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Viola Difesa in bilico
La Fiorentina deve ritrovare un equilibrio: 10 i gol subìti. E gli infortuni concentrati nel reparto certo non aiutano
FIRENZE. Tra le prime 8 squadre della classifica la Fiorentina è quella che finora ha incassato più reti, 10, due in più del neo promosso Frosinone contro cui ha pareggiato giovedì allo Stirpe e il doppio rispetto al Lecce (5) che al momento ha gli stessi punti dei viola (11). Sono appena tre le formazioni ad ora più trafitte: l’Empoli con 13 gol, il Sassuolo con 12 e la Roma con 11. Mentre Salernitana e Udinese sono a 10 al pari della Fiorentina. Non sono numeri lusinghieri quelli messi fin qui dalla squadra di Vincenzo Italiano a livello difensivo. Un problema che coinvolge tutti i giocatori e tutti i reparti visto che nel calcio si gioca, si attacca e si difende sempre in 11 e si sta riproponendo pure quest’anno. E come già accaduto in passato sta costando punti importanti.
Basta andare indietro di qualche mese per ricordare le svagatezze costate la Coppa Italia contro l’Inter e la rete subita al 90’ che ha assegnato la Conference League al West Ham. Urgono correttivi ed è ovvio che l’allenatore insieme ai propri collaboratori stiano lavorando per trovarli e applicarli alla propria squadra. Ma intanto in questo inizio di stagione, dopo 9 partite ufficiali, sono soltanto due quelle in cui la Fiorentina è uscita dal campo...illibata: nel playoff di ritorno di Conference con il Rapid Vienna (vittoria per 2-0) e sei giorni fa a Udine (successo ancora per 2-0). Nelle restanti sette partite la porta è sempre stata trafitta, anche a Marassi contro il Genoa in occasione della prima giornata di campionato: nonostante i quattro gol realizzati i viola uno lo hanno comunque concesso agli avversari pur surclassati e in evidente difficoltà. Ma al di là dei 4 incassati a San Siro contro l’Inter prima della sosta per le nazionali, sono soprattutto i due presi nella sfida interna con il Lecce a rappresentare i limiti difensivi della formazione di Italiano: primo tempo dominato e non caso impreziosito dal doppio vantaggio targato Gonzalez-Duncan, ripresa contrassegnata dalla rimonta dei pugliesi capaci di portare via un prezioso pareggio e far lievitare i rimpianti nel clan viola.
Lo stesso è avvenuto l’altro ieri a Frosinone: fino all’intervallo in campo si è vista una sola squadra, la Fiorentina, meritatamente avanti grazie al solito Gonzalez, secondo tempo in evidente flessione e avversari che ne approfittano, pur tirando pochissimo, trovando il gol dell’1-1. Altre recriminazioni e soprattutto altri due punti gettati al vento che avrebbero proiettato Italiano e i suoi in zona Champions. A ciò va aggiunta poi l’emergenza infortuni che sta colpendo proprio il reparto arretrato: Yerry Mina (che non ha neppure ancora debuttato) è ai box per una lesione muscolare e ne avrà ancora per qualche settimana, Nicolò Pierozzi ha saltato tutta la preparazione estiva ed è ancora out per problemi all’addome e all’inguine, Dodô è stato appena operato al crociato. Tornerà da Italiano «tra 90 giorni», come fatto sapere da Villa Stuart, la struttura romanda dove si è sottoposto a intervento col professor Mariani, infine l’altro ieri Biraghi è uscito alla fine del primo tempo per una botta alla caviglia la cui entità verrà valutata nelle prossime ore.
Contro il Cagliari difficilmente sarà convocabile. Il dg Joe Barone ha annunciato che la società non ricorrerà agli svincolati, ma da qui a gennaio (quando riaprirà il mercato) mancano ancora diverse settimane e molti impegni fra campionato, Conference League e Coppa Italia: la coperta non si ripara ed è pure corta.
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