Il Tirreno

Firenze

Il futuro viola

«Italiano può fare la storia»

di Francesca Bandinelli
«Italiano può fare la storia»

Rocco Commisso blinda il tecnico: «Non ha mai chiesto di andar via. A Praga, imbarazzo della Uefa per il lancio della sigaretta in campo»

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FIRENZE. La Fiorentina riparte dal suo “punto fermo”, Vincenzo Italiano. «Che non ha mai detto di volersene andare». Ecco perché si ricomincerà con lui. Rocco Commisso, il presidente viola, non ci gira intorno e lo annuncia subito, prima di ripartire per gli Stati Uniti dopo la sua lunga parentesi italiana. Mette insieme il presente e ci intreccia il futuro, rivendicando con orgoglio i traguardi raggiunti, ovvero le due finali. «Tutti sottolineano le sconfitte: ma in finale ci si deve arrivare. Per me la stagione è stata molto positiva, addirittura eccellente. Prendete la Conference League: sono 176 le squadre che hanno preso parte alla manifestazione. Alla fine, però, sono arrivate solo in due, noi e quegli “animali” del West Ham, in riferimento ai loro tifosi. Sono dispiaciuto per i gol incassati all’ultimo: è accaduto anche alla Primavera, ma tutti i miei giocatori sono stati piccoli eroi». Lo dice a giusta ragione: da oltre sessant’anni la Fiorentina non si giocava due finali nell’arco della stessa stagione e questo dettaglio non può essere trascurato. Pure se in campionato è arrivato l’ottavo posto. «Neppure nei momenti difficili, come a febbraio quando qualche tifoso chiedeva di mandare via Italiano, ho mai considerato un’alternativa e lui non ci ha mai detto di volersene andare. Mi auguro che con il suo staff possa rimanere per tanti anni. Che qui possa fare la storia. Contatti col Napoli? De Laurentiis non mi ha chiesto nulla». Adesso, scatta la fase due, quella della programmazione, che dipenderà anche dall’eventuale richiamata in Conference, in caso di esclusione della Juventus. Ieri è andato in scena un primo summit, alla presenza degli uomini mercato del club, del patron e dell’allenatore. «Il prossimo step sarà migliorare, in linea con le nostre risorse. Dobbiamo rispettare i parametri, non potendo contare su 400 milioni di ricavi. Al contrario di altri, stiamo bene dal punto di vista finanziario. Spero che prima o poi vinceremo qualche finale».

Applaude anche i risultati ottenuti dai singoli calciatori, compresi gli attaccanti e lo fa mettendo sul piatto i numeri: «Cedendo Vlahovic e Chiesa ho incassato 135 milioni. Per acquistare Cabral e Jovic, che in questa stagione hanno fatto quasi il doppio di gol rispetto ai due juventini, invece, ne ho spesi 15». Quel che è certo è che per cercare di “portare via” i campioni di questa squadra serviranno offerte congrue, pure per Amrabat. Quanto al tweet di complimenti al West Ham che la Juve ha fatto subito dopo la sconfitta dei viola a Praga Commisso ha aggiunto: «Non so chi decida queste cose: io non lo avrei mai fatto». A proposito dell’episodio del ferimento di Biraghi, il presidente ha svelato: «Non abbiamo fatto ricorso, ma quell’episodio ci ha condizionato. Ho sentito la Uefa, spero prenda provvedimenti. Il presidente Ceferin era imbarazzato, tutto il mondo ha visto. Ringrazio i giocatori per il fair play mostrato. Così come dico grazie ai tifosi». Il regalo è la scelta di sancire un patto di sangue con la curva, intitolando lo stadio principale del Viola Park alla Fiesole. Ci sarà un rincaro degli abbonamenti, ma in tanti hanno applaudito la scelta. Non ultimo Federico De Sinopoli, presidente dell’ATF. «È il riconoscimento universale a ciò che da mezzo secolo la curva rappresenta per la città e per la sua squadra». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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