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Infortuni e mercato ancora al palo: la Viola ora è tutta sulle spalle di Jack
Bonaventura è il leader a cui si affida Italiano
FIRENZE. Tra mercato e campo che si intrecciano vorticosamente al ritmo di trattative e partite, protagonista una volta l’uno e una volta l’altro (ma non c’è trattativa che corrisponda al fascino della partita giocata), c’è una certezza per la Fiorentina: e si chiama Giacomo Bonaventura. A lui, al centrocampista marchigiano, si affida Vincenzo Italiano per una doppia missione che sta alla base della speranza/obiettivo di ottenere risultati di rilievo in questo gennaio che mette in palio tanto in più competizioni: contenere al minimo i “danni” provocati dall’assenza contemporanea sulle fasce in attacco di Gonzalez, Sottil e Kouamé per motivi differenti e ottenere il massimo dalle qualità di “Jack”, che era e adesso lo è ancora di più il punto di riferimento della squadra viola.
Se poi a stretto giro di posta, come Italiano spera, ci sarà spazio anche per un paio di acquisti che vadano a compensare il deficit soprattutto in quantità, meglio: intanto, il numero 5 è il centro della Fiorentina. A proposito di acquisti e rinforzi: salvo accelerazioni di queste ore magari per sopraggiunte questioni economiche che le richiedano, si va alla settimana prossima per aggiungere almeno un nome sotto la voce “entrate”.
Si va al dopo Sassuolo, lì dove gioca Laurentié e intorno a cui è iniziato tutto l’interesse per gli esterni offensivi, giusto il tempo per sistemare quella che sembra essere ad oggi la strada più certa e sicura: una doppia trattativa col Verona per Cyril Ngonge e Davide Faraoni.
Ovviamente ala il primo, che vada a integrare chi già c’è nel ruolo e chi tornerà nel giro di alcune settimane, difensore di fascia destra il secondo per dare il cambio a Kayode in attesa che torni disponibile Dodô: e siccome nel caso del brasiliano bisogna aspettare almeno fino a marzo, da lì nasce l’esigenza di trovare un’alternativa al giovane classe 2004 in questo mercato.
E per avere un giocatore pronto subito soprattutto in attacco, la Fiorentina ha deciso di puntare su Ngonge, via via scartando le altre soluzioni che portavano all’estero seppur per elementi di indubbio valore, così da evitare il naturale processo di ambientamento con tempi più o meno lunghi che adesso non sono ammessi per l’incalzare degli impegni.
Il club viola è davanti ad Aston Villa e Bologna per il belga e farà il possibile per mantenere il vantaggio fino alle firme: firme che invece saranno tra il Milan e Filippo Terracciano, altro giocatore di proprietà Verona che era nella lista dei “graditi”. Però, come detto, si concretizzerà qualcosa non prima della prossima settimana e allora per domani sera a Reggio Emilia contro il Sassuolo, e molto probabilmente anche per la sfida di martedì sera contro il Bologna al Franchi che vale le semifinali di Coppa Italia, Italiano farà con quelli che ha a disposizione specie nel già citato attacco dove, per le fasce, gli sono rimasti soltanto Ikoné e Brekalo. Due appuntamenti non banali, perché rappresentano altrettanti traguardi in modi diversi e allora si torna al discorso di partenza, all’importanza acclarata di Giacomo Bonaventura e non certo per le necessità contingenti.
L’uomo-guida della Fiorentina, forse perfino più di Nico Gonzalez nonostante l’argentino sia il cannoniere del gruppo con i suoi 9 gol all’attivo: ma i 6 (e 2 assist) dell’ex Milan non valgono certo di meno, a cui poi aggiunge una leadership totale derivante da esperienza, attitudine a giocare le gare che contano, duttilità tattica del calciatore che sa sempre dove mettersi e cosa fare.
Talmente centrale “Jack” che per lui e per i suoi quasi 35 anni (ad agosto) si parla di una cosa quasi mai riservata a chi ha la sua età, anzi spesso l’esatto opposto finisce per essere la causa del divorzio: il rinnovo del contratto. La scadenza attuale 2024 (diventata tale giusto il gennaio scorso) diventerà 2025, sempre con la stessa opzione che c’è ora di un ulteriore prolungamento di un anno.
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