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Il tour de force parte con l’Atalanta: per la viola 7 match in 3 settimane
“Turnover mirato”, la strategia di mister Italiano per affrontare il filotto
FIRENZE. Bene mettere forze nelle gambe e fiato nei polmoni in questa sosta, con giorni di riposo incorporati ad “aiutare”, perché quando si riprende la Fiorentina sarà chiamata ad affrontare ben sette partite in ventuno giorni fino al nuovo e secondo stop del campionato, e si sa quanto spesso siano costati gli impegni ravvicinati alla squadra viola. L’anno scorso l’hanno penalizzata fortemente in campionato, soprattutto da settembre a novembre, ma anche in questa stagione, pronti, via, ci sono stati subito un paio di esempi sgraditi: prima il 2-2 in casa con il Lecce (da 2-0) subito dopo l’andata col Rapid Vienna, poi il 4-0 rimediato a Milano in casa dell’Inter a settantadue ore dal ritorno dei playoff di Conference League contro gli austriaci.
E siccome nel caso già due indizi fanno una prova, Vincenzo Italiano sta cercando le contromisure per evitare che la storia si possa ripetere a breve. Ma non sarà semplice. Le difficoltà di abbinare prestazione a prestazione ravvicinate sia a livello mentale che fisico sono reali, oggettive, e il coefficiente di difficoltà aumenta con l’aumentare del valore dell’avversario come la sconfitta pesante a San Siro è lì a dimostrare senza tema di smentita.
Il pensiero, tanto per dire, va già a Napoli-Fiorentina di domenica 8 ottobre, tre giorni dopo Fiorentina-Ferencvaros, però quelle saranno solo le ultime due partite di un filotto che ne prevede altre cinque. E allora vale la pena cominciare dall’inizio (ovvio…), ricordando che in fatto di contromisure lo stesso Italiano ha subito sperimentato una via diversa da quella intrapresa dodici mesi fa, ma il risultato non gli è stato favorevole: allora, tra playoff di Conference League e campionato rigirava la squadra da una volta all’altra anche con ben nove cambi, stavolta tra il Rapid al “Franchi” e l’Inter al “Meazza” ha cambiato un solo giocatore di movimento confermando gli altri nove e com’è andata è stato appena ricordato sopra. «Ho sbagliato a dare fiducia a chi non era al 100 per cento, pensando che l’aspetto mentale potesse prevalere su quello atletico. Non ce lo possiamo permettere». Le parole dello stesso Italiano una manciata di minuti dopo il triplice fischio portano in automatico a una via di mezzo nelle prossime gare in altalena tra Italia ed Europa: l’allenatore siciliano non tornerà ai nove “nuovi”, ma nemmeno “fotocopierà” più la formazione. Aspettiamoci un turnover mirato e preciso, in cui la forma fisica – incrociando allenamenti e test – sarà il fattore predominante per la scelta, più ancora di quello tecnico perché ormai la Fiorentina ha ormai una sua fisionomia e suo modo di giocare ben definiti al di là degli interpreti. Si diceva di cominciare dall’inizio della serie che deciderà già un pezzetto(ino) della stagione viola, almeno in campionato, proponendo ben cinque giornate che sommandosi alle tre in archivio daranno un’idea del percorso già abbastanza attendibile e credibile. L’Atalanta alla ripresa del campionato è di per sé test probante, tanto più con l’unico punto messo insieme da Biraghi e compagni nelle ultime due partite. E poi ci sarà il debutto nella fase a gironi con la trasferta a Genk, combinazione che alza la soglia di attesa e importanza, ricordando quanto sia costata un anno fa la partenza al rallenty proprio nel girone. La settimana si chiuderà con l’Udinese, seconda trasferta di fila e problemi al quadrato per rientri, recuperi, allenamenti ridotti al lumicino e via discorrendo. Finita? Macché. Turno infrasettimanale di Serie A e altro viaggio, stavolta per andare in casa del neopromosso Frosinone e giorno in più di riposo a seguire, per ospitare il Cagliari il 2 ottobre, che sarà “scontato” andando praticamente a ridosso del Ferencvaros in arrivo a Firenze il 5: saranno sei partite in diciotto giorni che diventeranno sette in ventuno con il Napoli.
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