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Firenze

Il personaggio

Bonaventura, è lui il vero Re Mida. E la Viola pensa a come blindarlo

di Francesca Bandinelli
Bonaventura, è lui il vero Re Mida. E la Viola pensa a come blindarlo<br>

Ha un contratto fino al 2024, con opzione di prolungamento, ma si guarda già oltre. È tra i “magnifici quattro” ad aver segnato in ognuna delle ultime dieci stagioni

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FIRENZE. In punta di piedi, da Jack si è fatto “Re”. Re Mida, ogni pallone che tocca finisce per trasformarlo in oro. Bonaventura sorride e scherza. «Meglio tardi che mai», ha chiosato commentando la sua prima rete in azzurro, tre anni dopo la sua ultima chiamata, oltre quella firmata dal calciatore più “anziano” mai convocato, ma intanto si gode il momento. Con la Fiorentina, in Serie A, ha messo lo zampino su sei dei 18 gol realizzati dalla sua squadra, un terzo, con 4 reti e 2 assist: nessun centrocampista, in Serie A, ha fatto meglio lui in queste prime 8 giornate ed è, con Dybala, Zapata e Berardi, uno dei magnifici quattro ad aver festeggiato una marcatura in ognuna delle ultime 10 stagioni. La rete in azzurro, quella capace di “spaccare” la gara dell’Italia contro Malta, è solo la ciliegina sulla torta. Aveva ragione Spalletti che, da Coverciano, nel primo giorno di raduno, dopo averlo richiamato, disse: “Ha una gestione della palla totale. Ha esperienza, tiro, capacità di inserimento e in più segna”. Detto fatto. La Fiorentina, nel frattempo, se lo tiene stretto, consapevole di aver trovato nel jolly di centrocampo marchigiano uno dei pilastri della propria squadra. Ha un contratto fino al prossimo giugno, che si rinnoverà automaticamente al verificarsi di determinate condizioni a cominciare dalle presenze, ma si sta già pensando di spostare ancora più in avanti le lancette dell’orologio, magari con un biennale, che di fatto sancirebbe una sorta di patto a vita con il club del presidente Commisso. Vincenzo Italiano è stato il primo a intravederne le potenzialità, avanzandolo in quella mattonella di campo, e da lì il giocatore si è costruito una nuova giovinezza, mettendo in un cassetto i 34 anni all’anagrafe. È l’amuleto della sua squadra: ogni qualvolta Bonaventura ha firmato un gol, la squadra viola ha sempre vinto. È successo a Genova, alla prima in Serie A, quando col suo destro, ha trafitto Martinez realizzando il momentaneo 2-0 viola, ha cancellato il vantaggio dell’Atalanta, al Franchi, su passaggio firmato Gonzalez (sempre di destro) nella sfida vinta in rimonta dalla Fiorentina, e si è fatto protagonista assoluto a Udine, prima inventandosi il filtrante per la rete di Martinez Quarta e poi chiudendo i conti con una gran botta dalla distanza. Col Napoli, al Maradona, invece, ha sfruttato una sorta di rigore in movimento, dimostrando di saper essere ogni volta al posto giusto nel momento giusto: questione di feeling, con il gioco e pure con la rete. Nella notte magica di Bari, ha fatto tutto il resto, riempiendo d’orgoglio, in un attimo, anche il suo club d’appartenenza, a cominciare dal patron Commisso, che da sempre sognava di fare della propria squadra un bacino di riferimento per le nazionali italiane. Jack, forse anche per questo, sulla propria pagina Instagram – pur non essendo parsimonioso nell’uso dei social – ha rilanciato in una storia l’immagine pubblicata dalla sua società, concedendosi la gioia di un post, commentato da tanti tifosi fiorentini (ma anche milanisti, che hanno mal digerito il suo addio) e da ex compagni, da Piatek a Suso. Adesso, sarà Spalletti a decidere se mandarlo in campo anche a Wembley, mentre Italiano lo aspetta per il derby contro l’Empoli, in programma alla ripresa, lunedì 23 ottobre, nella prima sfida di un altro intenso tour de force. Jack non aspettava altro: le lacrime di San Siro, per un addio forse troppo frettoloso sono solo un lontano ricordo. Firenze, intanto, si tiene stretta il suo campione: può essere davvero lui a indicare la strada verso quel trofeo che, in città, manca ormai da troppo tempo.

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