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Fiorentina al bivio, un mese di fuoco per decidere il futuro
Nove partite in 34 giorni faranno da termometro per tutta la stagione. Ma ora Nzola e Beltran devono macinare reti e in difesa serve una svolta
FIRENZE. Un mese, anzi trentaquattro giorni per la precisione: dal 25 novembre al 29 dicembre. Al Viola Park il calendario se lo sono già stampato da tempo e attaccato nelle varie aree dove si svolge la vita in comune del gruppo di Italiano: perché tutti sanno che intorno a questo mese, pardon trentaquattro giorni, si svilupperà una buona parte della stagione della Fiorentina.
Non si decide nulla lì dentro e in quelle nove partite in programma. Nulla no, ma molto sì: se i risultati saranno in un certo verso, la fine dell’anno sarà in un modo, se saranno in un altro verso anche l’inizio del 2024 ne risentirà inevitabilmente. La cosa buona è che Biraghi e compagni intanto si presentano da sesti in classifica alla ripresa del campionato, con la possibilità di andare ad agguantare il Milan che è al momento è terzo: non è detto che terzo rimanga anche in caso di vittoria (ci sono sempre Napoli e Atalanta nel mezzo), però questo la dice già lunga sulle premesse che accompagnano la squadra viola a questo mese e a questa prima, vera svolta della stagione.
In primis per la Serie A, visto che ben sei di queste nove gare appartengono al massimo torneo calcistico: sei gare sono 18 punti per arrivare anche alla giornata numero 18, cioè a meno uno da quello che rappresenta il cosiddetto giro di boa e più crocevia di così è difficile. Sei partite e 18 punti con due super sfide come quelle contro il Milan e con la Roma, entrambe in trasferta (e questo diventa un ostacolo aggiuntivo), due insidiose contro avversarie (Monza e Torino) che stanno ai margini della zona Europa e in qualche maniera aspirano ad entrarvi, e due, infine, incrociando formazioni (Salernitana e Verona) che lottano per non retrocedere e in questo caso sia campani che veneti faranno visita al Franchi.
Sicuro e scontato che la sera del 29 dicembre la Fiorentina saprà benissimo quale sarà lo scenario in campionato del nuovo anno e molto dipenderà da quanti gol avranno realizzato Lucas Beltran (al momento fermo al palo in A) e M'Bala Nzola (1 gol), nonché da quante volte Terracciano sarà riuscito a mantenere inviolata la porta viola (cosa che a lui e a Christensen è riuscita soltanto in due delle 12 occasioni e peggio hanno fatto soltanto Sassuolo e Salernitana con 0 e Frosinone con 1).
Per dire che la differenza reti (adesso +4 con 20 reti fatte e 16 subìte) diventerà il termometro delle ambizioni della Fiorentina nel 2024, in una scala di temperature che va dall’Europa per eccellenza a un campionato “normale” passando per l’Europa che più o meno già conosce. A proposito: un verdetto sicuro sarà quello del girone di Conference. Mancano due partite per chiuderlo, due partite che decideranno il futuro della squadra di Italiano, a caccia di una finale-bis dopo quella persa a Praga a giugno che ancora è rimasta a mezza gola a tutto l’ambiente. Vincendo due volte contro il Cukaricki e sfruttando i due pareggi in concomitanza tra Genk e Ferencvaros, la Fiorentina ha sistemato la classifica e ora, grazie al primo posto, è padrona del proprio destino: se batte i belgi giovedì 30 al Franchi poi può bastare un pari a Budapest per accedere agli ottavi senza passare dal playoff supplementare come un anno fa.
Le insidie non mancano e il doppio 2-2 delle gare d’andata sta lì a dimostrarlo, anche nelle modalità che l’hanno determinato, eppure la prima delle due davanti al pubblico viola è un vantaggio non indifferente e va messo a frutto. I quarti di finale di Coppa Italia, infine, sono il punto d’arrivo di Fiorentina-Parma del 6 dicembre, terza competizione che entra in gioco in questi 34 giorni tutti d’un fiato. Ancora a Firenze, ancora con i favori del pronostico non solo per la categoria di differenza tra le due contendenti, ma anche per l’ottimo percorso compiuto dalla squadra di Italiano nella passata stagione fino alla finale dell’Olimpico, poi rimasta sul gozzo come quella di Praga. Battere i ducali per un quarto che profumerebbe di rivincita: dalla stessa parte del tabellone c’è Inter-Bologna e chi vince trova la Fiorentina.
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