Il presidio
Amrabat congela il mercato viola. E rischia di sfumare l’arrivo di Dia
Intorno ai 30 milioni del centrocampista la Fiorentina fa ruotare le trattative
FIRENZE. Che il mercato in entrata della Fiorentina dipenda tutto da Sofyan Amrabat è affermazione esagerata e quindi sbagliata, ma una parte consistente sicuramente sì: per la dimensione economica dell’operazione da trenta milioni (quanto chiede Commisso per privarsi di un elemento scelto personalmente nel gennaio 2020 e pagato venti milioni), per il ruolo del giocatore che uscirà e di quello che entrerà, per l’aspetto tattico da comporre intorno ad esso. E allora, prima il centrocampista marocchino trova una nuova casa e prima il club viola avrà modo di dare spazio e sfogo ai piani concordati con Vincenzo Italiano.
Il problema nemmeno secondario è che per queste cifre e per questo tipo di trattative servono tempo e acquirenti, due condizioni che viceversa in questo momento mancano. Per dirne una: è ormai di tre settimane fa la decisione di Amrabat di lasciare il ritiro della Nazionale, in accordo con il selezionatore Regragui, per dedicarsi a mente libera alle questioni di mercato che lo riguardano, ma da allora ad oggi niente o quasi niente è cambiato. Perché a mancare sono soprattutto i secondi, cioè i (possibili) acquirenti, o, meglio, ci sono ma non con la determinazione necessaria. Fermo restando che Barcellona continua ad essere destinazione e squadra preferiti da Amrabat con difficoltà annesse e connesse per il fair-play finanziario a carico dei blaugrana, dal Liverpool al Bayern, dal Milan al Paris Saint Germain, in tanti hanno chiesto informazioni alla Fiorentina, ma oltre a quelle non sono andati essendo impegnati in altre faccende a loro volta correlate alle mosse successive. In breve, adesso ci sono Manchester United e Atletico Madrid sulle tracce del numero 34 viola, con più o meno convinzione, con più o meno forza, con più o meno argomenti.
A proposito di ruoli, sarà fondamentale quello dei rispettivi allenatori: ten Hag da una parte che spinge per Amrabat convinto e sicuro di quello che può garantire ai ”Red Devils” per averlo lanciato e valorizzato nel percorso in comune all’Utrecht, il “Cholo” Simeone dall’altra che vede Amrabat perfettamente funzionale al modo di giocare dei suoi “Colchoneros”. Ma le buone intenzioni non bastano, il rapporto tra allenatori e calciatori nemmeno: serve soddisfare la richiesta della Fiorentina, quella e basta, sapendo che all’ex Verona è già stato garantito via procuratore e fratello un ingaggio raddoppiato rispetto a Firenze.
Però, un’offerta da trenta milioni gli uomini di Commisso non l’hanno ancora ricevuta. «Per ora non è arrivato nulla e quindi Amrabat è un giocatore della Fiorentina, poi se arriva qualcosa andiamo a valutarlo». Così, ad esempio, il diggì Barone ieri all’uscita dalla riunione di Lega.
Quando l’offerta la riceveranno, decideranno, e se sarà adeguata passeranno all’azione. Nel senso che inizieranno i movimenti in ingresso, partendo dall’attacco a cui appartiene Boulaye Dia, forse il rinforzo più desiderato dalla società viola che lo sta tenendo al riparo da una concorrenza agguerrita specialmente all’estero, grazie all’ottimo rapporto con la Salernitana e il presidente Iervolino. Sempre per dare più peso in avanti è la pista che porta a Ngonge del Verona, ora che la Lazio pare aver puntato Orsolini (un altro che è stato in orbita Fiorentina), mentre per il centrocampo una volta “piazzato” Amrabat si punterà su uno tra Hjulmand del Lecce e Demirbay del Bayer Leverkusen: obiettivi differenti per prezzi differenti, con preferenza per il primo e minori ostacoli per il secondo.
Rimangono portiere e centrale sui quali modellare il restyling della difesa: percorso non semplice per il nuovo titolare dei pali della porta viola con Timo Horn (svincolatosi dal Colonia) e Kamil Grabar (Copenaghen) al momento in cima alla lista delle preferenze, dopo che Livakovic si sta allontanando forse definitivamente, mentre la suggestione nel mezzo si chiama Mattia Viti del Nizza.
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