Italia
I fedelissimi viola: Biraghi, Dodô e Terracciano sono i pilastri
Le 60 gare stagionali non hanno frenato i tre
FIRENZE. Aspettando di valutare e scegliere chi tenere, con chi ripartire e a chi rinunciare per assembleare una Fiorentina più completa e, nelle speranze di Vincenzo Italiano e dei tifosi, più forte e pronta ad affrontare le prossime avventure, è innegabile come – numeri alla mano – ci siano giocatori che costituiscono una base importante. Elementi che nel corso della lunga stagione appena conclusa hanno rappresentato dei punti fermi per l’allenatore e per i suoi schemi.
Non c’è dubbio che i vari Milenkovic, Bonaventura, Amrabat, Nico Gonzalez si siano dimostrati imprescindibili per Italiano e abbiano costituito l’ossatura della squadra per la loro capacità, esperienza e carisma, anche se infortuni e contrattempi vari hanno impedito loro di raggiungere il top a livello di continuità. Ci sono però tre giocatori che, per minutaggio raggiunto, superano tutti gli altri. Segno che dal punto di vista fisico non hanno accusato difficoltà e flessioni nel corso dell’anno. Ma non solo: se il tecnico li ha impiegati così tanto nelle diverse competizioni, rinunciando solo di rado al loro contributo, vuol dire che tutti e tre gli hanno fornito quell’affidabilità tecnico/tattica/caratteriale indispensabile per aiutare la Fiorentina a lottare su più fronti. Insomma tre giocatori dai quali – a meno di ribaltoni al momento difficilmente ipotizzabili – la Fiorentina e Vincenzo Italiano intendono ripartire nella nuova stagione.
Il recordman da questo punto di vista è Cristiano Biraghi: dalla metà dello scorso agosto, quando è scattato il campionato, proseguendo con i preliminari di Conference League e via via con la fase a gironi del torneo europeo e poi la Coppa Italiano, il capitano viola ha giocato qualcosa come 4mila minuti sommando le presenze in campionato (dove ha disputato 33 partite su 38), in Conference (13) e nei preliminari (2) e infine in Coppa Italia (4). Il fatto che Biraghi abbia giocato così tanto, al di là di portare la fascia al braccio, significa che ha sempre soddisfatto le richieste del proprio allenatore e che finora l’alternativa (il serbo Terzic) non ha mai convinto pienamente. Un altro elemento che ha messo assieme tante presenze è Pietro Terracciano, il portiere che nel corso della stagione ha vinto il ballottaggio con Gollini (poi ceduto a gennaio al Napoli) ed è stato praticamente sempre impiegato anche per il gravissimo infortunio subito da Sirigu a dicembre con la rottura del tendine d’Achille e conseguente operazione. Terracciano ha giocato qualcosa come 3990 minuti così suddivisi: 29 presenze in campionato (dove solo nelle ultime giornate è stato avvicendato dal giovane collega Cerofolini, al debutto assoluto nella massima serie), 4 in Coppa Italia, 9 in Conference e 2 nei preliminari. Sul podio di questa graduatoria c’è poi il brasiliano Dodô, uno degli acquisti della passata sessione estiva di mercato: l’esterno difensivo destro dopo un primo periodo di ambientamento ha preso il via e soprattutto possesso della corsia destra. Risultato: 3660 minuti giocati fra campionato (33 gare), Conference (11), preliminari (2) e Coppa Italia (5) per un totale di 50 presenze, traguardo raggiunto nella sfortunata finale europea a Praga.
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