Calma sì, ma serve anche sangue bollente
Si deve andare oltre i limiti per non essere i primi nel campionato degli ignavi
Un tempo si diceva calma e sangue freddo. Qui serve sicuramente calma, ma anche un po’ di sangue caldo. Calma perché è vero che il calcio d’agosto non conta tantissimo ma è anche vero che nella prima partita di settembre siamo stati inguardabili. Calma perché sino al quarantacinquesimo della partita con Lecce la Fiorentina in campionato era stata a dir poco scintillante. Quindi una partita in mezzo bellissima e una partita in mezzo bruttissima, qual è la vera Fiorentina? Non volendo mi iscrivere al giochino del mercato, dare un proprio voto al mercato o giudicare se la squadra ne è uscita rinforzata o indebolita, non ci resta che aspettare le contromosse dell’allenatore. Che a Milano ha sbagliato la virgola e l’ha pure ammesso. Marker fu sempre l’allenatore che ha rifatto innamorare i fiorentini del calcio? Il sangue però dovrà essere caldo, perché si è detto che è una partita da dimenticare in fretta, perché questa non può essere la vera Fiorentina, e invece è una partita da tenere sempre bene a mente perché non sia mai più la questa la Fiorentina. Sangue caldo, dicevamo, perché anche quest’anno non si arrivi ad essere i migliori dei peggiori. Tutti accusano la difesa, e sicuramente i difensori non sono andati benissimo. Ma è anche vero che se il nostro possesso palla prolungato e gioco estremamente offensivo fa fare la prima conclusione in porta al sessantesimo, è evidente che prima o poi un gol lo si possa prendere. Io credo che il gioco debba essere più veloce, che i terzini debbano risultare più precisi ed incisivi per mettere nelle condizioni i centravanti, che sono sicuramente più forti di quelli dell’anno scorso, di tirare in porta. Credo che non si possa rientrare in campo dopo una partita sofferta come quella di giovedì scorso contro il Rapid Vienna cambiando soltanto un calciatore. Che sia un atto di presunzione assoluta, e che non si possa giocare facendo campo a 2. 0 se non si ha più Amrabat. Detto ciò, i tempi per recuperare ci sono tutti, serve calma ma anche il sangue bollente per avere la voglia di andare oltre ai propri limiti e per non continuare a navigare nel limbo triste, quello che Dante Alighieri avrebbe odiato di più e che i tifosi della Fiorentina non si meritano, l’ottavo posto, cioè essere i primi in classifica nel campionato degli ignavi.
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