Il Tirreno

Firenze

Fuori dal campo

Maxischermi al Franchi. È tutto pronto per la finale

di Francesca Bendinelli
Maxischermi al Franchi. È tutto pronto per la finale

Al Viola Park summit con i procuratori per parlare di regole

5 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE.  Da una parte gli ottomila che voleranno a Praga, pronti a spingere la Fiorentina verso quel sogno chiamato Conference League, dall’altra le migliaia che si riverseranno al Franchi per vedere lì, nel tempio viola, la partita contro il West Ham proiettata nei maxischermi. La conferma dell’apertura dell’impianto della città, al Campo di Marte, lì dove quarantamila persone aspettarono, nel 1996, Batistuta e compagni di ritorno da Bergamo con in braccio la Coppa Italia, è arrivata ieri, dopo la riunione in prefettura. Adesso, c’è da limare ogni dettaglio per costruire la cornice di quella che tutti si augurano essere una serata magica, destinata a restare nella storia. Servirà un biglietto d’accesso, con un prezzo simbolico, nei limiti della capienza dello stadio.Il primo a parlare, in ordine di tempo, è stato il direttore generale della Fiorentina, Joe Barone: «Lo stadio sarà aperto - ha confermato nel primo pomeriggio dai microfoni della Tgr Rai Toscana -. Tutti i tifosi potranno assistere alla finale dal Franchi e noi siamo super contenti: ci aspettiamo tanta gente e ci auguriamo di arrivare con una coppa da dedicare a tutta la nostra tifoseria». A fargli eco, subito dopo, è stato il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «L’apertura dello stadio Franchi il 7 giugno per la finale di Conference Cup è una bella notizia per Firenze e per tutti i fiorentini. Ringrazio il direttore generale di Fiorentina Joe Barone, la Prefetta di Firenze Francesca Ferrandino e i componenti del Comitato per l’ordine sicurezza pubblica. Il Comune di Firenze si farà carico delle spese per i servizi della Polizia Municipale e di Alia». Per coloro che non sono riusciti ad entrare nel circolo ristretto di persone in possesso del tagliando d’ingresso all’Eden Arena di Praga - sono stati meno di 6mila i tagliandi riservati alla società italiana, gli stessi destinati agli inglesi - e che decideranno di restare in città, insomma, c’è una soluzione in più per vivere le emozioni di una notte attesa da troppi anni. È stato proprio questo a spingere la Prefettura ad aprire le porte dello stadio. Gli ultrà della curva Fiesole, invece, faranno in modo di "colorare" di viola la capitale della Repubblica Ceca: alcuni entreranno allo stadio, altri invece animeranno la fan zone che sarà predisposta in aree dedicate. Ci sarà lo spazio adibito al parcheggio (anche se serve un pass, da richiedere attraverso il portale Uefa), ma soprattutto un’area food and beverage, all’interno della quale è stata organizzata anche attività di intrattenimento, ovviamente con al centro di tutto il maxischermo (l’apertura è fissata per il giorno della gara, a partire dalle 11). Intanto, sui social, c’è anche chi ha organizzato una sorta di grande bacheca virtuale di "bla-bla car" colorata di viola. Firenze del Nord, l’associazione di tifosi che segue, pur partendo dal nord Italia, la Fiorentina ovunque, in campionato e in Europa, ha pensato ad un post di annunci collettivi per chi ha posti auto disponibili verso Praga, in modo da mettere in contatto domanda e offerta, da dividere le spese e, aspetti più importante, cullare insieme un sogno. Il resto dello spettacolo, invece, sarà tutto al Franchi, tra bandiere, fumogeni e, intanto, tanta voglia di sognare.

Il confronto

Ieri, intanto, per il club viola è stata una giornata importante anche sul fronte politico. Sì, perché al Viola Park di Bagno a Ripoli si è tenuto il primo summit con l’associazione dei procuratori, per parlare anche delle famose "10 regole" inoltrate ormai diversi mesi fa dalla Fiorentina a Fifa e Uefa in merito (anche) al tema delle commissioni degli agenti. C’erano un po’ tutti i più importanti agenti del mondo del calcio, dai Pastorello («Credo che Terracciano sarà il titolare anche in futuro» ha detto, poi, ai media presenti Federico), a Giovanni Branchini fino Graziano Battistini. L’occasione è stata quella di visitare il centro che diventerà, a breve, la nuova casa dei calciatori e delle calciatrici viola: il dibattito che si è venuto a instaurare potrà portare a vantaggi reciproci. «Abbiamo voluto fare un giro in questa struttura - ha spiegato il presidente Rocco Commisso - e colto l’occasione per parlare di argomenti importantissimi per il calcio italiano. Cosa deve migliorare? Intanto, il fronte che riguarda i giovani di casa nostra. È un argomento che ho sollevato io: non è giusto che un ragazzo che facciamo arrivare in Italia costa, al lordo, un milione e trecentomila euro a fronte di un milione di spesa. Per un giovane cresciuto nel nostro paese, invece, il costo raddoppia. E questo non è giusto: dobbiamo arrivare a dare più forza ai nostri talenti. Bisogna investire sugli italiani: questo può darci forza».

In nome di Davide

Intanto, nel nuovo centro sportivo ci sarà un ricordo tangibile di Davide Astori, l’indimenticato capitano della Fiorentina scomparso all’improvviso a Udine, nel marzo 2018. Uno dei due stadi del centro sportivo porterà il suo nome. Il presidente lo ha annunciato l’altra sera nel corso della cena di gala che si è tenuta nel refettorio di Santa Maria Novella il cui ricavato è stato devoluto alla ricerca sulla cardiopatia aritmogena, la patologia di cui soffriva il capitano viola, alla presenza di Anna e Renato, i genitori del calciatore. «Non sapevo della decisione del presidente di intitolare uno dei due impianti del Viola Park - ha commentato Cristiano Biraghi, che da Davide ha ereditato la fascia e il senso di responsabilità -, ma ero sicuro che avrebbe fatto qualcosa perché è una persona di cuore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani