Il Tirreno

Firenze

Calcio

Fiorentina, l’orgoglio di Italiano: «È una squadra che lotta, si vince sperimentando»

di Brunella Ciullini

	Italiano
◗
Italiano

Il portiere: «Su Thauvin l’intervento più difficile»

2 MINUTI DI LETTURA





«A Dodô si è girato il ginocchio, aspettiamo gli esami, spero con tutto il cuore che non sia nulla di grave, lui è un giocatore importante per noi». Nonostante l’importante vittoria appena ottenuta in casa dell’Udinese, nonostante la migliore partenza in campionato da quando allena a Firenze il primo pensiero di Vincenzo Italiano è per il suo giocatore costretto a lasciare il campo in lacrime dopo una manciata di minuti. L’infortunio subito dal brasiliano - che ha postato su Instagram un messaggio significativo («È nei momenti difficili che scopriamo quale può essere la nostra forza») - offusca inevitabilmente la soddisfazione del tecnico e di tutto il clan viola per i tre punti conquistati che proiettano la Fiorentina nelle zone alte della classifica. Il tutto a pochi giorni dall’impegno in Conference e senza un certo Nico Gonzalez. «Non abbiamo disputato una partita entusiasmante però a inizio stagione è fondamentale fare punti e dimostrare che sappiamo lottare, soffrire, compattarsi». Tradotto, non si è può essere sempre belli, nel calcio contano anche cinismo e concretezza, doti che spesso sono mancate alla squadra viola costando diversi punti. «Quando ci siamo messi dietro a cinque il segnale era chiaro: dovevamo assolutamente portare a casa il risultato e da questo punto di vista siamo stati bravi, a volte si vince anche così, anche sperimentando qualcosa pensando al punteggio» evidenzia Italiano che, in attesa dei gol dei centravanti che ancora latitano, si tiene stretti quelli dei suoi difensori e dei suoi centrocampisti. «Quarta aveva segnato con l’Atalanta e si è ripetuto anche in questa occasione. Lo abbiamo lasciato libero di muoversi quando vede un po’ di spazio e ci ha ripagati. Bravo lui e bravo Bonaventura». Il centrale argentino è raggiante: «Provo una gioia immensa per il secondo gol di fila dopo quello all’Atalanta, ho visto che c’era la possibilità di tirare e ho sfruttato il grande assist di Jack. Ma faccio i complimenti a tutti i compagni a iniziare da Terracciano». Il portiere viola è stato a dir poco decisivo con i suoi interventi: «Sono contento, questa sfida era fondamentale, è sempre dura giocare a Udine, sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire, l’atteggiamento della squadra è stato straordinario e per questo alla fine abbiamo meritato di vincere. La parata più difficile? Quella su Thauvin nel primo tempo, lui ha tirato a botta sicura ma sono riuscito a chiudergli lo specchio della porta. L’alternanza fra i pali con Christensen? Entrambi facciamo il massimo per giocare sempre, la gestione spetta al tecnico, noi pensiamo solo a dare il meglio in ogni partita». Come appunto a Udine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani