primo atto di questa inedita Final four di Supercoppa Italiana – criticata dagli addetti ai lavori come Sarri ed anche dagli ultrà della Curva Fiesole, come annunciato nello striscione esposto domenica contro l’Udinese -, contro il Napoli, però vale doppio. Intanto perché c’è da prendersi una nuova finale, dopo i due ko subìti contro Inter (in finale di Coppa Italia, lo scorso 24 maggio) e contro West Ham (in finale di Conference League, a Praga, i 7 giugno), e poi pure per “vendicare” lo scatto notturno, sul fronte mercato, dei partenopei, abili a sorpassare l’offerta della dirigenza viola per Cyril Ngonge, l’esterno belga cercato sul mercato.
Vargas scalpita
Stavolta, ad avere la meglio sono stati gli azzurri: certo, deve ancora essere perfezionato qualche dettaglio, ma non si prevedono colpi di scena. Dopo essere rimasti beffati proprio dai viola nella trattativa (sempre col Verona) per Amrabat, stavolta il club del presidente De Laurentiis non ha sbagliato niente. Ecco perché prendersi intanto una rivincita sul campo può diventare il primo obiettivo, aspettando di tuffarsi nelle altre trattative comunque sempre in piedi, a cominciare da quella con l’Augsburg per Ruben Vargas. La prima offerta presentata, secondo i rumors provenienti dalla Germania, non ha per niente soddisfatto il club d’appartenenza del giocatore, ma la trattativa è appena all’inizio. Quello che conta è l’entusiasmo con cui l’entourage del ragazzo ha accolto questo interesse.
Testa al campo
Vincenzo Italiano, in questo momento, però pensa solo al campo. C’è da capitalizzare al massimo l’opportunità di accendersi ancora una volta i riflettori addosso e l’idea di farlo contro la squadra campione d’Italia è comunque uno stimolo. E poi, c’è quel sogno chiamato trofeo, che in città manca da oltre vent’anni che nessuno vuole smettere di cullare. Non è un caso che l’allenatore abbia voluto tutto il gruppo al seguito (assente solo Castrovilli, il cui addio si consumerà, salvo sorprese al momento non preventivabili, al termine della stagione, a parametro zero). Serve il contributo di tutti, anche di quelli il cui destino è tutto da decidere: Nzola, per esempio, è corteggiato da diversi club (non ultima la Salernitana), ma può essere lui, proprio in Arabia, a mandare il messaggio più importante al mercato, tenendosi stretta quella maglia viola tanto voluta e diventata all’improvviso pesantissima da indossare. Le idee, ha ribadito più volte lo stesso dg Barone, non mancano: «il frigo è pieno», disse qualche settimana fa, c’è solo da individuare il giusto timing per inserirsi. Ma la priorità va al campo, al sogno di una finale capace di colorare di viola la realtà.
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