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Viola. Il rebus è tutto in attacco. Ma Cabral e Jovic puntano a restare
Per le scelte definitive servirà tempo, ma nel casting rimane Boulaye Dia
FIRENZE. Arthur Cabral e Luka Jovic, che fare? Non se lo stanno chiedendo solo i tifosi viola come uno dei primi pensieri nel bilancio della stagione che riguarda non solo la squadra, ma anche e soprattutto i singoli. Se lo sono chiesti, in questa analisi, i dirigenti e Vincenzo Italiano, perché i due attaccanti rappresentano altrettanti elementi di spicco del gruppo ed è inevitabile che finiscano in cima alla lista quando c’è un bilancio da tracciare e una nuova stagione da strutturare. Così l’allenatore viola ne ha già parlato con Joe Barone e Daniele Pradè, unendo l’anima tecnica a quella operativa sul mercato, per capire dove e come muoversi in un ruolo che è determinante e che fa vincere le partite. O non vincere.
L’idea di massima è di confermarli entrambi, anche se per strade differenti. Prendiamo Jovic, preso la scorsa estate dal Real Madrid a titolo definitivo e gratuito fino a giugno 2024, guizzo del management di Commisso per assicurarsi un centravanti giovane che aveva alle spalle grandi risultati e che però cercava un rilancio personale, con unico esborso a carico degli spagnoli sotto forma di buonuscita da cinque milioni per il giocatore. I numeri finali dicono che in 50 presenze il serbo ha realizzato 13 gol (6 in campionato, 6 in Conference League e 1 in Coppa Italia) al suo primo anno di Fiorentina e dicono quindi che una rivalutazione c’è stata solo in parte. E anche questo è aspetto importante, perché sempre nell’accordo col Real Madrid è inserita la clausola per cui se il club viola decidesse di cedere Jovic in questa sessione estiva di mercato, ai “Blancos” andrebbe il 50 per cento di quanto ricavato. Mettendo insieme la stagione disputata da Jovic e la metà dell’introito da destinare alla società iberica, è chiaro che un’eventuale cessione non è in questo momento economicamente vantaggiosa e, di conseguenza, non è nemmeno in cima ai pensieri della Fiorentina.
Prendiamo Cabral. Il brasiliano è arrivato con altre aspettative nel gennaio 2022 che in una qualche misura, dopo i primi 4-5 mesi di apprendistato, è riuscito a soddisfare nella stagione appena conclusa. I numeri nel suo caso raccontano di 17 gol (8 in Serie A, 8 in Conference League e 1 in Coppa Italia) in 47 presenze e se ancorché non eccezionali, danno però l’impressione di un attaccante sul quale ci puoi contare. Eppure, sempre a livello di impressioni che via via somigliano a certezze, per ambizioni più alte ci vuole un rendimento più alto e la scelta necessaria adesso è valutare se Cabral questo salto di qualità lo può garantire o se in caso contrario serve un altro tipo di attaccante. Le due cose, ovviamente per l’importanza del ruolo, ha cominciato a inquadrarle il club viola dal momento in cui si è messo sulle tracce di Boulaye Dia, bomber da 16 gol in campionato con la maglia della Salernitana, che è uno dei primi nomi sulla lista per l’attacco che potrà essere. I granata campani hanno richieste precise e non modiche (35 milioni il prezzo messo sul cartellino del senegalese), poi nella corsa all’obiettivo si è inserita anche la Roma, ma la Fiorentina rimane in posizione di attesa (attiva) e ai soldi che ci vogliono, troppi comunque sia tutti insieme, ha suggerito Cabral come parziale contropartita.
Di sicuro, il futuro di Jovic e Cabral se a Firenze o lontano da Firenze per vie che va ribadito potrebbero essere diverse nella loro realizzazione, non si deciderà nei prossimi giorni e verosimilmente neanche nelle prossime settimane. Ci vorranno tempo e incastri giusti, però la Fiorentina non ha nemmeno tutta questa fretta, convinta soprattutto nelle sue anime dirigenziali che i due attaccanti vadano ancora bene per le ambizioni d’Europa.
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