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Aspettando la Juventus tutti in curva al Viola Park
FIRENZE. Quando c’è la Juventus una partita “normale” non lo è mai per Firenze, anche se con l’andare delle generazioni un po’ di quella rivalità che a suo tempo è stata feroce, dirimente, a tratti atavica, ha lasciato posto a una rivalità meno netta e profonda forse perché inondati come siamo da migliaia di input che spostano attenzioni, concetti e questioni. Un po’ meno male e un po’ no, ma questo è un altro discorso.
Qui conta il dualismo tra due squadre di calcio, tra due modi di tifare, tra due mondi (sì, mondi, non modi) di pensare e allora basta un segnale, un cenno, una voce, che al Franchi si alza forte e prorompente il coro che da anni fa da cornice a qualsiasi partita: «Chi non salta è bianconero». E c’è da credere, anzi da giurarci, che oggi pomeriggio risuonerà non una ma più volte al Viola Park.
La Juventus è davvero alle porte e il club, sfruttando la particolare collocazione della gara alla fine di una settimana in cui nel mezzo c’è un giorno non lavorativo per i più, ha deciso di aprire le porte del centro sportivo per vedere Biraghi e compagni per la prima volta dalla sua agibilità: e quale occasione migliore di un allenamento a quattro giorni dalla partita contro la squadra di Allegri in una sfida che davvero normale non è mai?
Ecco, quello sì, ha perso il significato di partita dell’anno, spogliandosi del provincialismo che bene non faceva alla Fiorentina e a Firenze se a volte bastava vincere contro i nemici di sempre per dare un senso o quasi alla stagione, qualunque essa poi sarebbe stata sotto il profilo dei risultati. Un bel giorno di festa lì per lì, e non ce ne sono stati nemmeno tanti quando veramente contava, in un limite che si sarebbe riproposto via via ad impedire la crescita del club viola e dell’ambiente. Ma i tempi cambiano e se sei sotto di due gol e poi vinci 4-2 la gioia non la dimentichi più nella vita e non sarebbe la stessa cosa con altri avversari, ma da un tot di anni a questa parte la Fiorentina e la sua tifoseria guardano oltre, guardano più avanti per cercare di essere protagonisti non un giorno e nemmeno un mese, ma un anno (di calcio) intero.
Anche se poi Fiorentina-Juventus rimane Fiorentina-Juventus. E allora da oggi comincerà il vero conto alla rovescia verso la partita di domenica sera (20,45), per la quale si annuncia chiaramente il record di spettatori e d’incasso stagionali: traguardo i 40.000 presenti al Franchi per spingere Italiano e i suoi verso un successo che avrebbe quel sapore che si diceva prima, ma che stavolta aiuterebbe tanto ad archiviare definitivamente le due sconfitte di fila in campionato (mini parentesi negativa che non si ripeteva dallo scorso febbraio) e a rilanciare una classifica ancora buona e addirittura ottima alla vigilia della prima di queste due sconfitte con un terzo posto a far sognare.
Ma se i sogni non muoiono all’alba, figuriamoci il manifesto di un modo di vivere (sempre il calcio) da parte di un popolo appassionato, coinvolto, osmotico nel rapporto città-squadra, squadra-città, che trova pochi riscontri per senso di appartenenza. Oggi saranno le prove generali di quello che avverrà domenica al Franchi (annunciata la coreografia della Curva Fiesole) allo stadio Curva Fiesole del Viola Park, il più grande dei due al centro sportivo, quello che può ospitare 3.000 spettatori e tanti riempiranno gli spalti alle ore 15 (ingresso dalle 13,30) dopo essere riusciti a prendersi il biglietto d’ingresso (gratuito) sfruttando le varie fasi di prenotazione. Tremila perché di più non ce n’entrano, ma saranno più che sufficienti per ricordare ai calciatori che già c’erano che cosa significa Fiorentina-Juventus per Firenze e per farlo capire al volo ai nuovi che magari l’avranno sentito dire, ma toccarlo con mano sarà un’altra cosa. Basterà, un cenno, un segnale, una voce che rimbombi: “Chi non salta è bianconero”.
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