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Le metamorfosi e anche altri racconti: anche Kafka ci ricorda la Viola

di Andrea Bruno Savelli
Le metamorfosi e anche altri racconti: anche Kafka ci ricorda la Viola

«Nessun posto più bello di Praga per chiudere questa stagione»

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Questa stagione qui poteva finire in tanti modi, ma pochi sarebbero stati migliori di una finale a Praga.Praga è bellissima ed è, tra le città europee, una tra quelle che assomiglia di più a Firenze, con un centro storico bellissimo e preso d'assalto dai turisti di tutto il mondo. Praga è anche il luogo dove è nato e cresciuto Franz Kafka. E che c'entra ora Kafka con la Fiorentina? C’entra, c’entra… Intanto perché spesso da tifoso della Fiorentina mi sono sentito come in un racconto dello scrittore praghese.
Ne “Il processo” il protagonista viene arrestato, processato e condannato senza mai sapere di cosa sia accusato. Rimanda vagamente alla posizione della Fiorentina nella vicenda calciopoli, no? O quante volte ci siamo sentiti trasformati in scarafaggi, quando ci facevano fallire oppure ci mandavano a giocare le finali ad Avellino.

E poi ci sono le “metamorfosi”, che sono riuscite benissimo a questa squadra: quelle tattiche, col passaggio ad un gioco ancora più offensivo spostando qualche metro più avanti una delle due mezzali e quelle che hanno permesso di trasformare una stagione che pareva un racconto dell'orrore in una che, in ogni caso, passerà alla storia. Kafka non scriveva mai i finali dei suoi romanzi, la Fiorentina per noi è una storia senza fine.
E poi c’è il rapporto tra Firenze e i giocatori cechi, o cecoslovacchi. L'indimenticabile Lubos Kubik, lento come una fila sulla FiPiLi, ma amatissimo e protagonista dell'ultima finale europea Viola. Barak è un pò il Kubik moderno, non velocissimo, ma spesso e volentieri decisivo. Ujfalusi, il mitico Ufo. Hable, che fu presentato come il De Rossi ceco… Mazuch, altra meteora, e poi Tomas Repka, difensore fortissimo che lasciò Firenze in lacrime, ceduto per sanare un bilancio in affanno e che se ne andò, indovinate un pò, al West Ham! Andiamo a giocare in uno stadio troppo piccolo per una finale del genere, e, ennesimo paradosso, a Praga c'è il secondo stadio più capiente del mondo, che potrebbe arrivare ad ospitare fino a duecentocinquantamila spettatori.

Concludendo, nessun posto più bello di Praga per chiudere questa stagione. Volutamente non si è parlato di campo, per scaramanzia ma anche perché ci sarà tutto il tempo, da giovedì. Godiamoci questa finale, consapevoli che la nostra storia - siamo l’unica squadra europea ad aver giocato le finali di tutti i tornei internazionali - merita di stare lì e di restarci stabilmente. Franz Kafka aveva chiesto che i suoi scritti fossero bruciati dopo la sua morte, e per fortuna il suo desiderio non è stato esaudito, noi cantiamo: finché vivrò, sosterrò la Fiorentina… 
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