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L’analisi

È quasi una Fiorentina da record: la difesa resta il tallone d’Achille

di Francesco Gensini
Milenkovic in azione durante l’ultima partita con l’Atalanta
Milenkovic in azione durante l’ultima partita con l’Atalanta

I numeri: se i viola vincono con l’Empoli Italiano supera Trapattoni e Sousa

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FIRENZE. Il terzo posto in classifica è la riprova provata e senza tema di smentita che la Fiorentina ha iniziato bene, se non molto bene, il campionato e giova sempre ricordare che i 17 punti conquistati in 8 giornate rappresentano la terza miglior partenza da quando sono stati introdotti i tre punti a vittoria (stagione 1994-95) e che se lunedì sera batte l'Empoli il terzo posto diventa record dopo 9 giornate superando la Fiorentina 1998-99 di Trapattoni e la Fiorentina 2015-16 di Paulo Sousa.

Altro discorso. Intanto, il miglioramento è stato netto ed evidente rispetto soprattutto allo stesso periodo dello scorso anno mettendoci dentro anche le quattro partite di Conference League: in campionato la squadra viola aveva all'attivo poco più della metà dei punti (9) e, in generale, le vittorie considerando Italia ed Europa erano state appena 3, mentre adesso sono già 6 con sconfitte nel frattempo dimezzate (da 4 a 2). Ovviamente, attivo anche per quello che riguarda i gol in totale: oggi sono ben 24 spalmati nelle due competizioni, erano stati appena 10.

Insomma, si spiega facilmente il salto in avanti della Fiorentina, perfino nella stessa Conference nonostante i due pareggi attuali su due (ma lo scorso anno in due partite era stato ottenuto un solo punto), eppure c'è un numero che è ancora col segno meno nel confronto con dodici mesi fa ed è quello relativo alle reti subìte: 16 adesso, 12 allora. Incredibile, ma vero, ed è lì nella fase difensiva – tra le altre cose da sistemare o perfezionare – su cui ha lavorato e sta lavorando Italiano.

Forse potrebbe essere davvero l'ultimo, vero scalino da salire per la Fiorentina e per far salire anche le ambizioni o almeno rafforzarle. Di sicuro, il tecnico viola è alla ricerca del modo per evitare gli errori di “concetto” (marcature preventive, posizioni, diagonali, movimenti del singolo che si prende “libertà” da non prendere) che ancora provocano danni e gol al passivo, perfino spesso ripetuti nella singola partita. C'è una dimostrazione pratica anche qui: quattro reti incassate a San Siro a parte, perché quella è stata una partita (l'unica) sbagliata in toto dalla Fiorentina, sono i due gol concessi a testa a Lecce, Genk e Ferencvaros con modalità simili ad avvalorare la tesi dei punti persi per strada in un modo che potrebbe essere evitabile. Anche all'Atalanta sono stati concessi due gol per mancanze individuali da eliminare, però in quel caso l'attacco è riuscito a fare meglio con tre gol segnati e sono arrivati lo stesso i tre punti: ma non è ovviamente sempre possibile. Altro esempio: non a caso, e Genoa al debutto escluso, nelle uniche occasioni in cui Terracciano è riuscito a tenere inviolata la propria porta (Udinese a Udine e Cagliari al “Franchi”) sono arrivati i due successi più “facili” in quanto frutto della perfetta combinazione tra fase difensiva e fase offensiva fatta al meglio. La Fiorentina è al momento la squadra con la peggior difesa (11 reti al passivo) tra le prime sette in classifica, e va dato merito a Biraghi e compagni di essere riusciti ad andare oltre a un difetto che spesso incide pesantemente sui risultati grazie anche all'attacco che è il secondo per gol realizzati (18), ma è al tempo stesso l'elemento su cui concentrare attenzioni e sforzi: trovato il rimedio per dare più solidità alla difesa, per questa squadra certi traguardi non possono davvero più essere proibiti. Lo insegna la storia.

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