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Viola, la beffa è in extremis: il calcio di rigore di Immobile condanna la Fiorentina
Beltrán ci prova, ma il Var annulla il gol: poi colpisce il palo. Italiano: «Fa malissimo»
FIRENZE. Alla fine, in pieno recupero, l’ha decisa lui, Ciro Immobile, l’attaccante che Sarri ha mandato in campo soltanto a gara iniziata, dopo essere rimasto a lungo a osservare i compagni da fuori, a spingere con lo sguardo le incursioni di Felipe Anderson, tra i più pericolosi della Lazio. Poi, sul calcio di rigore conquistato dall’ex della gara (Vecino, subentrato pure lui), quando la partita sembrava ormai indirizzata nell’unica direzione possibile, quella del pareggio, il fallo di mano di Milenkovic ha rovesciato la prospettiva. In un pugno di secondi ha scaraventato all’inferno una Fiorentina che, dopo l’effervescenza mostrata nella prima frazione di gioco, nella ripresa era comunque riuscita a stringere i denti, serrando le fila e chiudendosi in difesa, come dimostrato dai cambi fatti dall’allenatore. Invece, l’ennesima disattenzione finisce per costare carissima.
L’amarezza è persino doppia, perché proprio quel giocatore che nel derby con l’Empoli era parso visibilmente in difficoltà, il centrale serbo, adesso deve smaltire le tossine di una nuova delusione, gigantesca. Non è bastato Terracciano, che già in diverse circostanze era riuscito a mettere i panni del super-eroe, a fermare la Lazio. Dal dischetto, la freddezza di Immobile l’ha surclassato. Era stato lui, per ben tre volte nel giro di quattro minuti, a dire no a Felipe Anderson, prima lesto a ricevere in area e a girarsi per calciare di prima intenzione da distanza ravvicinata e poi veloce quanto basta per rientrare sul sinistro e battere sul secondo palo.
La Fiorentina, dal canto suo, ci ha provato, soprattutto nella prima frazione di gara, con un Beltrán scatenato, capace di accendersi i riflettori addosso e persino di battere Provedel: il tocco di mano scovato dal Var, però, ha vanificato lo straordinario gol segnato, dopo aver lasciato sul posto un paio di avversari e scartato pure il portiere, sul passaggio millimetrico di Bonaventura. Le emozioni, all’Olimpico, si sono concentrate tutte tra il 12’ e il 17’ minuto, quando l’attaccante argentino ha visto il sogno del primo gol in Serie A prima cancellato dal direttore di gara e poi stoppato dal palo. La squadra di Sarri, di contro, ha trovato il suo momento migliore nella ripresa, seppur viaggiando a corrente alternata, chiudendo i conti con un tocco di fioretto, il calcio di rigore che rilancia i biancocelesti verso le zone meno anonime della classifica. Anche per questo, la rabbia di Italiano, a fine gara, è stata incontenibile: «Questa sconfitta fa malissimo. Spero che come lo sta facendo a me, susciti gli stessi sentimenti anche nei calciatori. Sporcare così una partita, in casa della squadra che la passata stagione è stata la seconda forza del campionato e che ora gioca in Champions, non è giusto. Abbiamo concesso pochissimo agli avversari, a tratti abbiamo anche avuto il pallino del gioco: sarebbe stato un punto d’oro, invece incassiamo il secondo stop dopo quello con l’Empoli».
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